Rassegna Stampa 24 Marzo 2004
DA EPICENTRO.ISS.IT Network Italiano Vaccinazioni - 12/03/2004 Newsletter n. 118 MPR e autismo: i ricercatori inglesi critici della vaccinazione ritirano le loro conclusioni La settimana scorsa la rivista "Lancet" ha pubblicato la smentita delle interpretazioni dello studio di Andrew Wakefield e colleghi del febbraio 1998, che ha suscitato molte preoccupazioni per l'ipotesi di un'associazione tra vaccino MPR e autismo. Ora 10 dei 12 autori (all' appello manca solo Wakefield ed un' altro autore) hanno firmato una dichiarazione in cui ritirano le conclusioni del loro lavoro del 1998. Sullo stesso numero del Lancet si trova inoltre una dichiarazione degli editori del Lancet a firma di Richard Horton, una dichiarazione del Royal Free and University College Medical School, del Royal Free Hampstead NHS Trust e dichiarazioni da parte di Simon Murch, John Walker Smith e dello stesso Wakefield. Riportiamo in seguito la dichiarazione di ritiro delle conclusione dei 10 ricercatori. Questa dichiarazione si riferisce alla pubblicazione "Ileal-lymphoid-nodular hyperplasia, non-specific colitis, and pervasive developmental disorder in children" (Lancet 1998; 351: 637-41). E' stata firmata da 10 dei 12 autori originali. E' da notare che questa dichiarazione non riflette necessariamente anche le opinioni degli altri co-autori. Il significato principale dello studio e' stato quello di aver scoperto una lesione anomala a livello intestinale nei bambini autistici. Da allora si sono aggiunte ulteriore conferme di questo risultato grazie ai lavori del Royal Free Centre for Paediatric Gastroenterology e di altri gruppi di ricerca. Continua a permanere una grande incertezza sulla natura di queste alterazioni ma siamo convinti che sia importante continuare questo tipo di ricerca dal momento che, riconoscere e trattare i problemi gastroenterici potrebbe eventualmente dare aiuto ai bambini autistici. Vorremmo fare chiarezza sul fatto che nello studio non e' stata determinata nessuna associazione causale tra il vaccino MPR e l'autismo, per la mancanza di dati. Tuttavia la possibilita' di una tale associazione e' stata sollevata. Gli eventi successivi alla pubblicazione del lavoro hanno provocato importanti conseguenze sulla salute pubblica. Pertanto siamo dell' opinione che ora sia venuto il momento di ritirare collettivamente e in modo formale le interpretazioni dei risultati dello studio. Non ci e' stato possibile contattare John Linnel. Simon H Murch, Andrew Anthony, David H Casson, Mohsin Malik, Mark Berelowitz, Amar P Dhillon, Michael A Thomson, Alan Valentine, Susan E Davies, John A Walker-Smith Fonte : Simon H Murch, Andrew Anthony, David H Casson, Mohsin Malik, Mark Berelowitz, Amar P Dhillon, Michael A Thomson, Alan Valentine, Susan E Davies, John A Walker-Smith Retraction of an interpretation The Lancet, Volume 363, Number 9411, 6 March 2004

DA CLICMEDICINA.IT-AGGIORNAMENTO DEL 19 MARZO 2004 Sclerosi multipla: danno epatico da beta-interferone piu' comune del previsto La proporzione di pazienti con sclerosi multipla che, a seguito di trattamento con beta-interferone, sviluppa elevati livelli di aminotrasferasi e' piu' elevata di quanto segnalato nei trials clinici per l'approvazione del farmaco. Nel complesso, infatti, il 39,6% dei pazienti trattati fanno riscontrare elevati livelli di alanina aminotrasferasi. Il danno epatico rilevato, dunque, comprende un rialzo degli enzimi epatici, che in alcuni casi raggiunge anche i canoni della gravita'. I ricercatori non sono stati in grado di individuare fattori predittivi di questo importante effetto collaterale, ma raccomandano un monitoraggio regolare degli esami epatici, soprattutto durante il primo anno di trattamento, sottolineando comunque che va trovato un equilibrio perche' esami frequenti possono causare ansia, dolore, sconvenienza e comunque hanno dei costi da sostenere. (Neurology 2004;62:628-631)

DA SALUTE EUROPA NEWS DEL 19 MARZO 2004 Accordo internazionale per lo sviluppo di un farmaco antimalarico Oggi 19 marzo 2004, Chongqing Holley Holding, Azienda farmaceutica cinese, Sigma-tau, azienda farmaceutica italiana, Medicine for Malaria Ventures (MMV), una organizzazine no-profit, e l'Universita' di Oxford hanno firmato un accordo per lo sviluppo internazionale dell'associazione di-idroartemisinina-piperachina. Tra i firmatari, Sigma-tau, azienda farmaceutica italiana leader e orientata alla ricerca ed allo sviluppo di nuovi farmaci per importanti patologie, svolgera' un ruolo fondamentale per contribuire con il proprio know-how alla registrazione del farmaco a livello internazionale ed europeo. Il farmaco, una combinazione a dosi fisse di un derivato della artemisinina, la diidriartemisinina, e di piperachina, rappresenta una nuova generazione di farmaci antimalarici. L'artemisinina e' un prodotto naturale, estratto da una pianta, l' Artemisia, utilizzato nella medicina tradizionale da oltre 2000 anni. E' particolarmente potente contro la malaria in quanto agisce molto rapidamente senza indurre gli effetti collaterali tipici di molti antimalarici. La combinazione riduce ulteriormente il rischio di resistenza e conferisce al farmaco caratteristiche di maggiore efficacia. Questa associazione e' stata messa a punto dalla Chongqing Holley. L' Azienda cinese e', infatti, impegnata in diversi settori di attivita', fra cui quello farmaceutico nell' ambito del quale possiede la piu' grande struttura per l' utilizzo della artemisinina (coltivazione, estrazione e produzione dei derivati). Il farmaco e' riconosciuto come una delle associazioni piu' attive nel trattamento della malaria e per questa ragione ha attratto l'attenzione dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' . A questo interesse si e' aggiunto, di recente, quello del Ministero della Salute italiano che nell' ambito di un approfondimento delle relazioni scientifiche con la Cina e' stato messo al corrente di questa concreta opportunita' di collaborazione italo-cinese. Un piano di sperimentazione clinica con questo farmaco verra' condotto da parte dell'Universita' di Oxford a completamento degli studi gia' condotti che hanno fornito indicazioni di assoluto interesse. Il gruppo di Oxford, guidato dal Prof. White, ha una vastissima esperienza nella valutazione clinica del trattamento della malaria e come tale e' considerato uno dei policlinici di riferimento. Medicine for Malaria Venture e' una organizzazione non profit che supporta la ricerca di nuovi anti-malarici efficaci ed accessibili alle popolazioni afflitte dalla malattia attraverso collaborazioni pubblico-privato. Attualmente MMV supporta e gestisce un ampio portafoglio di circa 21 progetti, nel quale questo nuovo farmaco riveste un ruolo di primo piano. La malaria, malattia ampiamente diffusa nell'Africa subsahariana e nel Sud Est dell'Asia, si sta riproponendo con sempre maggiore rilevanza. Negli ultimi dieci anni la mortalita' e' pressoche' raddoppiata rispetto alla decade precedente, superando il milione di morti l' anno in Africa, la maggior parte delle vittime sono bambini con meno di 5 anni e donne in stato di gravidanza. Oltre al costo in termini di vite umane, la malaria e' fortemente legata ad uno stato di poverta'. Endemica in Africa, il costo della malattia sottrarre al PIL dei Paesi interessati circa $ 12 miliardi all'anno e consuma il 40% della spesa sanitaria pubblica. Il Dr. Claudio Cavazza, presidente del Gruppo sigma-tau, ha dichiarato: "Noi guardiamo a questo progetto molto importante e che riveste una grande rilevanza etica, come a una opportunita' per contribuire con il nostro know-how alla registrazione di questo farmaco a livello internazionale. In questo senso siamo grati al Ministero della Salute italiano che ha gia' dimostrato un significativo interesse".

DA FONDAZIONE MARINO GOLINELLI NEWS-SALUTE DEL 19 MARZO 2004 Chi mangia frutta e verdura ha ossa piu' robuste Anche frutta e verdura potrebbero fortificare le ossa delle ragazze come latte e formaggi. L' ha dimostrato uno studio di un gruppo di ricercatori guidati da Frances Tylavsky dell'Universita' del Tennessee a Memphis. I ricercatori hanno visto che ragazzine dagli 8 ai 13 anni hanno ossa piu' grandi delle coetanee quando assumono almeno due porzioni quotidiane di frutta e verdura. Come riferito sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, frutta e verdura potrebbero migliorare la salute delle ossa sia in via diretta, cioe' tramite l'apporto di sali minerali e vitamine, sia indirettamente agendo in modo da limitare l' eliminazione del calcio tramite le urine. Tra le ragazze esaminate le uniche differenze nell' alimentazione dipendevano dal diverso apporto quotidiano di vegetali, nessuna differenza invece nel consumo di prodotti caseari ricchi di calcio. Nessuna differenza anche sul fronte dell'attivita' fisica svolta. Eppure esaminate per due anni con test del sangue, delle urine e i raggi X, le giovanissime che mangiavano piu' vegetali avevano ossa piu' sane e un minor quantitativo di calcio disperso nelle urine. I ricercatori sono convinti che alcune sostanze contenute nei vegetali agiscano da gabbia bloccando il 'dilavamento' del calcio delle ossa. Questa perdita e' invece favorita da dieta troppo proteica o con un eccesso di alimenti acidi. (Almanacco della Scienza CNR, 18/03/04)

DA LE SCIENZE.IT NOTIZIE DEL 20 MARZO 2004 L'agopuntura contro le emicranie Aiuta ad alleviare i sintomi della malattia Secondo gli esperti, l'agopuntura e' un trattamento efficace per i mal di testa cronici e dovrebbe essere disponibile anche all'interno del servizio sanitario nazionale. Lo sostengono alcuni ricercatori britannici in un articolo pubblicato sulla rivista "British Medical Journal". Gli autori riferiscono che i pazienti sottoposti ad agopuntura presenterebbero meno giorni di emicrania rispetto agli altri e farebbero meno ricorso ad analgesici e antidolorifici. Il governo inglese lascia pero' ai medici la decisione di ricorrere localmente alla terapia, nel caso in cui ritengano che i pazienti ne possono trarre beneficio. I ricercatori hanno analizzato 401 pazienti britannici che ogni settimana accusavano gravi emicranie. I volontari sono stati divisi a caso in due gruppi: alcuni hanno ricevuto fino a 12 trattamenti di agopuntura nel corso di tre mesi, altri sono stati sottoposti ad altri tipi di cure, soprattutto a base di farmaci. Tutti hanno dovuto redigere un diario nel quale annotavano l'intensita' e la frequenza delle emicranie. In un anno, rispetto al gruppo di controllo, i pazienti sottoposti ad agopuntura hanno sperimentato 22 giorni di emicrania in meno, hanno usato il 15 per cento di farmaci in meno, hanno effettuato il 25 per cento di visite in meno dal loro medico e hanno accusato il 15 per cento di assenze dal lavoro in meno. Andrew J. Vickers, Rebecca W. Rees, Catherine E. Zollman, Rob McCarney, Claire M. Smith, Nadia Ellis, Peter Fisher, Robbert Van Haselen, Acupuncture for chronic headache in primary care: large, pragmatic, randomised trial, BMJ, Mar 2004; 10.1136/bmj.38029.421863.EB

DA AIDO NEWS DEL 21 MARZO 2004 VENEZIA: NASCE CENTRO RICERCA CELLULE STAMINALI OCCHI A distanza di un anno dalla decisione della Regione Veneto di finanziare la nascita di una "Cell Factory" pubblica regionale incentrata su due poli ( Padova per le cellule staminali "generaliste" e Venezia per quelle dell' occhio), e' stato inaugurato all' Ospedale Civile di Venezia il Centro Regionale di Ricerca sulle Cellule Staminali Epiteliali della Fondazione Banca degli Occhi del Veneto. Grazie all' utilizzo delle cellule staminali della cornea, prelevate direttamente da un' area di un millimetro in uno dei due occhi del paziente, e "coltivate" in laboratorio, e' gia' possibile curare gli effetti di traumi meccanici, infezioni alla superficie dell'occhio, ustioni di vario genere, che sinora non erano risolvibili nemmeno con il trapianto di cornea. Si tratta di un servizio per la cui erogazione la Banca degli Occhi del Veneto, la Regione e la Usl 12 veneziana sono primi nel mondo, con un servizio di distribuzione di cellule staminali epiteliali corneali per tutti quei pazienti non curabili soltanto con il trapianto. L'attivita' di ricerca non si ferma qui ci sono altri due traguardi da raggiungere: la possibilita' di ricostruire con le cellule staminali la congiuntiva, e quella di correggere con l' uso delle stesse cellule staminali epiteliali alcune gravi malattie genetiche dell'occhio. (Almanacco della Scienza CNR, 18/03/04)

DA YAHOO! NOTIZIE DEL 20 MARZO 2004 MEDICINA: TIROIDE, COME RICONOSCERE I DISTURBI SILENZIOSI (ANSA) - ROMA, 20 MAR - Poco sale e iodato negli alimenti per bambini e adolescenti, controllare la funzionalita' della tiroide nei primi tre mesi di gravidanza, accertare se c' e' un legame fra alti livelli di colesterolo e un' eventuale disfunzione della tiroide: sono queste le regole per aiutare la tiroide a funzionare nel modo migliore, suggerite dagli esperti riuniti oggi a Roma, nel convegno sulla tiroide organizzato al Policlinico Gemelli dalle facolta' di Medicina delle universita' Cattolica e La Sapienza di Roma, con il patrocinio della Societa' Italiana di Endocrinologia. - POCO SALE PER BAMBINI E ADOLESCENTI: nei condimenti a crudo dei cibi per bambini e adolescenti gli esperti consigliano di non eccedere nel sale e di preferire quello iodato. Il sale iodato aiuta infatti a contrastare le malattie che derivano dalla carenza di iodio, prima fra tutte il gozzo tiroideo, ha osservato l'endocrinologo Alfredo Pontecorvi, dell'universita' Cattolica. ''E' importante - ha aggiunto - il consumo a crudo di sale iodato perche' lo iodio ha un' alta volatilita' e, pertanto, evapora con la cottura''. - ATTENZIONE IN GRAVIDANZA: controlli regolari nella funzionalita' della tiroide sono consigliati nei primi tre mesi di gravidanza. Dovrebbero essere controllati in particolare i valori dell' ormone TSH. ''La carenza di iodio - ha rilevato l' endocrinologo Massimiliano D' Armiento, dell' universita' La Sapienza - puo' determinare una riduzione, lieve ma significativa, della prontezza intellettiva e dell'abilita' neuromotoria in bambini nati da madri che, durante la gravidanza, hanno tenuto un regime alimentare povero in iodio''. - LE QUANTITA' IDEALI DI IODIO: secondo l' Organizzazione Mondiale (OMS), l' apporto giornaliero individuale di iodio dovrebbe essere pari a 150 microgrammi, ma in molte zone d' Italia, si e' ancora largamente al di sotto dei 100 microgrammi. - CONTROLLARE LEGAME FRA TIROIDE E COLESTEROLO: prima di iniziare una terapia anticolesterolo, gli esperti consigliano di accertare se la causa del disturbo sia collegata ad una disfunzione della tiroide che non si manifesta ancora a livello clinico. - CONTROLLI PER LE GIOVANI DONNE A RISCHIO: alle giovani donne con una storia familiare di gozzo o che vivono in zone a carenza di iodio (regioni centrali appenniniche, vallate alpine, alcune zone della Sicilia) dopo la puberta' e' consigliata un'ecografia della tiroide per rilevare precocemente la formazione di noduli tiroidei. - SCOPRIRE I DISTURBI SILENZIOSI DELLA TIROIDE: sebbene non si manifestino con nessun sintomo chiaro, puo' esservi un' alterata attivita' della tiroide, che puo' funzionare troppo o troppo poco. E' una condizione che puo' manifestarsi con disturbi sfumati, come palpitazioni, insonnia, nervosismo.

DA PSORIASI-ON LINE.NET NEWS DEL 20 MARZO 2004 Fibrosi epatica indotta dal Metotrexato I pazienti con psoriasi trattati con Metotrexato possono andare incontro a cirrosi. Ricercatori del Queen' s Medical Centre dell' Ospedale Universitario di Nottingham hanno valutato la progressione del danno epatico nei pazienti con psoriasi trattati con Metotrexato. Lo studio ha riguardato 66 pazienti, di eta' compresa tra 11 e 79 anni con psoriasi, che avevano ricevuto un dosaggio medio cumulativo di 3.206 mg di Metotrexato nell'arco di 280,5 settimane. Sono state eseguite 121 biopsie epatiche. Da questo studio e' emerso che la terapia con bassi dosaggi di Metotrexato riduce di molto l' incidenza di fibrosi epatica nei pazienti con psoriasi. ( Xagena2004 ) Aithal GP et al, Aliment Pharmacol Ther 2004; 19: 391-399

DA CORRIERE.IT-SALUTE DEL 21 MARZO 2004 Salvacuore Un colosso La scoperta era cosi' ghiotta da far inevitabilmente gola ad una ditta farmaceutica importante come la Pfizer. Si tratta della proteina salvacuore ApoA-1-Milano che scorre nel sangue di cinquanta fortunati di Limone del Garda. Il singolare spazzino dei grassi nocivi che, tenendo pulite le arterie, riesce a garantire agli abitanti del paesino una considerevole longevita' (il 6% supera gli ottant' anni), e' frutto di una mutazione genetica comparsa nel Settecento, trasmessa poi di generazione in generazione fino ai giorni nostri. Identificata piu' di vent'anni fa dall' equipe di Cesare Sirtori, farmacologo clinico della Universita' di Milano, la proteina di lunga vita e' stata riprodotta artificialmente da una piccola ditta americana, la Esperion Therapeutics di Ann Arbor. Ora il gigante Pfizer, dopo la pubblicazione dei primi risultati positivi del preparato sui malati di cuore, fiutando l' affare, ha rilevato per oltre un miliardo di dollari la piccola Esperion.

DA TG COM NEWS MEDICINA DEL 22 MARZO 2004 Speranze per sangue artificiale Usa, arrivano i primi test Un gruppo di scienziati americani potrebbe aver creato il sangue artificiale. I primi test su questo nuovo sostituto del sangue lasciano sperare che la recente scoperta rappresenti un successo dopo decenni di tentativi falliti. Il gruppo di ricercatori della societa' Sangart di San Diego ha testato il nuovo sangue artificiale, chiamato MP4, su 20 pazienti svedesi e per il momento i risultati sarebbero positivi. Anche precedenti test sugli animali hanno dato risultati incoraggianti: sia i criceti che i maiali sembrano aver superato le trasfusioni senza danni particolari. Il giornale ricorda che altri tentativi di creare sangue artificiale sono falliti anche dopo inizi promettenti. Durante i test molti di questi sostituti provocavano il collasso dei capillari impedendo il rifornimento di ossigeno agli organi ma questi effetti non si sono ancora riscontrati con MP4. La maggior parte dei sostituti del sangue sono stati creati basandosi sulla concezione che il sangue artificiale debba essere piu' rarefatto rispetto al sangue vero in modo da circolare piu' facilmente e che debba anche avere una minore affinita' per l'ossigeno in modo da poterlo rilasciare piu' facilmente. MP4 mettera' queste nuove idee alla prova e se si rivelassero fondate le implicazioni mediche sarebbero enormi anche perche' dovrebbe poter essere somministrato a chiunque a prescindere dal gruppo sanguigno.

DA IL SOLE24 ORE SANITA' DEL 22 MARZO 2004 Scienziati olandesi scoprono nuovo virus del raffreddore Scoperto un nuovo tipo di virus del raffreddore, battezzato HCoVNL63. Secondo uno studio olandese dell' universita' di Amsterdam, il germe appartiene alla stessa famiglia dei virus della Sars (coronavirus), ma sembra molto meno pericoloso. E' piuttosto diffuso nella popolazione e colpisce, come gli altri virus influenzali durante i mesi invernali, causando raffreddore. L' identificazione del nuovo virus porta a quattro il numero dei coronavirus conosciuti. I primi due sono stati isolati negli anni '60 e il terzo, quello della Sars, nel 2003. Il virus HCoVNL63 e' stato inizialmente isolato in un neonato di sette mesi affetto da bronchiolite e congiuntivite. La sua presenza e' stata poi confermata dall' analisi dei liquidi presenti nelle vie respiratorie di alcuni pazienti visitati o ricoverati per malattie respiratorie all'ospedale Slotervaart di Amsterdam tra il dicembre del 2002 e l'agosto del 2003. Le analisi genetiche hanno indicato che l' HCoVNL63 non deriva da una mutazione di virus gia' conosciuti e hanno confermato che si tratta di un nuovo coronavirus umano.

DA DIABETE.NET NEWS DEL 22 MARZO 2004 Un cattivo controllo glicemico e' negativo per i polmoni Tenere sotto controllo il glucosio e' fondamentale per i diabetici. I medici dell' University of Western Australia hanno scoperto un motivo in piu' per prestare attenzione: livelli di glucosio molto alti peggiorano la funzionalita' dei polmoni. I medici hanno esaminato il legame fra livelli di glucosio e funzionamento dei polmoni in 495 persone con diabete di tipo 2. Nessuno aveva disturbi ai polmoni, all'inizio dello studio. Dopo sette anni, un gruppo di 125 persone e' stato ricontrollato. All' inizio, la funzionalita' polmonare di tutti i partecipanti era di poco inferiore a quella della popolazione generale. E nel corso degli anni e' andata peggiorando, anche se di poco. Un cattivo controllo glicemico era un forte predittore del peggioramento del funzionamento dei polmoni. Inoltre, era legato a un maggiore rischio di morte. I risultati dello studio fanno pensare che i polmoni siano un organo bersaglio del diabete. Uno sterro controllo glucidico puo' ridurre la mortalita' migliorando la funzione ventilatoria, indipendentemente dagli altri benefici. Diabetes Care, March 2004.