Rassegna Stampa 25 Marzo 2004
DA GOVERNO ITALIANO.IT DEL 20 MARZO 2004 Settimana per la prevenzione contro i tumori ''La prevenzione vince il tumore ... e ti salva la vita'', e' questo in sintesi il messaggio che i volontari della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) stanno diffondendo durante la Settimana nazionale per la prevenzione oncologica in oltre 500 piazze italiane. L'iniziativa, che si concludera' il 28 marzo, e' stata presentata il 19 marzo a Palazzo Chigi nel corso di una conferenza stampa presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Che la prevenzione sia l' arma fondamentale per sconfiggere quello che e' stato definito il male del secolo, e' testimoniato dai numeri. Ogni anno sono oltre 270.000 i nuovi casi di tumore e, secondo l' Organizzazione mondiale della Sanita', in futuro la frequenza dei tumori aumentera' del 50%. Quasi tutti gli italiani comprendono che la prevenzione e' oggi lo strumento piu' importante a nostra disposizione, ma ben il 55% dichiara di non fare assolutamente nulla in questo senso. Tendere ad azzerare questo dato significherebbe salvare solo in Italia circa 70.000 vite umane.

DA AISM NOTIZIE DEL 22 MARZO 2004 5a Settimana Nazionale della SM 200 partecipazioni gratuite a disposizione di giovani operatori sanitari interessati alla riabilitazione. Sensibilizzare l' opinione pubblica sul tema della RIABILITAZIONE, parte integrante nell' approccio alla sclerosi multipla, sara' l' obiettivo della quinta edizione della Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla che si terra' dal 15 al 23 maggio su tutto il territorio nazionale. La ricerca sulla neuroriabilitazione, quindi e' uno dei campi di studio individuati dall'Associazione nel quale gli scienziati si dovranno impegnare con il loro lavoro e le istituzioni dovranno intervenire, con maggiore determinazione, con i loro investimenti. L' AISM e la sua Fondazione, forti del loro ruolo di capofila tra i finanziatori della ricerca, hanno voluto riunire, in un importante Convegno Internazionale, i piu' importanti neurologi e ricercatori di fama mondiale. Il convegno dedicato alle Nuove frontiere della riabilitazione per la sclerosi multipla si terra' il 16 e 17 maggio a Roma presso l' Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Insieme al premio Nobel Rita Levi Montalcini, presidente onorario di AISM e FISM, i massimi esperti della ricerca e della terapia faranno il punto sullo "stato dell'arte" nella riabilitazione, illustreranno i progetti futuri e s' impegneranno, con l' Associazione, a sensibilizzare le istituzioni, gli opinion leader, i media, gli operatori sanitari, il mondo imprenditoriale e gli italiani perche' sostengano la ricerca scientifica e i progetti riabilitativi sulla sclerosi multipla. Oltre a informare, il convegno sara' anche un momento formativo importante per gli operatori sanitari - neurologi, fisiatri, terapisti, psicologi - su tutti gli aspetti della riabilitazione. Per favorire l' accesso ai giovani operatori in questo settore AISM e FISM hanno messo a disposizione 200 partecipazioni gratuite. Chi fosse interessato a partecipare al Convegno, puo' scaricare la scheda di iscrizione, da inviare alla segreteria organizzativa AISM cliccando qui. Per scaricare il programma completo del Convegno, con relatori e relativi interventi clicca qui. Per informazioni dettagliate telefonare allo 010 27 13 233/4 Il convegno sara' visibile anche on line su questo sito. Al termine del convegno, inoltre, sara' conferito il premio Rita Levi Montalcini a un giovane ricercatore che si e' particolarmente distinto nel settore della ricerca scientifica sulla sclerosi multipla. Convegni regionali sul tema della riabilitazione verranno poi organizzati dal 18 al 23 maggio. Anch'essi saranno soprattutto un momento di informazione, rivolti alle persone con sclerosi multipla, agli operatori socio-sanitari e alle istituzioni locali, principali registi dello sviluppo dei servizi riabilitativi sul territorio. In tutti i convegni sara' presentato il Libro Bianco sulla riabilitazione, destinato a sensibilizzare le Istituzioni sulla necessita' di sviluppare una rete integrata di servizi in grado di dare risposte flessibili per far fronte alla variabilita' dei bisogni tipica della malattia. E' il manuale di un percorso ideale che conduce il lettore alla comprensione di quali competenze, strumenti ed organizzazione compongano il quadro del "sistema riabilitativo". Per tutta la Settimana, dalle 8.00 alle 22.00, verra' potenziato il numero verde AISM 800.80.30.28: un filo diretto con i principali neurologi, competenti in diversi settori della ricerca. Numerosi gli appuntamenti informativi, di sensibilizzazione e di raccolta fondi.

DA FIMMG ROMA NEWS DEL 22 MARZO 2004 Ministero della Salute DIPARTIMENTO DELL'INNOVAZIONE DIREZIONE GENERALE E DEI FARMACI E DEI DISPOSITIVI MEDICI UFFICIO DI FARMACOVIGILANZA Comunicato della Commissione Unica del Farmaco (CUF) sull' uso degli antipsicotici di seconda generazione nel trattamento della psicosi e/o dei disturbi del comportamento correlati alla demenza nei pazienti anziani (PBSD: Psychosis/Behavioural Syndrome in Dementia). I farmaci antipsicotici di prima e seconda generazione sono largamente utilizzati nel trattamento della PBSD, benche' non autorizzati per tale indicazione. Recenti studi clinici, condotti con olanzapina e risperidone, hanno evidenziato un notevole aumento del rischio di accidenti cerebrovascolari acuti rispetto al placebo. Tali evidenze hanno indotto le autorita' sanitaria ad intraprendere azioni regolatorie restrittive urgenti analogamente a quelle gia' intraprese dalla Food and Drug Administration (USA). Sebbene un simile rischio non possa essere escluso per la quetiapina, non vi sono evidenze specifiche a carico di questo farmaco. La specialita' medicinale contenente olanzapina in Italia Zyprexa, e' autorizzata con procedura centralizzata per il trattamento della schizofrenia, dell'episodio di mania da moderato a grave e, per la prevenzione dei nuovi episodi di disturbo bipolare in pazienti che hanno risposto ad un precedente trattamento con olanzapina. I risultati di studi clinici condotti per verificare l' efficacia e la sicurezza di olanzapina nel trattamento della PBSD hanno evidenziato un aumento di rischio di eventi avversi cerebrovascolari (ictus e attacchi ischemici transitori) di circa 3 volte rispetto al placebo e un aumento della mortalita' per tutte le cause pari a 2 volte. Le specialita' medicinali contenenti risperidone, in Italia Risperdal e Belivon, sono autorizzate con Procedura Nazionale per il trattamento delle psicosi schizofreniche acute e croniche. La valutazione da parte della CUF dei risultati di studi clinici condotti per verificare l' efficacia e la sicurezza di risperidone nel trattamento della PBSD, ha evidenziato un aumento di rischio di eventi avversi cerebrovascolari (ictus e attacchi ischemici transitori) di oltre 3 volte rispetto al placebo. La stessa CUF, sulla base di questi dati, aveva recentemente espresso parere sfavorevole alla richiesta di estensione delle indicazioni terapeutiche di risperidone per il trattamento dei disturbi del comportamento associati alla demenza. Va segnalato che in Italia gli antipsicotici di seconda generazione sono dispensabili in fascia A su diagnosi e piano terapeutico dei centri autorizzati. Il Ministero della Salute, di concerto con l'Istituto Superiore di Sanita' e con le principali Societa' Scientifiche del settore, sta predisponendo la messa a punto strategie terapeutiche da adottare per il trattamento della PBSD.

DA SALUTE EUROPA NEWS DEL 22 MARZO 2004 Cellule staminali: pronta la distribuzione per la cura delle malattie corneali incurabili Distribuzione di cellule staminali epiteliali corneali per tutti quei pazienti affetti da patologie non curabili soltanto con il trapianto di cornea: e' questo il servizio realizzato per la prima volta al mondo dalla Fondazione Banca degli Occhi del Veneto attraverso il suo Centro Regionale di Ricerca sulle Cellule Staminali Epiteliali, in collaborazione con la Regione Veneto e Ulss 12 veneziana. Traumi meccanici, ustioni chimiche, infezioni alla superficie dell' occhio da oggi, quindi, non saranno piu' patologie incurabili. L'attivita' del Centro Regionale di Ricerca sulle Cellule Staminali Epiteliali di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto e' stata presentata il 16 marzo 2004, in occasione dell' inaugurazione del Centro presso l' Ospedale S.S. Giovanni e Paolo di Venezia. Dopo anni di ricerca, il team guidato dal dr. Michele De Luca e dalla dott.ssa Graziella Pellegrini, rispettivamente Direttore Scientifico e Direttore del Laboratorio del Centro, ha potuto dimostrare che il metodo di coltura delle cellule staminali epiteliali prelevate dall' occhio sano del paziente e la loro applicazione clinica sono ormai una terapia vincente su patologie fino a poco tempo fa incurabili. Lo studio di fattibilita' svolto su pazienti nell' ultimo decennio, con la collaborazione di eminenti chirurghi oftalmologi italiani, ha permesso di ampliare la tecnologia per gradi e di farla diventare una realta' terapeutica. L' inaugurazione testimonia la realizzazione di un progetto che completa il quadro delle attivita' che la Fondazione svolge per migliorare la qualita' della vita di tutte quelle persone che sono affette da malattie corneali, ed in particolare di chi necessita di un trapianto di cornea: * comunicazione, per promuovere la cultura della donazione * eye banking, per raccogliere selezionare e distribuire i tessuti corneali per trapianto * formazione, per accrescere la professionalita' degli operatori sanitari impegnati sul fronte della donazione e del trapianto di cornea * la ricerca sulle cellule staminali epiteliali, per trovare nuove soluzioni terapeutiche. Durante la cerimonia, la Societa' Oftalmologica Italiana e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto hanno conferito un riconoscimento al Prof. Giovanni Rama, emerito chirurgo oftalmologo, in quanto "pioniere e maestro della chirurgia dei trapianti, nonche' uomo di grande visione che con anticipo sui tempi ha saputo capire l'importanza e il ruolo di una banca degli occhi, dando vita a Fondazione Banca degli Occhi del Veneto".

DA PARKINSON.IT NOTIZIE DEL 22 MARZO 2004 La neuroprotezione nella malattia di Parkinson Misteri, miti e malintesi sulle terapie che potrebbero rallentare, arrestare o invertire la progressione della malattia In base a studi sperimentali in laboratorio, molte sostanze potrebbero esplicare effetti neuroprotettivi in clinica, ma e' difficile scegliere le misurazioni adatte per dimostrare tali effetti, perche' i risultati vengono inficiati dagli effetti delle medesime sostanze sulla sintomatologia parkinsoniana. Recentemente sono state messe a punto delle misurazioni basate su neuroimmagini ma la loro interpretazione e' ancora controversa. L'articolo e' una buona recensione sull'argomento. Fonte: Schapira AH, Olanow CW JAMA 2004; 291: 358

DA RAINET NEWS DEL 23 MARZO 2004 Applicabile nei settori diagnostico, clinico, scientifico e medico-legale. Diagnosi piu' mirate. Medicina, dal Politecnico un nuovo strumento chirurgico. A beneficiarne, in primo luogo, la chirurgia artroscopica del ginocchio Brevettato al Politecnico di Milano uno nuovo strumento chirurgico artroscopico che potra' essere utilizzato nei settori diagnostico, clinico, scientifico e medico-legale. "Queste le aree che sicuramente trarranno numerosi vantaggi dal nuovo metodo e strumento per la stima geometrica di lesioni di tessuti o organi interni" spiegano al Politecnico. L' idea, sviluppata da una ricercatrice del dipartimento di bioingegneria, e' nata in relazione a una applicazione specifica inerente la chirurgia artroscopica del ginocchio. "I metodi diagnostici non invasivi attualmente a disposizione - si sottolinea - non consentono una diagnosi affidabile: il chirurgo si trova a poter osservare direttamente la lesione sul monitor artroscopico, ma non dispone di un sistema che gli consenta di valutarne la forma e la dimensione in maniera quantitativa". "Con il nuovo metodo inventato, invece - prosegue - si consentira' una mappatura di lesioni della cartilagine articolare (dette 'lesioni condrali')". "Lo strumento chirurgico artroscopico -spiega ancora- e' in grado di sovrapporre alla superficie interessata dalla lesione un sistema di campionamento geometrico, quale un retino". "Questo sistema di campionamento e' ben visibile sul monitor artroscopico e consente quindi al chirurgo di registrare e archiviare per successive valutazioni l' immagine digitale che mostra il sistema di campionamento sovrapposto alla lesione, e di tracciare, anche manualmente, una mappa precisa della lesione". Lo strumento, conclude l'ateno, e' "utilizzabile anche per la valutazione di lesioni di tessuti diversi dalla cartilagine, per esempio si puo' pensare a ulcere o altre lesioni di tessuti o organi interni, osservabili durante gli interventi di laparoscopia".

DA EUPHARMA NEWS DEL 23 MARZO 2004 Meno posti letto meno ricoverati Meno ricoveri, meno posti letto, 28 ospedali a diretta gestione delle Asl che scompaiono (ma due aziende ospedaliere in piu' in Lombardia). La razionalizzazione della rete ospedaliera e' una delle prime armi messe in campo dalle Regioni per onorare il patto di stabilita' dell' 8 agosto 2001. L'identikit del Ssn 2002 lo ha delineato nell' annuario .Attivita' gestionali ed economiche delle Asl e delle aziende ospedaliere/, la Direzione generale del sistema informativo-Ufficio di direzione statistica del ministero della Salute. Tra i posti letto pubblici aumentano in media del 6,56% quelli per il day hospital; diminuiscono invece in media dell'1,18% quelli per i ricoveri di acuti (nel privato accreditato aumentano sia gli uni che gli altri). Stabile la degenza media, aumenta invece nel 2002 il tasso di utilizzo dei posti letto. Per il primo dei due indici i valori piu' alti sono in Valle d'Aosta (9,4 giorni) e Piemonte (8), i piu' bassi in Sicilia (5,7) e Puglia (5,8). Per il tasso di utilizzo il record spetta al Lazio con una percentuale del 91,1%, mentre il livello piu' basso (67,4%) e' del Friuli. (da Il Sole 24 Ore Sanita' n. 11)

DA YAHOO! SALUTE NOTIZIE DEL 23 MARZO 2004 Nutrizione Vitamina B12 e demineralizzazione La notizia. Bassi livelli di vitamina B12 sembrerebbero essere collegati ad una maggiore perdita della densita' ossea nelle donne anziane. Questo e' quanto evidenziato in uno studio condotto dai ricercatori dell' Universita' della California e pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism. Numerosi studi hanno dimostrato gli effetti della vitamina B12 sul sistema ematopoietico e nervoso, mentre fino ad oggi erano meno conosciuti gli effetti sullo scheletro. La ricerca. I ricercatori dell' Universita' della California hanno indagato la relazione tra livelli di vitamina B12 in 83 donne anziane (> 65 anni) e la densita' ossea, misurata a livello dell'anca e del calcagno. Le misure sono state eseguite al momento dell'arruolamento, dopo 3 anni e mezzo e al termine del follow-up, cioe' dopo 6 anni. Nessuna delle partecipanti assumeva la terapia ormonale sostitutiva. I risultati hanno evidenziato una relazione positiva tra bassi livelli della vitamina e la densita' ossea misurata a livello dell' anca, ma non del calcagno. I ricercatori hanno concluso che tramite la somministrazione di vitamina B12 o la modifica delle abitudini dietetiche potrebbe essere possibile rallentare i tassi di perdita dell'osso. Bibliografia. Stone KL, Bauer DC, Sellmeyer D et al. Low serum vitamin B12 levels are associated with increased hip bone loss in older women: a prospective study. J Clin Endocr Metab 2004;89:1217-21. antonia loddo

DA ITALIA SALUTE NOTIZIE DEL 23 MARZO 2004 CELLULE STAMINALI CONTRO HIV E CANCRO Le cellule staminali possono essere uno strumento da adottare senza limiti per combattere l' HIV e il cancro. Le cellule staminali potrebbero infatti costituire una riserva illimitata di cellule immunitarie capaci di assorbire le cellule infette o cancerose. Le cellule, coltivate in laboratorio, sarebbero pronte per l'uso, cioe' la somministrazione al paziente colpito da Aids da cancro, ogni volta che ne abbia bisogno, senza problemi di compatibilita' e rigetto. E' la strada intrapresa con successo sui topi dagli scienziati canadesi guidati da Juan Carlos Zuniga-Pflucker, dell' University of Toronto, che si sono detti entusiasti della scoperta. Essi hanno isolato cellule staminali embrionali, hanno scoperto il fattore di crescita necessario per trasformarle in precursori dei linfociti T, infine le hanno trapiantate con successo in topolini immunodeficienti. Mai fino ad ora degli scienziati erano riusciti a convertire cellule staminali embrionali in linfociti T. Come riferito sulla rivista Nature Immunology, queste cellule immunitarie immature, formate e coltivate per la prima volta in vitro, sono diventate linfociti maturi nei topolini e si sono dimostrate efficaci nel proteggerli dalle infezioni. I ricercatori sono riusciti a convertire cellule embrionali di topo e umane in sangue, nervi e muscoli. Le persone malate di cancro, spesso a causa delle terapie cui si devono sottoporre, perdono le proprie difese divenendo vulnerabili alle infezioni. Nei malati di Aids, invece, le difese immunitarie subiscono una caduta pressoche' totale, lasciando l' organismo preda di qualunque agente infettivo esterno. Per ora una soluzione parziale e' il trapianto di midollo laddove possibile, per ripristinare almeno in parte le difese perse. Ma bisogna trovare un donatore compatibile e comunque il rendimento in termini di nuovi linfociti sviluppati e' molto scarso. Le cellule staminali degli embrioni finora erano state trasformate il molti tipi cellulari, ma mai prima d' ora si era riusciti a far diventare le progenitrici dei linfociti, cioe' delle macchine da guerra che funzionano in difesa dalle infezioni. Gli scienziati canadesi sono riusciti ad ottenerli dopo avere scoperto la sostanza chiave che da' alle cellule bambine il comando a trasformarsi in cellule immunitarie immature. Questa si chiama DL1. Una volta compreso il suo ruolo il team ha manipolato geneticamente delle cellule affinche' la producessero, poi ha immerso le staminali in una coltura contenente il DL1 e le cellule hanno cominciato a differenziarsi in linfociti. Quindi le hanno impiantate in topi privi di difese immunitarie, dove le cellule si sono ulteriormente differenziate in linfociti T, le guardie del corpo contro le infezioni. In effetti, infettati sperimentalmente, i topolini immunodeficienti sono risultati protetti. La stessa tecnica si potrebbe provare con le staminali umane. Non ci sarebbero neanche problemi di rigetto, spiega il ricercatore, perche' i linfociti ottenuti con questa tecnica sono universali, cioe' non acquisiscono alcuna identita' che renda necessario trovare un donatore compatibile come succede ora con i trapianti di midollo osseo. Ma prima di arrivare a questo traguardo, precisa l'esperto, bisogna riprodurre questi risultati sull' uomo. Ci sono ancora alcuni ostacoli che gli scienziati devono pero' ancora superare. Gli scienziati non sono ancora riusciti a trasportare le cellule staminali nel timo, un piccolo organo nella cassa toracica che ha il compito di produrre i linfociti T. Le cellule immunitarie create in laboratorio, inoltre, difettano delle molecole superficiali. Ma si tratta di una buona notizia, perche' cio' evita il rischio di rigetto.

DA PFIZER ITALIA NOTIZIE DEL 23 MARZO 2004 L'exemestane e' efficace nelle donne con tumore del seno Il passaggio alla terapia con exemestane dopo due o tre anni di terapia con tamoxifene migliora significativamente le possibilita' di sopravvivenza nelle donne in postmenopausa con tumore del seno positivo ai recettori per gli estrogeni. L' indicazione arriva da uno studio guidato da Charles Coombes dell'Imperial College London di Londra pubblicato dal New England Journal of Medicine. La terapia convenzionale prevederebbe l' uso del tamoxifene per cinque anni ma, secondo questo studio, dopo tale periodo in molte pazienti si verificano dei progressi nella malattia.

DA STAIBENE.IT NEWS DEL 23 MARZO 2004 Alimenti Ogm presto potranno diventare vaccini contro le malattie E' il progetto al quale lavora il Cnr in collaborazione con l'Istituto nazionale dei tumori di Napoli Patate, pomodori, mais, e banane geneticamente modificati potranno essere utilizzati non solo per risolvere problemi di carenze alimentari, ma anche per produrre vaccini da usare uso in campo umano e veterinario. "Rispetto alla sintesi chimica o ad altri sistemi di produzione biologici - sostiene Nunzia Scotti, dell'Istituto di genetica vegetale (Igv) del Cnr di Portici che, in collaborazione con l' Istituto nazionale tumori di Napoli, sta lavorando alla realizzazione di un vaccino anti Aids - le piante presentano importanti vantaggi, come il minor costo, la maggiore produzione, l' assenza di patogeni o tossine pericolose per l'uomo o gli animali domestici. Le sostanze d' interesse possono essere estratte e purificate oppure utilizzate cosi' come sono, previo un semplice processo di concentrazione e dosaggio". E' questa la nuova frontiera delle biotecnologie, quella che "Time Magazine" ha definito una delle migliori "invenzioni" dell' anno: la produzione di vaccini in pianta per combattere e prevenire malattie come l'epatite, alcuni tumori, l' Aids. Insomma vaccinarsi consumando, secondo prescrizione medica, insalate di pomodori o frutta significherebbe ridurre i costi e proteggere tutte le popolazioni afflitte da un alto rischio di malattie contagiose. Ma come viene preparato un vaccino da mangiare? E come funziona?. "Uno dei metodi - spiega Teodoro Cardi dell'Igv - si basa sull'uso del batterio agrobacterium tumefaciens come vettore di proteine con proprieta' immunogeniche, in grado di stimolare nell'organismo ricevente la produzione di anticorpi contro specifici agenti infettivi. Viene, in pratica, sfruttata la capacita' di alcune proteine, le cosiddette gag, di formare aggregati che imitano ad esempio l' Hiv, ma non sono infettivi". I risultati di queste sperimentazioni sui topi sono stati incoraggianti e hanno aperto promettenti prospettive. Rosanna Dassisti per Staibene.it