Rassegna Stampa 19 Marzo 2004
Da Ospedale Molinette - Torino Molinette, progressi nella ricerca anti-tumore Una ricerca condotta dal dipartimento di genetica, biologia e biochimica dell' ospedale Molinette di Torino ha fatto fare un passo avanti alle cure contro il tumore. Lo studio, realizzato dall'equipe diretta dalla professoressa Valeria Poli e pubblicato sull' ultimo numero della rivista scientifica "Nature Immunology", ha permesso di scoprire le funzioni diverse e specifiche delle due forme alfa e beta dell' oncogene (gene che causa il cancro) "Stat3". Lo studio dimostra, attraverso esperimenti sui topi, che Stat3alfa e Stat3beta hanno attivita' ben distinte, mentre fino ad oggi si considerava il secondo una forma "dominante negativa" (inibitrice), cioe' in grado di interferire con l' attivita' della forma alfa. Questa supposta proprieta' ha fatto si' che gruppi di scienziati abbiano proposto di utilizzare Stat3beta per controbattere l' attivita' neoplastica di Stat3alfa. Secondo i ricercatori delle Molinette, Stat3alfa e' la forma la cui attivita' impropria causa i tumori (cancro della testa e collo, carcinoma mammario, carcinoma ovarico, tumore alla prostata, mieloma multiplo), mentre Stat3beta agisce solo nel controllo delle infiammazioni che vengono anch' esse provocate da Stat3 (colite ulcerosa e il morbo di Crohn).

Da Google.it Staminali: un gene contro i tumori SIENA, 17 MAR - Nuove frontiere nella lotta contro i tumori e le malattie vascolari si aprono grazie alla ricerca di una equipe dell'Universita' di Siena. Scoperta una nuova funzione del gene PIM-1 in grado di indurre la differenziazione delle staminali e far proliferare le cellule dei vasi sanguigni favorendone la ricostruzione. Si ipotizza la possibilita' di trovare molecole in grado di inibire la funzione di questo gene, quindi bloccare o rallentare lo sviluppo di tumori che si alimentano di vasi sanguigni.

Da Ansa CERVELLO: ESPERTI A CACCIA DELLA COSCIENZA Forse e' possibile identificarla, gli scienziati ci provano (ANSA) - ROMA, 17 MAR - Qual e' la sede della coscienza? E' possibile identificarla nel cervello? Gli scienziati ci provano alla luce di nuove 'prove'. Un gruppo di esperti internazionali da oggi si incontrano a Roma per mettere a confronto gli studi sulle persone che vivono in stato vegetativo. 'Finora sembrava accertato un collegamento tra la corteccia cerebrale e la coscienza,ma sembra non sia piu' cosi' e c'e' dell'altro', afferma il neurologo californiano Alan Shewmon e si aprono altri interrogativi.

Da Humanitas Salute Zucchero, fa bene o fa male? Cosa mangiare e cosa eliminare dalla dieta? Chi ha la glicemia alta nutre dubbi sull'alimentazione. La parola a Chiara Trombetti Diabete e, quindi, glicemia alta: come regolarsi? Cosa mangiare e cosa eliminare dalla dieta? Tutti gli zuccheri sono nocivi? Qual e' il ruolo dell?alimentazione nel controllo della glicemia? Sono queste le domande che si pongono coloro che soffrono di questo disturbo e che sono assillati da mille dubbi riguardanti l?alimentazione. Per fare un po? di chiarezza abbiamo girato le domande a Chiara Trombetti, dietista di Humanitas Gavazzeni . Partiamo dalle distinzioni: diabete di primo e di secondo tipo. "Le due principali forme di diabete sono il diabete mellito isulino-dipendente, detto di primo tipo, e quello non insulino-dipendente, chiamato di secondo tipo. Il primo tipo e' caratterizzato da una totale mancanza di insulina, dovuta a una distruzione di cellule del pancreas, e di solito esordisce in eta' giovanile. Il secondo tipo, invece, e' di solito associato a obesita', insorge in eta' adulta e comporta un'alterazione nella secrezione di insulina; e' anch?esso legato a fattori genetici, ma qui e' il sovrappeso ad avere una notevole importanza. Di conseguenza, la terapia di questo secondo tipo di diabete si basa principalmente sulla riduzione del peso e sulla pratica quotidiana di attivita' fisica, oltre che sul controllo della dieta e sull'eventuale somministrazione di farmaci ipoglicemizzanti orali". Chi soffre di diabete, come deve comportarsi a tavola? "Chi soffre di diabete di tipo 1 deve seguire un'alimentazione adeguata, senza subire restrizioni inopportune. Il paziente insulino-dipendente di solito non e' in sovrappeso e, quindi, non necessita di una dieta ipocalorica, ma va valutato attentamente il suo fabbisogno calorico, in base a fattori quali l'eta', il sesso, l'attivita' lavorativa e quella fisica. La composizione di una dieta per il diabetico di tipo 1 e 2 e' sostanzialmente uguale a quella di chi non soffre di questa malattia, e cioe' deve prevedere 10-15% di proteine, 25-30% di grassi (preferibilmente di origine vegetale) e 55-60% di zuccheri (carboidrati). Anche il vino puo' essere presente nella dieta del diabetico, tenendo pero' presente che 1 grammo di alcol fornisce 7 calorie, quindi il vino non deve superare il 6% delle calorie totali quotidiane. Il controllo della quantita' di alcol assunta quotidianamente e' particolarmente importante nelle persone obese, ipertese o che soffrono di ipertrigliceremia. Un ruolo molto importante e' invece svolto dalle fibre vegetali, in particolare quelle idrosolubili, perche' ritardano lo svuotamento dello stomaco e riducono i livelli di glucosio e di colesterolo nel sangue". Gli zuccheri vanno eliminati? "Non e' necessario, anzi e' inopportuno, che chi soffre di diabete, sia del primo che del secondo tipo, si sottoponga a una dieta priva di zuccheri perche' la totale assenza di zuccheri favorisce un aumento di quote lipidiche e proteiche, con conseguenti possibili alterazioni a livello renale. E' importante sottolineare a questo proposito la distinzione tra zuccheri semplici e complessi: i primi forniscono un'immediata disponibilita' di energia, gli altri la forniscono piu' lentamente nel tempo. Sono gli zuccheri complessi (pane, pasta, riso, legumi) a non dovere mancare nell'alimentazione". Se ne parla spesso, ma cos'e' l'indice glicemico degli alimenti? "Gli alimenti possono essere classificati in base al loro indice glicemico, cioe' l'aumento della glicemia provocato dall'assunzione di un particolare cibo, messo a confronto con l'aumento dato dalla somministrazione di una dose standard di glucosio. Ad esempio, patate e pane bianco hanno un indice glicemico piu' alto di pane e riso integrale, pasta e legumi. Questo significa che patate e pane bianco provocano un aumento della glicemia dopo il pranzo superiore a quello degli altri alimenti citati. Gli alimenti che hanno indice glicemico piu' basso sono: lenticchie, fagioli, ceci, latte, mele, arance. Anche il gelato ha un indice glicemico basso, ma essendo ricco di zuccheri semplici deve essere utilizzato con molta cautela. Come utlizzare i dolcificanti? "Chi soffre di diabete puo' fare ricorso a dolcificanti, ma senza esagerare. Il fruttosio, lo xilitolo e il sorbitolo, ad esempio, sono calorici e vanno quindi tenuti in considerazione nel computo totale delle calorie giornaliere; inoltre sia lo xilitolo che il sorbitolo hanno un effetto lassativo. L'aspartame e' un ottimo dolcificante, ma e' sconsigliato a chi soffre di serie insufficienze epatiche". Invece, chi soffre di diabete di secondo tipo, cosa deve mangiare? "Mentre il paziente insulino-dipendente deve ricorrere alla somministrazione di insulina per controllare la glicemia chi soffre di diabete mellito di secondo tipo puo' cercare di abbassare il livello della glicemia attraverso una corretta alimentazione. In alcuni casi sara' necessario ricorrere anche alla somministrazione di farmaci ipoglicemizzanti, ma spesso una dieta adeguata puo' aiutare il paziente a tenere sotto controllo la glicemia. E' innanzitutto indispensabile che tra un pasto e l'altro non trascorrano troppe ore: gli spuntini sono quindi indispensabili e devono essere assunti frequentemente, almeno a meta' mattina e a meta' pomeriggio, in certi casi anche dopo cena. Questo e' indispensabile per evitare sbalzi della glicemia causati dal digiuno: gli spuntini e i pasti frequenti contribuiscono a mantenerla costante. Il digiuno, infatti, porta a un abbassamento della glicemia e quindi a degli sbalzi dannosi per l'organismo. Gli spuntini possono ad esempio essere a base di frutta, latte, yogurt o pane. La dieta, inoltre, deve cercare di rispettare il piu' possibile i gusti del paziente e deve essere varia e appetibile, perche' il diabetico in teoria non puo' mangiare solo poche cose: zucchero e tutto cio' che lo contiene. Si capisce dunque quanto l'alimentazione di chi soffre di diabete possa essere varia, basta prestare attenzione ai dolci veri e propri, che vanno davvero consumati in quantita' molto limitate e in via eccezionale. Gli alimenti integrali (pane, pasta, riso, crackers...) sono da preferire, in quanto saziano maggiormente rispetto ai prodotti raffinati e soprattutto perche' rallentano l'assorbimento dei carboidrati, tenendo piu' bassi i valori della glicemia post A cura di Elena Villa

Da Immediapress Come salvare decine di migliaia di vite ogni anno VitalDataNet, la card ideata per l?accesso immediato ai propri dati clinici. (IMMEDIAPRESS) - Milano, 18 febbraio 2004 ? Ogni anno migliaia di persone muoiono e molte altre migliaia riportano gravi malattie a causa di effetti di farmaci, reazione allergiche o a causa di trattamenti medici non appropriati. Molte di queste morti o malattie possono essere scongiurate. I medici e le strutture sanitarie possono prevenire tali incidenti avendo a disposizione le informazioni cliniche del paziente. Questo problema ha attirato l?attenzione di un gruppo di medici ricercatori che, per far fronte e limitare quanto piu' possibile i danni derivanti da queste situazioni, hanno costituito ed attivato un'organizzazione a livello internazionale gia' attualmente funzionante. Sul sito www.vitaldatanet.com e' infatti possibile caricare i dati anagrafici personali e della propria cartella clinica, corredata se necessario da foto, referti etc., e i numeri telefonici di famigliari e medici curanti da avvisare automaticamente, in caso di emergenza, via SMS. In caso di necessita', 24 ore su 24, tramite i dati riportati sulla tessera in dotazione, il soccorritore della persona in difficolta' si puo' collegare alla banca dati del sito, attraverso cellulare GSM, ottenendo i dati via SMS o attraverso PC connesso ad internet. Il servizio offerto da VitalDataNet e' nato dall'idea di fornire nel minor tempo e nel maggior numero di situazioni possibili le informazioni essenziali in casi di emergenza e di pronto soccorso. Troppo spesso le informazioni salva-vita non sono accessibili, troppo poco dettagliate, non aggiornate, scritte in una lingua non comprensibile al medico. Il rapporto del 1999 del "THE INSTITUTE OF MEDICINE REPORT" riporta che la scorretta terapia medica uccide ogni anno negli Stati Uniti d'America da 44.000 a 98.000 persone, un numero addirittura superiore ai 43.450 morti dovute ad incidenti sulle autostrade, ai 42.300 dovuti al cancro al seno, oppure ai 16.500 dovuti all'AIDS (The New York Times November 30, 1999, Tuesday, Late Edition - Final). La penicillina e gli altri antibiotici beta-lattamici rappresentano piu' del 75% dei casi di anafilassi da farmaci (http://www.chirurgiatoracica.org); qualora una persona affetta da allergia a tali farmaci si trovasse in situazione di emergenza, correrebbe gravi rischi soprattutto durante un viaggio all'estero, con i problemi legati alla lingua locale. Con VitalDataNet anche i problemi di comunicazione sono superati. Anche da un Paese straniero, infatti, bastera' comporre il numero telefonico indicato nella Card, e il server della centrale VitalDataNet rinviera' allo stesso numero di cellulare il riepilogo dei dati clinici e, se richiesto, provvedera' a inviare messaggi a contatti selezionati, ad esempio al proprio medico curante o a un proprio familiare, informandoli dell'emergenza. A chi si rivolge VitalDataNet? A persone in viaggio all'estero, ai disabili, anziani che vivono da soli, donne in gravidanza, persone soggette ad attacchi di panico o disagi psicologici, e potenzialmente tutti coloro che svolgono attivita' "rischiose" o affette da allergie, dispositivi medici impiantati e persone spesso alla guida di automezzi. Il progetto ha richiesto l?aggregazione di competenze mediche di diversi ambiti di specializzazione, coordinate da specialisti dell'emergenza, esperti in informatica, telecomunicazioni, sicurezza e protezione di dati clinici. Allo scopo di assicurare all'utente il piu' elevato grado di utilita', sicurezza e semplicita' e' stato costituito un Comitato Tecnico Scientifico, con l'obiettivo di perfezionare costantemente il servizio e individuare ulteriori aree di intervento. Per maggiori informazioni: Vital Data Net S.r.l., Via Finocchiaro Aprile 14 20124 Milano Sito web: www.vitaldatanet.com Referente Dr. Sergio Consonni Telefono : 02-620227244 - Fax: 02-6595913 - Cellulare: 335-5932957 E-mail: ser.consonni@vitaldatanet.com

Da Immediapress Un nuovo strumento di comunicazione conferisce piu' potere ai pazienti affetti da schizofrenia The European Think Tank - PR Newswire (IMMEDIAPRESS) - LONDON, January 9, /PR Newswire/ - Un nuovo studio pubblicato quest'oggi sull'importante rivista di psichiatria The British Journal of Psychiatry indica che un semplice strumento di comunicazione chiamato "2-COM", che facilita le comunicazioni tra paziente e psichiatra, permette ai pazienti di giocare un ruolo maggiore e di contribuire alla gestione della loro condizione, e che cio' puo' condurre a un cambiamento nel trattamento dei pazienti. I risultati indicano inoltre che l'uso di 2-COM e' particolarmente efficace in quei pazienti che lamentano i problemi maggiori nella gestione della propria patologia.(1) 2-COM e' un semplice formulario che identifica 20 "problemi" comuni che un paziente affetto da disturbi mentali gravi puo' dover affrontare. L'elenco comprende problemi associati con l'abitazione, le relazioni interpersonali, il denaro, la mancanza di attivita', i problemi psicologici, la sessualita', i sintomi della patologia e gli effetti indesiderati del trattamento. Il formulario 2-COM comprende inoltre tre scale ideate per permettere al paziente di valutare a lungo termine le proprie esperienze del trattamento, la capacita' di fronteggiare i contesti sociali e il senso di benessere generale. Nello studio, 134 pazienti affetti da schizofrenia o disturbo schizoaffettivo sono stati assegnati casualmente a ricevere le cure standard oppure le cure standard piu' 2-COM. Prima dell'incontro con il medico per l'appuntamento di routine, al gruppo attivo veniva consegnato e fatto compilare il formulario 2-COM, e si chiedeva inoltre al paziente di indicare gli argomenti che desiderava discutere con il medico. I risultati venivano valutati immediatamente dopo l'appuntamento e a un follow up dopo sei settimane. I risultati hanno indicato che utilizzando il formulario 2-COM si induceva un miglioramento stabile nella qualita' delle comunicazioni paziente-psichiatra secondo la valutazione dei pazienti, a prescindere dalla gravita' della patologia e dal numero di bisogni riportati. I pazienti che ricevevano il formulario 2-COM mostravano inoltre una diminuzione nel numero dei bisogni riportati tra la seconda e la terza visita. Il formulario 2-COM induceva poi un cambiamento nel comportamento clinico dello psichiatra immediatamente dopo l'appuntamento, come dimostrato da una maggior probabilita' di modificazioni del trattamento, sia farmacologico che non. Le modificazioni del trattamento si sono inoltre rivelate piu' probabili nel caso dei pazienti che avevano riportato un maggior numero di bisogni. Il professor Jim van Os dell'Universita' di Maastricht, Olanda, autore principale dello studio, ha commentato: "Siamo lieti che i risultati di questo studio confermino che l'adozione di questo semplice strumento di comunicazione nella pratica psichiatrica quotidiana apporti benefici sia per i pazienti che per i medici. I risultati suggeriscono che dando ai pazienti l'opportunita' di indirizzare meglio i punti di discussione principali del proprio appuntamento e' in effetti possibile provocare e facilitare la discussione dei bisogni relativi alle cure sanitarie. Cio' porta a cambiamenti effettivi nella gestione dei pazienti che altrimenti non si sarebbero necessariamente verificati. Questi cambiamenti nella gestione possono a loro volta determinare esiti clinici migliori per i pazienti, nonostante la conferma di questa ipotesi necessiti di ulteriori analisi a lungo termine. Sulla base di questo studio incoraggiamo gli psichiatri ad adottare 2-COM nella loro pratica clinica." Il formulario 2-COM e' stato ideato da un gruppo di eminenti psichiatri provenienti da tutta Europa, sulla base dei risultati di una ricerca finanziata da un fondo didattico illimitato di Astra Zeneca Neuroscience che avevano indicato che miglioramenti nelle comunicazioni paziente-psichiatra possono portare a esiti migliori per i pazienti. I risultati di questo studio confermano quelli di una ricerca pubblicata lo scorso anno sulla rivista psichiatrica di primo piano Acta Psychiatrica Scandinavica, che indicavano che l'uso di 2-COM, favorendo una maggior comunicazione paziente-psichiatra nella pratica clinica di routine, migliorava significativamente il livello di soddisfazione dei pazienti nei riguardi del trattamento.(2) Il formulario 2-COM e' disponibile in nove lingue ai seguenti siti web: www.2coms.homestead.com o www.psychiatryinpractice.com. Bibliografia 1. Van Os J, Altamura AC, Bobes J, Gerlach J, Hellewell JS, Kasper S, Naber D, Robert P. (2004) Evaluation of the 2-COM communication tool as a clinical intervention: Results of a multi-national randomized controlled trial. Br J Psychiatry. Jan;184(1):79-83. 2. Van Os et al (2002) 2-COM: an instrument to facilitate patient-professional communication in routine clinical practice. Acta Psychiatr Scand Note per i redattori: Gli psichiatri europei che hanno contribuito alla realizzazione del formulario 2-COM comprendono: J. van Os (Maastricht University, Olanda); A.C. Altamura (Universita' degli Studi di Milano, Italia); J. Bobes (Universidad de Oviedo, Spagna); D.C. Owens (University of Edinburgh, GB); J. Gerlach (St Hans Hospital, Danimarca); J. S. E. Hellewell (Trafford General Hospital, GB); S. Kasper (University Hospital for Psychiatry, Austria); D. Naber (Klinik fur Psychiatrie und Psychotherapie der Universitat Hamburg, Germania) & P. Robert (Hopital Pasteur, Francia) Per maggiori informazioni: Per ulteriori informazioni contattare: Rebecca Moan, Shire Health International, Tel: +1 212 725 7522 x282, Email: rebecca.moan@shirehealthinternational.com; Oppure, Ellie Goss, Shire Health International, Tel: +44 207 471 1500, Email: ellie.goss@shirehealthinternational.com