Assistenza di Asl e Ao: nel 2002 più cure a casa e meno in corsia

Ospedali a dieta e cura ricostituente per il territorio. Nel Servizio sanitario nazionale diminuiscono i ricoveri per acuti (-3,86%), calano i posti letto (-1,18%), gli ospedali si riducono di numero (-4,59% per quelli delle Asl) e s'abbassano le giornate di degenza (-4,39%). Al tempo stesso aumentano i posti letto in day hospital (+ 6,56%) e cresce significativamente il ricorso all'assistenza domiciliare integrata (+ 19,62%).

La cura dimagrante imposta dal patto di stabilità sanitario del 2001 comincia a dare i primi frutti. E se il Governo lesina le risorse alle Regioni, invitandole a fare di più contro sprechi e spese inutili, i governatori possono presentare i primi jolly. Come dire: qualcosa abbiamo fatto, adesso tocca a voi fare la vostra parte. A dar conto dello stato dell'arte del Ssn è il freschissimo rapporto sulle «Attività gestionali ed economiche delle Asl e delle aziende ospedaliere» del ministero della Salute, realizzato dalla Direzione generale del sistema informativo-Ufficio di direzione statistica del dicastero guidato da Girolamo Sirchia. Ecco il check governativo.

Le strutture di ricovero. Il pubblico gestisce il 59% dei luoghi di ricovero, ma il privato avanza e mette sul piatto del Ssn il 41% di strutture accreditate. Nel Ssn il 72% degli ospedali è direttamente gestito dalle Asl, il 14% sono aziende ospedaliere e il 14% è rappresentato da altre tipologie (Policlinici, Irccs e così via). Il Ssn ha in tutto circa 255mila posti letto per la degenza ordinaria (il 19% nelle strutture private accreditate) e 26.333 in day hospital, quasi tutti pubblici.

I posti letto. Il day hospital avanza a passi da gigante e i posti letto "dedicati" aumentano nel 2002 rispetto al 2001 del 6,56%, mentre quelli per i ricoveri ordinari scendono dell'1,18% (nel privato accreditato, però, aumentano entrambi). A crescere sono, invece, i posti letto per riabilitazione e lungodegenza e, nel pubblico, anche quelli a pagamento.

Il rispetto degli standard. Ma i ricoveri sono ancora troppi in molte realtà locali. Lo standard nazionale di 4 posti letto per mille abitanti per acuti è rispett ato solo dalla Campania (3,55) e "sfiorato" (4,07) dal Piemonte. Nel resto delle Regioni si va dai 4,18 posti letto per mille abitanti della Sicilia ai 5,17 della Liguria. Per quanto riguarda i non acuti (riabilitazione e lungodegenza), lo standard di un posto letto ogni mille abitanti è raggiunto invece solo da Trento (1,84) e dall'Abruzzo (1,12).

Rispetto al tasso di ospedalizzazione nazionale di 160 ricoveri ogni mille abitanti, la situazione migliora. Considerando insieme pubblico e privato accreditato invece, Piemonte, Valle d'Aosta e Trento registrano i valori più bassi: rispettivamente 113,9, 119,8 e 121,2 ricoveri per 1.000 abitanti (acuti). Puglia, Basilicata e Molise quelli più alti: 180,2, 188,1 e 189,6 ricoveri sempre ogni 1.000 abitanti.

Stabile la degenza media (6,9 giorni a livello nazionale), aumenta invece nel 2002 il tasso di utilizzo dei posti letto che mediamente è del 79,2%. Per la degenza media i valori più alti sono in Valle d'Aosta (9,4 giorni) e Piemonte (8), i più bassi in Sicilia (5,7) e Puglia (5,8). Per il tasso di utilizzo (quanto un posto letto è "occupato" in un anno) il record è del Lazio (91,1%), mentre il livello più basso (67,4%) è in Friuli.

Largo al territorio. Se l'ospedale fa la cura dimagrante, cresce invece l'assistenza sul territorio. Quella domiciliare integrata è in netto aumento anche - ma non solo - per la migliore rilevazione dei dati regionali e a usufruirne sono soprattutto anziani e malati terminali. Nel 2002 sono stati assistiti «a casa» 324.806 pazienti (il 20% in più del 2001), di questi quasi l'80% erano over-65 anni. In media a ciascun paziente sono state dedicate circa 26 ore di assistenza, soprattutto di personale infermieristico (18 ore). E ad aumentare sono anche i distretti sanitari di base e i centri unificati di prenotazione. Come dire: la via maestra è quella di un utilizzo sempre meno «inappropriato» dell'ospedale e di percorsi sempre più agili e immediati per l'assistenza sul territorio.
(22 marzo 2004)

Paolo Del Bufalo (da Il Sole-24 Ore del Lunedì)