Linee guida sulle grandi patologie: standard toscani a tutela dei pazienti

Medici dotati delle più aggiornate conoscenze sulle grandi patologie. Pazienti che troveranno gli stessi criteri di cura ovunque si rivolgano all'interno della propria Regione. Percorsi diagnostico-terapeutici condivisi da medici di famiglia, convenzionati, ospedalieri, infermieri. Che parleranno una volta tanto la stessa lingua, saranno "aggiornati" tutti allo stesso modo e guadagneranno i crediti obbligatori dell'Ecm (il Programma nazionale di formazione continua in medicina) condividendo tutti le stesse conoscenze.

Non è la Sanità del "libro dei sogni", ma il risultato atteso dal progetto messo in pista un anno e mezzo fa dalla Regione Toscana all'insegna dell'autonomia e del fai-da-te delle scelte in campo sanitario. E che ora sta per diventare realtà.

Le guidelines delle cure federaliste. L'ipotesi di lavoro - contenuta già nel Piano sanitario regionale vigente e perfezionata in seno al Consiglio sanitario regionale (organo di alta consulenza dell'assessore alla Sanità della Regione, composto da medici) - prevede la predisposizione di percorsi-diagnostico terapeutici condivisi da tutti gli operatori sanitari. E proprio in questi giorni l'assessorato sta inviando a tutti gli operatori sanitari la bozza delle prime linee guida "fatte in casa" per la diagnosi e il trattamento di 18 grandi patologie: dal mal di schiena all'ictus, dall'ipertensione ai tumori, passando per la menopausa. Per ogni patologia si riportano i dati aggiornati sull'incidenza, sui metodi diagnostici, il trattamento, i percorsi di cura.

Elaborate con la collaborazione volontaria e gratuita di oltre 300 operatori sanitari della Regione (medici, infermieri, tecnici delle varie professionalità) divisi in gruppi interdisciplinari di lavoro e di tutte le Asl e aziende ospedaliere, le guidelines sono state stampate in 20mila copie ciascuna per essere progressivamente inviate a ogni singolo operatore sanitario. Saranno mandate a medici di medicina generale, pediatri, medici dipendenti, medici delle strutture convenzionate, infermieri e a tutte le altre figure professionali individuate come interessate. Tutti potranno esprimere considerazioni, suggerimenti, correzioni, partecipando concretamente alla stesura definitiva delle linee guida e nel farlo matureranno i crediti Ecm.

«L'obiettivo - spiega Pierluigi Tosi, primario di Nefrologia, membro del Consiglio sanitario regionale e coordinatore del progetto - è quello di arrivare a una revisione annuale, secondo un processo circolare continuo».

I punti di arrivo. Nessuna costrizione però nei confronti dei medici: «Questi documenti devono rappresentare uno standard per l'assistenza ai pazienti. Lo scopo è solo quello di aiutare tutti gli operatori ad avere un accesso rapido alle principali e più accreditate informazioni reperibili a livello nazionale e internazionale su una determinata patologia - agginge Tosi -. Il giudizio ultimo sul singolo caso sarà sempre effettuato dal professionista, alla luce dei dati clinici presentati e delle opzioni diagnostiche e terapeutiche disponibili in quel momento».

Obiettivo dell'operazione: sfruttare al meglio le risorse disponibili, utilizzare correttamente farmaci e procedure diagnostiche, senza puntare necessariamente al risparmio: «Il qualche caso la procedura diagnostico-terapeutica corretta suggerita dalle linee guida costerà più di quanto si spende abitualmente oggi».

La diffusione delle guidelines a tutti gli operatori sarà completata entro maggio. I bilanci verranno poi. La Regione intanto ha già in cantiere lo studio di indicatori ad hoc: saranno utilizzati per verificare se le linee guida sono state applicate. E per vedere come si sposta la spesa.
(8 marzo 2004)

Sara Todaro (da Il Sole-24 Ore del Lunedì)