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“La comunicazione e l’informazione tra medico e paziente”: se ne è discusso a Bari
 

“La comunicazione e l’informazione tra medico e paziente”: se ne è discusso a Bari


La Fondazione Villa Maria, in collaborazione con Villa Anthea Hospital e il Policlinico, di Bari, ha organizzato una Tavola Rotonda dal titolo “La comunicazione e l’informazione tra medico e paziente” in occasione della quale discutere le tematiche che hanno ispirato il manuale “L’intervento al cuore – parliamone insieme”, edito dalla Fondazione Villa Maria.

Michele Mirabella – Docente di Sociologia della Comunicazione – Università IULM di Milano – ha inquadrato il tema della Tavola Rotonda, valendosi anche dell’esperienza maturata con il dr. Carlo Gargiulo – medico di famiglia – negli anni di conduzione della trasmissione “Elisir” – in onda la domenica su Rai 3.
“La medicina è sempre stata una scienza oscura. Dalle scuole greche, riservate a pochi eletti, alla tradizione egizia, dove il medico occupava il posto subito al di sotto del faraone, la scienza medica si è avvalsa dell’alone di mistero che l’ha circondata come di uno strumento in più per curare. Avere affidata la salute (o la speranza del suo recupero), con la fiducia cieca che ha sempre contraddistinto il rapporto medico-paziente, significava, per il medico, poter esercitare il proprio carisma ponendosi in una posizione di preminenza, con un effetto terapeutico indiscutibile.
La situazione è poi cambiata. Il livello culturale medio si è alzato, il paziente è diventato “cittadino” ed il rapporto medico-paziente (o meglio medico-cittadino) si è trasformato in un rapporto paritario.
Indubbiamente, in questa trasformazione i media hanno giocato un ruolo e l’informazione raggiunge molto facilmente (a volte anche troppo…) ognuno di noi, determinando una sempre maggiore presa di coscienza.
Perché però la divulgazione diventi “servizio”, occorre che il divulgatore si ponga a fianco del medico (quando le due figure non coincidono) per migliorare la tutela della salute del cittadino.
In realtà questa coincidenza si ha quotidianamente all’interno dello studio in cui ognuno di noi, medico generico o specialista, libero professionista o dipendente, universitario o ospedaliero, esercita la professione.
Non è più pensabile prescindere dalla informazione al paziente, che deve andare ben oltre il burocratico “consenso informato”, per trasformare il cittadino da oggetto della terapia in soggetto, in grado di assumersi quella responsabilità decisionale che oggi non può essere carico esclusivo del medico.
Il medico è il consulente e l’esecutore, cioè colui che presenta le possibili soluzioni ed applica quella che più si adatta al caso specifico; utilizzando anche strumenti di comunicazione non verbale: un opuscolo illustrativo o, perché no, una videocassetta o un cd-rom.
Chi ha paura di spiegare, o afferma di non averne tempo, rischia di far dubitare che non sempre sappia con sicurezza ciò che sta facendo.
Per saper parlare bisogna imparare, per cui accanto al bagaglio di conoscenze tecniche (e spesso pratiche) che consente di affrontare qualunque problema professionale con competenza, occorre che l’Università prepari i Medici al dialogo. Un Medico nuovo, disponibile al dialogo ed al confronto, in grado di fornire certezze, ma, soprattutto, di infondere sicurezza, consentendo alla Medicina tradizionale di riaffermare il predominio su medicine “alternative” di dubbia utilità, il cui vantaggio spesso risiede solo nell’effetto placebo dovuto alla disponibilità umana del terapeuta.”


Giovanna Baraldi – Direttore della Fondazione Villa Maria – ha illustrato gli scopi della Fondazione: ”Nell’ambito delle attività svolte dalla Fondazione Villa Maria, un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale orientata allo svolgimento di programmi di ricerca e di formazione nella gestione ed organizzazione sanitaria, nell’etica medica e nella ricerca clinica, si annovera quella di stimolare l’attenzione sul bisogno di comunicazione e di dialogo con i pazienti.
Per onorare tale impegno – ha proseguito la dott.ssa Baraldi - la Fondazione ha avviato una collana editoriale - I quaderni del cuore - con l’obiettivo di divulgare e comunicare ai pazienti, in modo semplice, comprensibile e rassicurante, il contenuto e lo svolgimento di tecniche diagnostiche e terapeutiche altamente complesse.
Nell’ambito di questa collana la Fondazione ha pubblicato il manuale L’intervento al cuore – Parliamone insieme, rivolto ai pazienti che devono sottoporsi ad un intervento di cardiochirurgia coronarica e valvolare e che è oggetto della Tavola Rotonda. La Fondazione metterà a disposizione delle Unità Operative di Cardiochirurgia, afferenti a strutture pubbliche o private italiane, la quantità di manuali sufficienti agli interventi eseguiti, gratuitamente.”


Il Prof. Francesco Bellino – Direttore del Dipartimento di Bioetica dell’Università di Bari – ha iniziato il proprio intervento sottolineando che: “Quello di autonomia è il più innovativo dei principi ispiratori della bioetica, soprattutto perché nel rapporto medico-paziente investe la libertà-responsabilità, che è la fonte dell’atto etico. Il malato è una persona e, in quanto tale, dotata di ragione e di volontà. Tale principio sancisce il rispetto delle libertà e delle decisioni del paziente, legittima l’obbligatorietà del consenso libero e informato per evitare che il malato diventi un oggetto.
Il manuale è dunque un strumento prezioso per illustrare ai pazienti che devono sottoporsi ad un intervento cardiochirurgico, il contenuto dell’intervento chirurgico stesso e le fasi pre- e post-operatorie.
E’ un contributo concreto al superamento del paternalismo medico e all’affermazione di una nuova cultura medica, incentrata sulla persona del malato e volta a creare una vera alleanza terapeutica tra medico e paziente che, partendo dal consenso informato, approdi alla decisione consensuale.
Il manuale ha uno stile dialogico ed è rivolto ad un ipotetico paziente, immaginato come una persona responsabile, chiamata a farsi compartecipe delle scelte terapeutiche. Per essere messo nella condizione di poter scegliere, Cristina Luciani, Patrizia Rivani Farolfi e Giuseppe Speziale, i redattori del testo, offrono al paziente la percezione esatta del suo male e delle possibilità terapeutiche, con i rischi, le difficoltà e le conseguenze che comportano. Queste informazioni servono anche a chiarire i dubbi e a vincere le paure dei pazienti” ha concluso il Prof. Bellino.

“La Tavola Rotonda che la Anthea Hospital del Gruppo Villa Maria organizza in collaborazione con il Policlinico di Bari per discutere su - Comunicazione ed informazione tra medico e paziente - affronta una tematica che viene oggi fortemente sentita in sanità – è il pensiero del dr. Italo De Luca - Direttore Cardiologia Ospedaliera Responsabile del raggruppamento cardiovascolare del Policlinico.
“Il manuale cerca di dare risposte concrete alle incertezze di chi deve sottoporsi ad un intervento al cuore: come sarà accolto all’arrivo in ospedale, chi potrà sciogliere i suoi dubbi sulla preparazione e sulle varie fasi dell’intervento, quali saranno gli atti semplici da fare prima dell’intervento, quanto durerà l’intervento e quale sensazione avrà al risveglio. Risposte semplici ed esaurienti che possono ridurre l’ansia e la preoccupazione durante la permanenza in Terapia Intensiva fino al rientro in reparto e al ritorno a casa. Vengono quindi indicati i controlli da effettuare per valutare lo stato di salute dopo la dimissione dall’ospedale, le attività consentite e proibite, le regole da osservare e le modalità con cui intraprendere le precedenti attività.
La Tavola Rotonda e la presentazione del manuale – ha concluso il dr. De Luca - rispondono all’obiettivo pratico che deve essere comune a tutti gli operatori della sanità, cioé quello di migliorare la comunicazione verso l’utenza, che la Cardiologia Ospedaliera del Policlinico di Bari, recentemente certificata a livello internazionale, ha già affrontato tra i vari momenti di realizzazione del Sistema Qualità ISO 9000 - Vision 2000”.


“Nella società attuale – ha sottolineato nel suo intervento a conclusione dell’incontro il Prof. Neveux, Direttore della Cattedra di Cardiochirurgia Hôpital Marie Lannelongue Université Paris Sud e Direttore scientifico del Gruppo Villa Maria – l’informazione ricopre un ruolo di grande importanza. Diviene naturale pensare all’impatto che questa può avere all’interno del sistema sanitario e, in particolare, sui pazienti.
La comunicazione al paziente, che richiede un intervento per ristabilire delle condizioni di salute, porta a un rapporto nuovo, privilegiato tra medico e paziente, donando a quest’ultimo maggiore serenità, pace e consapevolezza verso il percorso di cura.
Questo porta nella maggioranza dei casi alla diminuzione dello stress e della tensione che scaturisce sia dallo status di malattia, sia dalla scarsa conoscenza di ciò che il paziente dovrà affrontare.
L’informazione al paziente è un bisogno che può essere anche non espresso, ma che comunque necessita di una risposta e di una soddisfazione.
Anche nei Paesi esteri questa problematica è molto sentita. In Francia, nell’Ospedale Marie Lannelongue di Parigi, studiai uno strumento per informare i pazienti sulle cure. Fu prodotto un video; i risultati di tale campagna informativa, furono di un alto grado di soddisfazione dei pazienti che divennero più coinvolti nel processo di cura con il raggiungimento di condizioni più favorevoli per la gestione del paziente”.