in questo numero:
Primo piano
Specializzandi, governo crea medici frustrati
Grigio il futuro per FederSpecializzandi dopo il no al decreto
Costringendo gli specializzandi a condizione senza garanzie formative, adeguata remunerazione e tutele lavorative, il Governo crea una classe medica gia' frustrata in partenza, lasciando prevedere un futuro grigio Per la sanita' pubblica in Italia. Lo sostiene la FederSpecializzandi dopo che la Commissione Affari Sociali della Camera ha respinto tutti gli emendamenti al decreto che riguarda la categoria.

L'associazione ha stigmatizzato la 'corsa al ritiro dell'emendamento' dei deputati di maggioranza. ''Ha fatto eccezione - si legge in una nota di Federspecializzandi - l'onorevole Chiara Moroni che, insieme ai membri dell'opposizione, ha recepito le nostre richieste e si e'coerentemente rifiutata di ritirare i propri emendamenti, pretendendone la votazione''. Federspecializzandi, quindi, ''rifiuta questo provvedimento del Governo e, pertanto, conferma l'astensione di 24 ore il 22 marzo e la partecipazione alla manifestazione nazionale del 24 aprile a Roma, all'interno della 'Vertenza per la Salute. ''Stante l'attuale provvedimento, AC 4761 - continua la nota - per gli specializzandi si prospetta l'iscrizione alla gestione separata Inps, prima d'ora riservata ai lavoratori autonomi e parasubordinati. La tutela del periodo di malattia e' quindi prevista solo per i giorni di ricovero ospedaliero, mentre la maternita' viene 'tutelata' con un'irrisoria indennita'. Nessuna menzione e' stata fatta circa il mancato adeguamento al
caro vita del trattamento economico, che resta quello fissato nel lontano 1992. Tantomeno e' stato rimosso l'iniquo limite al conseguimento di una ulteriore specialita' da parte di chi e' gia' specializzato. Si conferma infondata, come da noi sostenuto, la prospettiva di un contratto di lavoro autonomo e di conseguenti tagli alla retribuzione. Il governo insiste nel tentativo di sopire le sacrosante proteste degli specializzandi attribuendo loro il ruolo ibrido di lavoratori subordinati, per quanto riguarda gli obblighi e l'attivita' lavorativa, ed autonomi per cio' che riguarda le tutele e la previdenza''.


Sanità
Sirchia
Torna a Cernobbio Forum Sanità Futura
Torna a Cernobbio Forum Sanita' Futura, dal 5 all'8 aprile. Un appuntamento che ''si propone come il piu' importante e qualificato nel quale Istituzioni ed operatori pubblici e privati del settore sanitario si confrontano approfondendo le piu' rilevanti tematiche legate al futuro della Sanita' nel nostro Paese''. Parola del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che annuncia sul sito del ministero la kermesse sanitaria. ''A Cernobbio - sottolinea il ministro - si realizza ogni anno un momento di pensiero e riflessione, in cui ci si ritrova per promuovere quella nuova cultura della sanita' oggi indispensabile per governare i cambiamenti e le innovazioni e per rendere il nostro Servizio sanitario sempre piu' adeguato alle esigenze di salute di tutti i cittadini''. I nuovi modelli organizzativo-gestionali, la ricerca, la comunicazione e la formazione saranno le principali tematiche affrontate durante i lavori della quarta edizione del Forum. ''Sono certo che la presenza ed il contributo delle Istituzioni centrali e regionali e di tutti gli operatori pubblici e privati - conclude Sirchia - permetteranno di condividere e sviluppare, nei momenti e negli spazi della manifestazione, le nuove priorita' e le strategie della nostra sanita', nella consapevolezza di dover svolgere ognuno il proprio ruolo per affermare l'interesse del cittadino come valore primario da sostenere e garantire''.
Spesa sanitaria
Grilli, spesa ha sforato per 2,7 miliardi nel 2003
Rispetto agli accordi dell'8 agosto 2001, la spesa sanitaria nel 2003 e' stata superiore di 2,736 miliardi di euro. Lo ha detto il Ragioniere Generale dello Stato, Vittorio Grilli, nel corso di un'audizione alla Commissione Bilancio della Camera. ''Questo dato non comprende gli oneri legati al rinnovo sia delle convenzioni sia dei contratti di lavoro del personale, questi ultimi firmati lo scorso dicembre ma divenuti esecutivi nel 2004'', ha spiegato Grilli. Tali oneri sono quantificabili, ha aggiunto il Ragioniere Generale dello Stato ''in ulteriori 2,5 miliardi, per cui la spesa che inizialmente doveva essere di oltre 78 miliardi e' gia a 81 e arrivera' a oltre 83 miliardi di euro. ''Il dato reale dello sfondamento della spesa sanitaria - ha concluso Grilli - rispetto all'accordo non migliora nel 2003 rispetto al 2002 (3,689 miliardi) e resta in linea con quello del 2001 (5,370 miliardi)''. Per alcune Regioni, pero' ''lo scostamento strutturale e' piu' significativo''. In pratica, il 50% dello scostamento complessivo e' infatti dovuto a tre Regioni: Lazio, Campania e Sicilia sia per il 2001 che per il 2002. La maggiore spesa sanitaria, ha aggiunto Grilli, e' stata coperta dalle Regioni con misure una tantum, operazioni di cartolarizzazione e con il ricorso a manovre fiscali.
SNAMI
Deludenti gli incontri di conciliazione fra medici e parte pubblica
Deludenti gli incontri di conciliazione tra i medici del territorio e la parte pubblica sul rinnovo delle convenzioni. Lo sostiene il sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) che ieri mattina ha partecipato, presso al ministero del Lavoro a Roma, alla seduta di conciliazione prevista per legge prima della proclamazione di ulteriori forme di agitazione. L'incontro - precisa lo Snami- avviene dopo la deludente seduta di confronto ta organizzazioni sindacali e Sisac (agenzia che conduce le trattative per la parte pubblica) dell'altro ieri, in cui si e' constatato che non sono stati affatto rimossi i numerosi punti critici evidenziati dallo Snami sul documento generale valido per tutti i convenzionati. Inoltre, non si e' ancora raggiunta un'intesa sul fatto che gli aumenti dovranno perlomeno partire dal livello di inflazione reale del triennio 2001-2003, e non sono state prese in considerazione le richieste e le perplessita' avanzate dallo Snami sull'accordo specifico della medicina generale.
Puglia
Sirchia e Fitto firmano protocollo per polo tumori di Bari
Il ministro della Salute Girolamo Sirchia e il presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto hanno firmato ieri un protocollo d'intesa per realizzare la nuova sede dell'Irccs oncologico di Bari. La sede e' quella dell'ex polo oncologico Domenico Cotugno del capoluogo pugliese, che verra' ristrutturata. La spesa per il governo e' di 46.839.962,16 euro sui 49.011.222,25 totali previsti dall'accordo, per ''assicurare ai cittadini di Bari, della Puglia e del Mezzogiorno d'Italia, per i quali l'Irccs Oncologico costituira' un importante punto di riferimento - spiega il ministero in una nota - la possibilita' di ricorrere a trattamenti di eccellenza per la cura dei tumori senza bisogno di emigrare verso altre Regioni per ricevere cure d'avanguardia. L'attivita' di assistenza e di ricerca nella nuova sede dell'Irccs Oncologico di Bari dovrebbe cominciare, secondo quanto stabilito dal protocollo d'intesa, entro novembre 2007.Il cancro costituisce la seconda causa di morte dopo le malattie cardiocircolatorie, ricorda il ministero nella nota, ribadendo il ''forte impegno'' sul fronte dell'oncologia, che e' il ''vero banco di prova dell'efficienza dell'organizzazione sanitaria del futuro, per il miglioramento dell'assistenza, della ricerca e della didattica''. La lotta ai tumori e' obiettivo prioritario del Piano sanitario nazionale 2003-2005.
Scienza
Gastroenterologia
Patologie infiammatorie intestinali aumentano il rischio di tromboembolia
Le malattie infiammatorie intestinali possono essere un fattore di rischio di tromboembolia. Di fatto, l'entità del rischio però non era finora ben stabilita; inoltre, non si sapeva se il rischio fosse specifico per le patologie infiammatorie intestinali o sussistesse anche per altre patologie infiammatorie o altre patologie croniche intestinali. Gli autori suggeriscono che i risultati dello studio portino a pensare all'interazione delle endotossine con IL-1 e TNF-alfa nell'attivazione della cascata della coagulazione. Altre prove a supporto di quest'ipotesi sono costituite dal fatto che fattori protrombotici quali la conta, la funzionalità ed i fattori piastrinici o i parametri reologici sono più pronunciati durante la malattia attiva. Inoltre, la somministrazione di anticorpi anti-TNF-alfa (infliximab) induce la remissione clinica mentre diminuisce l'attività dei markers della coagulazione. Sembra infine che la tromboembolia sia un fattore specificamente correlato con le malattie infiammatorie intestinali, dato che ne' l'artrite reumatoide (altra malattia infiammatoria cronica), ne' il morbo celiaco (altra patologia intestinale cronica) sono collegati con un maggior rischio di tromboembolia. (Gut. 2004;53:542-548)
Neurologia
Ictus: stimolazione precoce e ripetuta migliora gli esiti
La stimolazione precoce e ripetuta dei pazienti con ictus è in grado di migliorarne gli esiti. Diversi studi hanno investigato gli effeti di interventi terapeutici sull'arto superiore nella fase acuta dopo l'ictus, con un monitoraggio fino a 12 mesi: lo scopo del presente studio era invece di esaminare l'effetto dell'allenamento sensorimotorio ripetuto 5 anni dopo l'ictus. Gli effetti dell'intervento sono evidenti ai test BFM (Brunnstrom-Fugl-Meyer) ed ARA (Action Research Arm), soprattutto nei pazienti inizialmente più gravemente danneggiati. Aggiungere un'intervento specifico per il braccio durante la fase acuta produce dunque un effetto clinicamente significativo e persistente nel tempo: i pazienti dovrebbero essere incoraggiati ad esercitare intensamente l'arto colpito, e l'intervento deve essere concentrato, ripetuto e mirato. (Stroke. Published online March 4, 2004)
Reumatologia
Artrite reumatoide: esercizio fisico produce benefici a lungo termine
L'allenamento fisico produce benefici a lungo termine nei pazienti affetti da artrite reumatoide in fase iniziale. Se l'esercizio è personalizzato e condotto regolarmente, infatti, può aumentare la riserva fisiologica, e conseguentemente la capacità funzionale di questi pazienti, a patto che la durata e l'intensità dell'esercizio muscolare siano sufficienti. L'esercizio, nell'arco di 2 anni, è in grado di diminuire il punteggio alla Modified Disease Activity Score del 50%, ed il dolore del 67%, nonchè miglioramenti all' Health Assessment Questionnaire. Altri requisiti per il successo della terapia sono informazioni approfondite sul paziente e forte motivazione da parte di quest'ultimo. (Arthritis Rheum 2004;51:56-62)
AIDS
HIV: complance alla terapia fondamentale se la conta CD4+ è bassa
Nei pazienti con infezione da HIV e una bassa conta di linfociti CD4+ l'inizio della terapia HAART può apportare benefici sostanziali, fintanto che il paziente aderisce strettamente al regime terapeutico. Precedenti studi avevano suggerito che iniziare la terapia prima che la conta CD4+ del paziente scendesse al di sotto delle 350 cell/microl avrebbe potuto aumentare il rischio di progressione della malattia e di danno immunologico irreversibile, ma questi studi non avevano preso in considerazione la compliance del paziente. Quest'ultima inoltre è anche il più forte fattore predittivo del tempo necessario per una risposta in termini di conta dei linfociti CD4+. Lo studio comunque dimostra che è possibile ottenere risposte anche molto importanti a prescindere dalla conta CD4+ di base del paziente, purchè egli aderisca alla terapia. (J Acquir Immune Defic Syndr 2004;35:261-268)
Cardiologia
Dislipidemie: simvastatina e niacina le combattono in sicurezza
Il trattamento con simvastationa e niacina in pazienti coronaropatici con un basso livello di colesterolo HDL ferma l'aterosclerosi e riduce gli eventi clinici maggiori del 60%. Oltre ai marcati benefici clinici ed arteriosi derivanti da questa terapia, è stato rilevato che il regime risulta sicuro e ben tollerato. Nonostante il fatto che il controllo glicemico inizialmente declini leggermente con la terapia, esso ritorna ai livelli iniziali entro 8 mesi per poi rimanere stabile. Pertanto, il trattamento risulta sicuro ed efficace anche nei pazienti con diabete mellito, e costituisce un pratico approccio per i pazienti con dislipidemie. (Am J Cardiol 2004;93:307-312)