News da Plaazzo Chigi

IN QUESTO NUMERO

 

- Regole per la dismissione del patrimonio immobiliare pubblico

- Prorogato fino al 31 marzo "Vola con Internet"

- Farnesina: nuovo sito Web

- Progetto Icaro 2004

- L'elenco dei medicinali antistaminici rimborsabili

- Opuscolo sulle mutilazioni genitali femminili

 

              --===ooo0ooo===--

 

REGOLE PER LA DISMISSIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE PUBBLICO

 

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali di concerto

con l'Agenzia del Demanio ha emanato un decreto contenente

le regole per la verifica dell'interesse culturale dei beni

immobiliari di utilità pubblica.

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 marzo

scorso, stabilisce i criteri e le modalità per la

predisposizione e la trasmissione degli elenchi e delle

schede descrittive dei beni immobili di pertinenza delle

Amministrazioni dello Stato oggetto di verifica relativamente

alla sussistenza dell’interesse artistico, storico,

archeologico ed etnoantropologico.

Il provvedimento obbliga ogni Amministrazione pubblica

interessata alla verifica sui propri beni a compilare una

dettagliata modulistica sul sito internet del Ministero per

i Beni e le Attività Culturali, comprensiva di notizie sul

bene, documentazione fotografica e planimetrie.

 

http://click.be3a.com/click_it.html?ADVD=723386.77019.2.0693731.

 

                             --===ooo0ooo===--

 

PROROGATO FINO AL 31 MARZO "VOLA CON INTERNET"

 

Il progetto "Vola con Internet" per i nati nel 1987 è

stato prorogato fino al 31 marzo 2004. E' stato infatti

pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 marzo scorso il

decreto del 30 gennaio 2004 del Ministero dell'Economia e

delle Finanze che proroga di tre mesi la scadenza

dell'operazione "Pc ai giovani". I ragazzi e le ragazze che

hanno compiuto 16 anni nel 2003 possono quindi ottenere,

fino alla fine del prossimo mese di marzo, la detrazione di

175 euro se acquistano un PC ovvero possono conseguire la

Patente Europea di Informatica con soli 18 euro. E' stato

inoltre attivato il concorso abbinato a "Vola con Internet".

Possono partecipare i ragazzi nati nel 1987 che hanno

acquistato un computer con il contributo previsto dal progetto.

E' possibile partecipare alla prova cliccando sulla funzione

"concorso" presente nella sezione "Vola con Internet" sul

portale nazionale "Italia.gov.it" (http://click.be3a.com/click_it.html?ADVD=723386.77019.3.0693731. o

andando alla pagina Web all'indirizzo http://click.be3a.com/click_it.html?ADVD=723386.77019.4.0693731.

 

http://click.be3a.com/click_it.html?ADVD=723386.77019.5.0693731.

 

                --===ooo0ooo===--

 

FARNESINA: NUOVO SITO WEB

 

E' online dalla settima scorsa la quinta edizione del sito

Internet del Ministero degli Affari Esteri. La nuova

versione è stata arricchita, oltre che di servizi per l'utenza,

anche di una sezione di presentazione del paese-Italia e di

una dettagliata guida delle principali linee della politica

estera nazionale. Tra le principali novità figurano il

monitoraggio dell'attività dell'Unità di crisi e l'Ufficio

relazioni con il pubblico. Per gli utenti, in Italia e

all'estero, è stato inoltre semplificato l'accesso a pratiche,

visti e agli altri servizi. Ai giovani è stata dedicata una

sezione su tutte le opportunità di studio, lavoro e formazione

presso il MAE e gli organismi internazionali. Agli imprenditori

e alle aziende sono invece destinate informazioni sulla

legislazione, i finanziamenti, sulle gare e gli appalti.

 

http://click.be3a.com/click_it.html?ADVD=723386.77019.6.0693731.

 

                                  --===ooo0ooo===--

 

PROGETTO ICARO 2004

 

Dal 4 marzo le strade italiane sono percorse dalla carovana

del "Progetto Icaro 2004", la campagna di sicurezza stradale

promossa dalla Polizia di Stato, con la collaborazione del

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero

dell’Istruzione e con il sostegno dell’Unicef. L’iniziativa,

giunta alla quarta edizione, ha l’obiettivo di far

comprendere ai giovani l’importanza del rispetto delle

regole, per una cultura della legalità e per evitare di

assumere comportamenti pericolosi che sono la causa principale

degli incidenti stradali. Quest’anno sono due le carovane

itineranti per l’Italia. La prima è rivolta agli studenti

delle scuole superiori, la seconda è dedicata ai bambini

delle elementari. Le piazze coinvolte sono 29 e si prevede

la partecipazione di oltre 10mila ragazzi.

 

http://click.be3a.com/click_it.html?ADVD=723386.77019.7.0693731.

 

                 --===ooo0ooo===--

 

L'ELENCO DEI MEDICINALI ANTISTAMINICI RIMBORSABILI

 

Gli antistaminici rientrano all’interno del Prontuario

Farmaceutico Nazionale. E' stata infatti pubblicata sulla

Gazzetta Ufficiale del 29 febbraio 2004 l’ordinanza del

Ministro della Salute che riammette al rimborso i farmaci

antistaminici efficaci per il trattamento dei sintomi

delle patologie allergiche su base stagionale. Si tratta

di specialità medicinali la cui prescrizione è limitata

ai pazienti affetti da patologie su base allergica di grado

medio e grave (rinocongiuntivite allergica stagionale,

orticaria persistente non vasculitica) che necessitano di

trattamenti prolungati, vale a dire superiori a sessanta

giorni.

 

http://click.be3a.com/click_it.html?ADVD=723386.77019.8.0693731.

 

                                   --===ooo0ooo===--

 

OPUSCOLO SULLE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

 

Il Ministero per le Pari Opportunità nell’ambito del

Piano Operativo Nazionale Sicurezza ha realizzato una

campagna di informazione e dissuasione sulla pratica delle

Mutilazioni Genitali Femminili (MGF). A tal fine è stato

realizzato un opuscolo informativo in nove diverse lingue

che verrà distribuito su tutto il territorio nazionale

presso gli enti, i centri e le comunità maggiormente

interessate dal fenomeno. Prosegue, nel frattempo, l'esame

parlamentare della proposta di legge (A.C. 150) relativa

alle "Disposizioni concernenti il divieto delle pratiche

di mutilazione sessuale". Il provvedimento è attualmente

assegnato alle Commissioni riunite II Giustizia e XII

Affari sociali della Camera dei Deputati ed è calendarizzato

in Assemblea per il 29 marzo prossimo.

 

http://click.be3a.com/click_it.html?ADVD=723386.77019.9.0693731.

 


NOTIZIA:

Dichiarato illegittimo l’articolo 4 comma 3 di una legge della Regione Puglia

Le Regioni non possono sempre sostituire i Comuni

Devono esserci presupposti sostanziali e procedurali

Corte costituzionale sentenza 69/2004

 

Le Regioni non possono sempre sostituirsi ai comuni inadempienti. Dichiarato pertanto incostituzionale l’articolo 4 comma 3, della legge della Regione Puglia 31 gennaio 2003, n. 2 (Disciplina degli interventi di sviluppo economico, attività produttive, aree industriali e aree ecologicamente attrezzate). In effetti la richiamata norma consentiva alla Regione Puglia di adottare determinazioni sostitutive in caso di inattività dei Comuni ai quali l’articolo 4 demandava la  definizione di canoni, prezzi e tariffe per la fornitura di beni e servizi alle aziende insediate in un’area industriale, nonché i criteri di riparto degli oneri per la copertura dei costi delle opere e degli impianti in uso comune alle aziende insediate. In caso di inadempimento dei Comuni la Regione poteva assumere proprie determinazioni sostitutive. La Corte ha evidenziato che nel caso di specie  sono del tutto assenti le prescrizioni necessarie in grado di legittimare il potere sostitutivo della Regione rispetto ad un altro ente locale. In effetti nell’articolo 4 non è specificato quale sia l’organo regionale competente, non si regolamenta la procedura di esercizio di tali poteri, né si prevede alcun meccanismo di collaborazione con l’ente inadempiente. E’ la legge che deve contenere i presupposti sostanziali e procedurali affinché le regioni possano sostituirsi ai comuni inadempienti.

 

SENTENZA N.69

ANNO 2004

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori:

- Gustavo ZAGREBELSKY Presidente

- Valerio ONIDA Giudice

- Carlo    MEZZANOTTE “

- Fernanda CONTRI “

- Guido NEPPI MODONA “

- Piero Alberto CAPOTOSTI “

- Annibale MARINI “

- Franco BILE “

- Giovanni Maria FLICK “

- Francesco AMIRANTE “

- Ugo DE SIERVO “

- Romano VACCARELLA “

- Paolo   MADDALENA “

- Alfio    FINOCCHIARO “

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 4, comma 3, della legge della Regione Puglia 31 gennaio 2003, n. 2, recante: “Disciplina degli interventi di sviluppo economico, attività produttive, aree industriali e aree ecologicamente attrezzate”, promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 4 aprile 2003, depositato in cancelleria il 14 successivo ed iscritto al n. 39 del registro ricorsi 2003.

                Visto l’atto di costituzione della Regione Puglia;

                udito nell’udienza pubblica dell’11 novembre 2003 il Giudice relatore Ugo De Siervo;

                udito l’avvocato dello Stato Sergio Laporta per il Presidente del Consiglio dei ministri.

Ritenuto in fatto

1. – Con ricorso notificato il 4 aprile 2003, depositato il 14 aprile 2003 e iscritto al n. 39 del registro ricorsi del 2003, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura dello Stato, ha impugnato l’art. 4, comma 3, della legge della Regione Puglia 31 gennaio 2003, n. 2 (Disciplina degli interventi di sviluppo economico, attività produttive, aree industriali e aree ecologicamente attrezzate).

2. – L’art. 4, dopo aver disposto che i Comuni, periodicamente, determinano canoni, prezzi e tariffe per la fornitura di beni e servizi alle aziende insediate in un’area industriale, nonché i criteri di riparto degli oneri per la copertura dei costi delle opere e degli impianti in uso comune alle aziende insediate, aggiunge che qualora i Comuni non adempiano a tali prescrizioni, “la Regione assume proprie determinazioni sostitutive”.

Ritiene la difesa erariale che l’attribuzione del potere sostitutivo alla Regione contrasterebbe con l’art. 120, secondo comma, della Costituzione, che conferisce al Governo la titolarità del potere sostitutivo nei riguardi anche dei Comuni. Inoltre, la legge cui la norma costituzionale attribuisce il compito di disciplinare la materia, sarebbe quella statale, in considerazione sia delle disposizioni contenute nell’art. 114 della Costituzione, sia della circostanza che il potere sostitutivo nei confronti di un Comune atterrebbe “alla stessa possibilità di operare dell’ente locale” e dunque riguarderebbe le sue funzioni fondamentali, la cui disciplina è di competenza esclusiva della legislazione statale, ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione.

Il contrasto dell’art. 4, comma 3, della legge regionale impugnata con gli invocati parametri costituzionali sarebbe reso ancor più evidente dalla mancata previsione di qualunque forma di collaborazione con lo Stato, nonché di procedure e strumenti di raccordo e cooperazione tra i diversi livelli di governo, che la Corte avrebbe ritenuto costituzionalmente necessari.

In conclusione, ad avviso dell’Avvocatura dello Stato, la legge regionale non potrebbe attribuire il potere sostitutivo senza una previa legge statale, “in particolare quando manchi di una esplicita disposizione transitoria che limiti temporaneamente la disciplina regionale fino all’adozione di apposita legge statale”.

3. – La Regione Puglia non si è costituita in giudizio.

Considerato in diritto

1. – Il Governo ha impugnato l’art. 4, comma 3, della legge della Regione Puglia 31 gennaio 2003, n. 2 (Disciplina degli interventi di sviluppo economico, attività produttive, aree industriali e aree ecologicamente attrezzate), perché, prevedendo che la Regione possa adottare “determinazioni sostitutive” in caso di inattività dei Comuni, violerebbe gli articoli 114, 117, secondo comma, lettera p), e 120 della Costituzione, dai quali sarebbe desumibile che la legge cui tale ultima disposizione costituzionale fa riferimento per la disciplina dei poteri sostitutivi sarebbe la legge statale. Secondo l’Avvocatura generale dello Stato, dunque, anche eventuali poteri sostitutivi esercitati dalle Regioni dovrebbero trovare nella legge dello Stato la propria disciplina o almeno il loro fondamento. La normativa regionale impugnata, peraltro, non rispetterebbe le prescrizioni costituzionali anche perché in essa mancherebbero adeguati strumenti di cooperazione tra i diversi livelli di governo.

2. – La soluzione della presente questione di legittimità costituzionale non può prescindere da un richiamo all’assetto costituzionale dei poteri sostitutivi, sui quali questa Corte ha di recente avuto modo di soffermarsi nella sentenza n. 43 del 2004.

Come questa Corte ha già avuto modo di evidenziare in tale decisione, i poteri che comportano la sostituzione nel compimento di atti di organi di un ente rappresentativo ordinariamente competente da parte di organi di un altro ente, ovvero la nomina da parte di questi ultimi di organi straordinari dell’ente “sostituito” per il compimento degli stessi atti, concorrono a configurare e a limitare l’autonomia dell’ente nei cui confronti opera la sostituzione, e devono quindi trovare fondamento esplicito o implicito nelle norme o nei principi costituzionali che tale autonomia prevedono e disciplinano.

Tali affermazioni erano sottese anche alla giurisprudenza formatasi prima della riforma del Titolo V della Costituzione operata dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione), sia pure con prevalente riferimento ad ipotesi di sostituzione dello Stato nei confronti delle Regioni, previste per la tutela di interessi unitari allora affidati alla finale responsabilità dello Stato. In quel contesto, come è noto, spettavano alle Regioni le funzioni amministrative nelle materie di cui all’art. 117, primo comma, della Costituzione, mentre le funzioni degli enti locali territoriali erano determinate in termini di principio dalle leggi generali della Repubblica di cui all’art. 128 della Costituzione, e la puntuale individuazione delle stesse era demandata alle leggi dello Stato per le materie di competenza statale e per le funzioni di “interesse esclusivamente locale” pur inerenti alle materie di competenza regionale. La eventualità della sostituzione di organi regionali agli enti locali, esclusa nelle materie in cui la Regione non aveva competenze legislative e amministrative (sentenza n. 104 del 1973), poteva invece fondarsi sulle leggi regionali di delega o di “conferimento” di funzioni per le materie in cui, in base agli articoli 117 e 118 della Costituzione, le Regioni erano costituzionalmente titolari delle competenze amministrative, oltre che legislative.

Nel sistema del nuovo Titolo V, invece, l’art. 117, secondo comma, lettera p), comprende nella competenza legislativa esclusiva dello Stato la determinazione delle sole “funzioni fondamentali” di Comuni, Province e Città metropolitane, mentre l’art. 118, primo comma, attribuisce in via di principio ai Comuni, in tutte le materie, “le funzioni amministrative”, salva la possibilità che esse, al fine di assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. Pertanto, in virtù dell’art. 118 Cost., sarà sempre la legge, statale o regionale, in relazione al riparto delle competenze legislative, ad operare la concreta allocazione delle funzioni, in conformità alla generale attribuzione costituzionale ai Comuni o in deroga ad essa per esigenze di “esercizio unitario”, a livello sovracomunale, delle funzioni medesime.

In questo quadro, anche l’eventuale previsione di eccezionali sostituzioni di un livello di governo ad un altro per il compimento di specifici atti o attività, considerati dalla legge necessari per il perseguimento degli interessi di livello superiore coinvolti, e non posti in essere tempestivamente dall’ente competente, non può che rientrare, in via di principio e salvi i limiti e le condizioni di cui si dirà, nello stesso schema logico, affidato nella sua attuazione al legislatore competente per materia, sia esso quello statale o quello regionale. Ragionando altrimenti, infatti, si giungerebbe all’assurda conseguenza che, per evitare la compromissione di interessi di livello superiore che richiedono il compimento di determinati atti o attività, derivante dall’inerzia anche solo di uno degli enti competenti, il legislatore (statale o regionale) non avrebbe altro mezzo se non allocare la funzione ad un livello di governo più comprensivo: conseguenza evidentemente sproporzionata e contraria al criterio generale insito nel principio di sussidiarietà (si veda ancora, al riguardo, la sentenza n. 43 del 2004).

3. – Il nuovo art. 120 della Costituzione – il quale non può che essere letto in tale contesto – deriva invece dalla preoccupazione di assicurare comunque, in un sistema di più largo decentramento di funzioni quale quello delineato dalla riforma, la possibilità di tutelare, anche al di là degli specifici ambiti delle materie coinvolte e del riparto costituzionale delle funzioni amministrative, taluni interessi essenziali che il sistema costituzionale attribuisce alla responsabilità dello Stato, quali sono il rispetto degli obblighi internazionali e comunitari, il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, la tutela in tutto il territorio nazionale dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, nonché il mantenimento dell’unità giuridica ed economica del complessivo ordinamento repubblicano.

Gli interventi governativi contemplati dall’art. 120, secondo comma, della Costituzione hanno dunque carattere “straordinario” ed “aggiuntivo”, come risulta sia dal fatto che esso allude alle emergenze istituzionali di particolare gravità, che comportano rischi di compromissione relativi ad interessi essenziali della Repubblica, sia dalla circostanza che nulla, nella norma, lascia pensare che si sia inteso con essa smentire la consolidata tradizione legislativa che ammetteva pacificamente interventi sostitutivi, nei confronti degli enti locali, ad opera di organi regionali.

4. – Come più ampiamente evidenziato nella già citata sentenza n. 43 del 2004, l’art. 120 della Costituzione, quindi, non esaurisce, concentrandole tutte in capo allo Stato, le possibilità di esercizio di poteri sostitutivi, ma si limita a prevedere un potere sostitutivo straordinario, da esercitarsi da parte del Governo nei casi e per la tutela degli interessi ivi indicati; viceversa, tale norma lascia impregiudicata l’ammissibilità di altri casi di interventi sostitutivi, configurabili dalla legislazione di settore, statale o regionale, in capo ad organi dello Stato o delle Regioni, o di altri enti territoriali. Poiché però, come si è detto, tali interventi sostitutivi costituiscono una eccezione rispetto al normale svolgimento di attribuzioni degli enti locali, soggetti rappresentativi dotati di autonomia politica, attribuzioni definite dalla legge sulla base di criteri oggi assistiti da garanzia costituzionale, debbono valere nei confronti di essi condizioni e limiti non diversi da quelli elaborati nella ricordata giurisprudenza di questa Corte in relazione ai poteri sostitutivi dello Stato nei confronti delle Regioni.

In primo luogo, dunque, le ipotesi di esercizio di poteri sostitutivi devono essere previste e disciplinate dalla legge (sentenza n. 338 del 1989), che deve altresì definirne i presupposti sostanziali e procedurali; in secondo luogo, la sostituzione può essere prevista solo per il compimento di atti o attività “prive di discrezionalità nell’an (anche se non necessariamente nel quid o nel quomodo)” (sentenza n. 177 del 1988), la cui obbligatorietà sia il riflesso degli interessi di livello superiore alla cui salvaguardia provvede l’intervento sostitutivo; ancora, il potere sostitutivo deve essere esercitato da un organo di governo della Regione o sulla base di una decisione di questo, a causa dell’attitudine dell’intervento ad incidere sull’autonomia costituzionale dell’ente sostituito (sentenze n. 460 del 1989 e n. 313 del 2003); da ultimo, è necessario che la legge predisponga congrue garanzie procedimentali per l’esercizio del potere sostitutivo, in conformità al principio di leale collaborazione: dovrà dunque essere previsto un procedimento nel quale l’ente sostituito sia messo in grado di interloquire e di evitare la sostituzione attraverso l’autonomo adempimento (sentenza n. 416 del 1995 e ordinanza n. 53 del 2003).

5. – Alla luce di tali considerazioni, è possibile affrontare le censure proposte avverso l’art. 4, comma 3, della legge della Regione Puglia n. 2 del 2003.

Quanto appena affermato conduce a ritenere prive di fondamento le argomentazioni dell’Avvocatura dello Stato, secondo le quali alla legge regionale sarebbe preclusa ogni autonoma capacità di prevedere ipotesi di poteri sostitutivi delle Regioni nei confronti degli enti locali.

6. – Deve però essere presa in considerazione la censura concernente il mancato rispetto, da parte della disposizione impugnata, della posizione costituzionale degli enti “sostituendi” risultante dall’art. 114 Cost., nonché del principio di leale collaborazione.

La censura è fondata.

La possibilità, per la legge regionale, di intervenire nella materia de qua, infatti, non esime dal verificarne la conformità ai requisiti, più sopra richiamati, che devono caratterizzare le ipotesi di potere sostitutivo perché queste ultime siano conformi ai dettami della Costituzione.

Nel caso del comma 3 dell’art. 4 della legge della Regione Puglia n. 2 del 2003, mancano le prescrizioni in precedenza indicate come necessarie perché possa essere legittimamente raffigurato un potere sostitutivo regionale in relazione ad un’attività attribuita ad enti locali: non viene determinata in alcun modo la tipologia delle sostituzioni affidate alla Regione; non si individua l’organo regionale competente; non si disciplina la procedura di esercizio di tali poteri, né si prevede alcun meccanismo di collaborazione con l’ente inadempiente.

PER QUESTI MOTIVI

LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 4, comma 3, della legge della Regione Puglia 31 gennaio 2003, n. 2 (Disciplina degli interventi di sviluppo economico, attività produttive, aree industriali e aree ecologicamente attrezzate).

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 2004.

 

Gustavo ZAGREBELSKY, Presidente

Ugo DE SIERVO, Redattore

 

Depositata in Cancelleria il 2 marzo 2004.