Contratto personale: stop della Corte dei conti che chiede chiarimenti sugli aumenti
 


Improvviso stop della Corte dei conti al contratto con aumenti complessivi per 1,1 mld destinati ai 560mila dipendenti non dirigenti del Servizio sanitario nazionale. La magistratura contabile, in sede di controllo, ha espresso ieri in sezioni riunite seri dubbi sulla sostenibilità finanziaria degli oneri a carico delle Regioni. La decisione, presa in camera di consiglio, sarà resa ufficiale e motivata solo nei prossimi giorni con la trasmissione all'Aran. La «certificazione non positiva» non è da considerare ancora definitiva: se l'Aran fornirà chiarimenti o correttivi sufficienti, la Corte dei conti potrà fare marcia indietro.

Ma, è chiaro, la situazione rischia di diventare esplosiva. Tanto che ieri, ancora prima che si diffondesse la notizia dell'altolà dei magistrati contabili a un accordo sottoscritto a dicembre e addirittura scaduto a fine anno (la vertenza riguarda infatti il biennio economico 2002-2003), sono subito scesi in campo i leader di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Savino Pezzotta. Con secche richieste al Governo: un incontro urgente» e un intervento «immediato per sbloccare il contratto dando i chiarimenti necessari ai rilievi della Corte dei conti». Un sindacato, il Fsi-Usae, ha già proclamato uno sciopero di 48 ore.

Non meno preoccupate sono state anche le prime reazioni degli assessori regionali. «Nessuna sorpresa - è stato l'amaro commento di Fabio Gava (Veneto), coordinatore degli assessori alla sanità - Il problema si porrà in maniera evidente per tutti gli altri contratti». E quanto alle motivazioni che hanno indotto la Corte dei conti a tirare il freno, Gava ritiene che la Corte voglia capire se i maggiori oneri, che le Regioni si sono fatte carico di coprire, siano finanziabili attraverso l'aumento della pressione fiscale locale: «Ma non è possibile - ha aggiunto - poiché la Finanziaria 2004 ha bloccato ogni possibilità in questo senso». Né, d'altra parte, possono farsene carico le aziende sanitarie con le proprie già magre risorse.

Un tasto, quello del sottofinanziamento, toccato anche dall'assessore al Bilancio della Puglia, Rocco Palese: «Se le Regioni dicono che i fondi per il Ssn sono sottostimati per 5 mld - ha dichiarato - un motivo ci sarà».

Proprio la sottostima del Fondo sanitario nazionale è la partita in sospeso più rilevante nel confronto-scontro tra Governo e Regioni, che ormai da 45 giorni hanno sospeso qualsiasi vertice istituzionale. In una situazione di grandissima sofferenza delle vertenze sanitarie in sospeso: anzitutto quella per la dirigenza medica e non, la cui trattativa non riesce neppure a scattare. E in sospeso è anche il rinnovo delle convenzioni con medici di famiglia, pediatri e specialisti. Una partita esplosiva, quella della dirigenza e dei convenzionati, che riguarda circa 220mila operatori. Che intanto hanno proclamato due giorni di sciopero generale: il 16 aprile i convenzionati e il 24 aprile la dirigenza, con tanto di "marcia" su Roma.
(31 marzo 2004)

Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)