Medici citati a giudizio, innocenti in due casi su tre

Sono circa 15mila l'anno i contenziosi giuridici in Sanità nel nostro Paese. Ma almeno i due terzi si risolvono con l'assoluzione del medico chiamato in giudizio. Questi alcuni dati dell'"Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente" (Amami), che da venerdì 12 a sabato 13 marzo terrà a Roma il suo primo congresso: "Medical malpractice: dalla prevenzione alla rivalsa del medico innocente". Nel corso del congresso verranno presentati gli strumenti che l'Associazione promuove per sostenere la rivalsa del medico citato in giudizio ingiustamente. In particolare l'Amami presenterà il testo dell'Accordo arbitrale per la deflazione del contenzioso paziente-medico. "Si tratta - si legge in una nota - di una assoluta novità nella risoluzione dei contenziosi giuridici in ambito sanitario. L'utilizzo quotidiano di questo strumento infatti renderà superfluo il ricorso alla giustizia ordinaria e offrirà un concreto aiuto sia ai pazienti realmente danneggiati dall'errore sanitario (pochi mesi per giungere alla risoluzione della controversia rispetto ai molti anni che bisogna attendere se si seguono le vie ordinarie) sia ai medici che hanno agito correttamente". L'Amami, inoltre, costituirà al suo interno, una Conferenza permanente di specialità. Obiettivo offrire un supporto altamente qualificato ai giudici che si occupano di responsabilità sanitaria.
Sarà composta dai presidenti delle società specialistiche italiane, apparteneti a quelle discipline più frequentemente interessate a richieste di risarcimento. L'organismo offrirà gli elenchi di specialisti italiani costantemente aggiornati sugli sviluppi delle conoscenze e sulle applicazioni tecnico-scientifiche della medicina e pronti a offrire la loro opera al fianco dei magistrati.

Obiettivo dell'associazione, definire il fenomeno di malpractice e delle accuse ingiuste rivolte alla classe sanitaria. Secondo l'associazione, infatti, accanto ai casi in cui si censurano giustamente i medici che sbagliano, ormai
quotidianamente si rivolgono alla classe medica anche accuse del tutto infondate, con fini troppo spesso diversi da quelli di giustizia. Secondo l'Amami un medico subisce, dopo un'ingiusta accusa dalla quale viene poi assolto, un danno biologico, un danno esistenziale e un danno patrimoniale.