in questo numero:
Primo piano
Medici, proposta di risarcimento rapido ai pazienti
E' l'obiettivo dell'Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente
Ridurre i tempi per il risarcimento ai pazienti che hanno subito un errore medico. Ma anche tutelare i camici bianchi innocenti, evitando loro un lungo iter giudiziario prima di essere scagionati.

E' l'obiettivo dell'Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente (Amami) che, dal loro primo congresso nazionale, lanciano una proposta innovativa: un modulo prestampato da inserire nella cartella clinica dei pazienti (Accordo arbitrale Amami) per rinunciare all'azione giudiziaria in favore di un arbitrato. Cio' permetterebbe di portare a 180 giorni i tempi di giudizio contro una media di cinque anni o piu' necessari per le normali procedure.

''Sono previsti tre 'arbitri' - spiega Maurizio Maggiorotti, presidente dell'Amami - due scelti dalle parti e un terzo di comune accordo o dal presidente del tribunale. Questo Collegio garantira' la celerita' del procedimento. I pazienti hanno un vantaggio immediato perche' al massimo in 180 giorni vengono risarciti''. Non solo. ''Si evita di intasare le aule dei tribunali con le 15 mila denunce l'anno - continua Maggiorotti - e si garatisce anche ai medici innocenti, due su tre, di non subire un calvario che dura almeno cinque anni''.
.
Sanità
Tribunale Diritti del Malato
No ad allarmismi sugli errori medici ma prevenzione
''In Italia i medici non sbagliano di piu' o di meno rispetto agli altri paesi europei. No, dunque, ad allarmismi ingiustificati: servono strategie e interventi per prevenire gli errori in ospedale ed evitare che si ripetano''. Lo sottolinea Stefano Inglese, segretario nazionale del Tribunale per i diritti del malato, ricordando che il Tdm ha scritto, insieme a medici di famiglia e ospedalieri, una Carta per la sicurezza della pratica medica.

''Sempre piu' spesso - afferma Inglese - assistiamo a discussioni sull'effettiva dimensione della 'malpractice'. Il nostro Paese sconta, anche su questo terreno, la carenza di dati ufficiali: si ragiona spesso su stime, i pochi dati sono stati messi a disposizione, in tutti questi anni, dal Tribunale per i diritti del malato, mentre quelli di fonte assicurativa restano abbondantemente coperti da riserbo, anche se si rileva una crescita consistente dei premi richiesti alle aziende sanitarie ed ospedaliere per garantire la copertura assicurativa''.
Contratto
Cimo, il Governo respinga l'atto di indirizzo delle Regioni
Il governo ''respinga l'atto di indirizzo sul rinnovo contrattuale della dirigenza del Ssn. E convinca le Regioni, riottose, a riscriverlo integralmente in modo chiaro e privo di prevaricazioni, perche' si possa finalmente dare inizio alla trattativa contrattuale''. E' la richiesta di Stefano Biasioli, presidente nazionale Cimo-Asmd, dopo aver saputo che il Consiglio dei ministri ha rimandato la discussione del nuovo atto di indirizzo delle Regioni.
Psichiatria
Sirchia, la legge 180 non è da buttare
La legge 180 sulla psichiatria per il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ''globalmente ha dato dei buoni risultati''. E' quanto ha dichiarato il responsabile della sanita' italiana a Trieste, per l'inaugurazione dei laboratori del Consorzio di biomedicina molecolare. ''La legge e' stata in parte inattuata, quindi se c'e' un difetto non e' tanto nell'impianto della normativa quanto nella sua realizzazione'', ha aggiunto il ministro. Riferendosi in particolare alla ''parte domiciliare e a quelle di prevenzione della patologia conclamata, di riabilitazione territoriale e di riedeucazione, che sono state applicate in maniera disuniforme, meglio in alcune Regioni male in altre. Dunque - ha concluso Sirchia - lo sforzo che va fatto non e' tanto di cambiare la legge, che magari con qualche modifica rimane valida, ma di dare effettivamente seguito a cio' che prevede''.
Ricerca
Sirchia, pubblico e privato lavorino insieme
L'inaugurazione dei nuovi laboratori del Consorzio di Biomedicina Molecolare dell'Area Science Park di Trieste e' stata ''un'occasione propizia per ragionare su come questa possa contribuire allo sviluppo di un pensiero e di un'azione nuova nel nostro Paese. L'idea di poter mettere insieme la ricerca accademica con la ricerca industriale e soprattutto di poter trasferire l'invenzione al mondo delle imprese, e' un obiettivo assolutamente indispensabile. Non solo per l'Italia ma per tutto il mondo avanzato''. Cosi' il ministro della Salute, Girolamo Sirchia a margine della visita al Consorzio, nato dall'unione di enti pubblici e privati, con la finalita' di fare ricerca e formazione, finalizzata a generare ricadute industriali e applicazioni diagnostiche, sopratutto in campo oncologico.
Scienza
Neurologia
Morbo di Parkinson: potenziale effetto antidiscinetico della quetiapina
Fra pazienti affetti da morbo di Parkinson con discinesie indotte da farmaci, la quetiapina non mostra effetti antidiscinetici se somministrata in termini di 25 mg/die: si ottiene invece qualche miglioramento aumentando il dosaggio fino a 50 mg/die. Il possibile effetto antidiscinetico, unito con l'assenza di peggioramento del parkinsonismo, suggerisce che questo farmaco meriti ulteriori studi. Basse dosi di clozapina, il farmaco neurolettico atipico più simile alla quetiapina, è in grado di ridurre significativamente le discinesie, ma questo nella pratica clinica potrebbe essere offuscato dai suoi effetti collaterali di ordine ematologico, che costringono a controlli continui. Le discinesie da farmaci rimangono una sfida per il trattamento a lungo termine del morbo di Parkinson: in quest'ottica, i neurolettici atipici continuano ad essere una classe farmacologica interessante, e sarà interessante sperimentare dosi di quetiapina leggermente maggiori. (J Neurol Neurosurg Psychiatry 2004;75:295-297)
Malattie Infettive
AIDS: retinite da CMV famacoresistente controlaterale può intervenire dopo precedente trattamento sistemico
Nei pazienti con AIDS trattati con ganciclovir per via endovenosa per retinite da citomegalovirus (CMV), può emergere una retinite farmacoresistente nell'occhio controlaterale: ciò comunque non sembra accadere quando si usano impianti di ganciclovir. Questo farmaco è il più comunemente usato per la retinite da CMV, ma l'insorgenza di resistenze contro i farmaci antivirali spesso ne compromette l'uso sistemico a lungo termine. Nonostante che il farmaco riduca il rischio di insorgenza di focolai di infezione secondari, fra cui proprio una retinite controlaterale, il suo uso sistemico a lungo termine a scopi profilattici è associato con l'aumento del rischio che un eventuale sito di infezione secondario possa essere popolato da un genotipo farmacoresistente. Sono in programma ulteriori studi per comprendere se questi foci secondari resistenti siano più difficili da controllare clinicamente, sia pure con impianti di ganciclovir, rispetto a quelli primari wild-type. (J Infect Dis 2004;189:611-615)
Cardiologia
Coronaropatie: positività alla chlamydia non legata ad eventi coronarici recidivanti
Nei pazienti affetti da coronaropatie, una precedente esposizione a Chlamydia Pneumoniae non sembra aumentare il rischio di eventi coronarici recidivanti. Diversi studi si sono focalizzati sul legame fra questo batterio e gli eventi coronarici, con risultati però contrastanti. Relativamente pochi sono stati invece gli studi che hanno investigato l'effetto della Chlamydia su pazienti già coronaropatici. L'infarto ricorrente e l'ictus sono invece correlati ad elevati livelli di ICAM-1, ma comunque l'infezione da Chlamydia non sembrava essere la causa sottostante dell'associazione fra infiammazione e rischio susseguente. (Int J Cardiol 2004;93:25-30)
Neurologia
Sclerosi multipla: danno epatico da beta-interferone più comune del previsto
La proporzione di pazienti con sclerosi multipla che, a seguito di trattamento con beta-interferone, sviluppa elevati livelli di aminotrasferasi è più elevata di quanto segnalato nei trials clinici per l'approvazione del farmaco. Nel complesso, infatti, il 39,6% dei pazienti trattati fanno riscontrare elevati livelli di alanina aminotrasferasi. Il danno epatico rilevato, dunque, comprende un rialzo degli enzimi epatici, che in alcuni casi raggiunge anche i canoni della gravità. I ricercatori non sono stati in grado di individuare fattori predittivi di questo importante effetto collaterale, ma raccomandano un monitoraggio regolare degli esami epatici, soprattutto durante il primo anno di trattamento, sottolineando comunque che va trovato un equilibrio perchè esami frequenti possono causare ansia, dolore, sconvenienza e comunque hanno dei costi da sostenere. (Neurology 2004;62:628-631)
Pediatria
Cerebropatie infantili: fasciatura controlla pianto eccessivo
La fasciatura risulta più efficace dei massaggi per il controllo del pianto eccessivo in neonati con danni cerebrali: ciò può a sua volta limitare l'ansia materna e migliorare le interazioni genitore-bambino. I neonati con insulti cerebrali sono infatti propensi al pianto eccessivo come risultato di difficoltà nell'autoregolazione. L'intervento ha portato a miglioramenti di questo sintomo nel 61,5% dei pazienti trattati con fasciatura, contro il 16,7% di quelli trattati con massaggi da parte dei genitori.  Nel primo gruppo inoltre sono stati riscontrati significativi miglioramenti nei profili comportamentali del bambino e nell'ansia materna dopo il trattamento, ed inoltre i genitori dei bambini si dicono più soddisfatti dei risultati ottenuti con questo trattamento. L'effetto calmante della fasciatura potrebbe essere dovuto alla protezione che se ne ottiene da stimoli esterni ed interni. (Arch Dis Child 2004;89:212-216)