( By 'DoctorNews )'

in questo numero:
Primo piano
Infarto: gli ospedali che seguono le linee guida salvano più pazienti
Se il rispetto delle linee guida aumenta del 10% la mortalita' dei pazienti diminuisce dell'11%
Gli ospedali che seguono le linee guida statunitensi, stabilite dall'American Heart Association, salvano piu' pazienti colpiti da infarto. Lo rivela uno studio della Duke University (Durham), presentato al convegno dell'American College of Cardiology di New Orleans e riportato dalla rivista 'British Medical Journal'.

Eric Peterson, autore della ricerca, ne riassume cosi' i risultati: se il rispetto delle linee guida aumenta del 10% la mortalita' dei pazienti diminuisce dell'11%. Il dato e' particolarmente importante perche' studiato in una situazione reale, in cui i pazienti sono spesso deboli ed anziani, a differenza dei volontari utilizzati nei test clinici dei farmaci, che generalmente sono piu' giovani ed in migliori condizioni fisiche.

Lo studio, finanziato dalle compagnie farmaceutiche Millennium Pharmaceuticals, Schering Corporation e Bristol-Meyers Squibb/Sanofi Pharmaceuticals, ha coinvolto 400 ospedali per un totale di circa 65mila pazienti infartuati.

Approfondimenti della settimana

Sildenafil rispetta il cuore
L`impiego del sildenafil può essere sicuro nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, se la patologia è sotto controllo

Proteine assolte nella gotta
Le carni animali restano incriminate, ma latte e latticini sembrano addirittura avere un effetto protettivo sulle articolazioni

Quando è meglio ricostruire?
La chirurgia, artroplastica o non, del ginocchio non è sempre necessaria e già il medico di base può operare una scelta

Strumenti di counseling

Gli esami non finiscono mai?
La tentazione di recarsi in un laboratorio diagnostico o di radiologia e chiedere questo o quell'esame di propria iniziativa è sempre più forte. Negli Stati Uniti è uno dei business del momento, con tanto di TAC montate su camper che "battono" i piccoli centri. Peccato che non serva
Sanità
Astensioni
Assemblee negli ospedali per preparare lo sciopero
Ancora assemblee negli ospedali italiani, il 14 aprile, in vista della manifestazione nazionale e dello sciopero dei medici, psicologi, veterinari, tecnici e amministrativi del Servizio sanitario nazionale, previsti per il 24 aprile. Il cartello che unisce una quarantina di sindacati della dirigenza, fra autonomi e confederali, ha messo a punto il calendario di iniziative sul territorio in vista della prossime manifestazioni di protesta.

Prosegue fino al 5 aprile - si legge sul sito dell'Anaao, una delle sigle in stato di agitazione - l'iniziativa 'Un'ora per la salute': l'equivalente di un'ora di stipendio viene devoluto alla Caritas per scopi umanitari. Il 14 aprile, dalle 12.00 alle 14.00, si terranno assemblee unitarie in tutti i luoghi di lavoro, per sensibilizzare i camici bianchi e raccogliere le adesioni alla manifestazione nazionale di Roma. I medici protestano per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro, la politica sanitaria del governo e la carenza di finanziamenti al Ssn
Polemiche
Bindi, nessuno sconto al governo
''Errare e' umano, perseverare e' diabolico oltre che incostituzionale''. Lo dichiara Rosy Bindi, responsabile Politiche Sociali della Margherita a proposito del decreto sulla Sanita' ripresentato al Consiglio dei ministri.

''E' arrivato il momento che il presidente del Consiglio sappia che gli errori tecnici in politica non esistono -sottolinea- Il decreto e' stato affossato perche' oggettivamente incostituzionale e nel merito e' stato giudicato irricevibile anche da una parte della maggioranza. Non faremo sconti ad un Governo pasticcione che vorrebbe il via libera ad un decreto fotocopia".
Salute
Master in comunicazione sponsorizzato dal ministero
Un Master in comunicazione della salute e delle scienze mediche è stato presentato sabato a Milano dall'Accademia di comunicazione cittadina.  L'iniziativa e' patrocinata dal ministero della Salute e da tre Irccs del capoluogo lombardo: ospedale Maggiore- L'Accademia - riferisce una nota - propone un 'pacchetto' formativo composto dal Master, da moduli Ecm per la formazione continua degli operatori del settore e un seminario dedicato ai giornalisti che si occupano di scienza.
Tar Lazio
Medici specialisti e Borse di studio
TAR LAZIO I sez.bis - Medici specialisti e Borse di studio: vanno estesi, al servizio prestato dai medici durante i corsi specializzazione, in anni precedenti alla emanazione del decreto legislativo 8 agosto 1991 n. 257, tutti gli effetti previsti dalla suddetta legge, previa disapplicazione degli illegittimi limiti posti da tale normativa.

Massima: Il TAR del Lazio , nel ribadire le considerazioni, in precedenza già propugnate (cfr.T.A.R. Lazio, sez. I-bis, 16 aprile 1993 n. 601 25 febbraio 1994 n. 279 -  riconosce l'estensione, in favore dei medici iscritti ai corsi di specializzazione, precedentemente al 1991, di tutti gli effetti derivanti dalla normativa statale di adeguamento sulla base della diretta applicazione delle direttive comunitarie in tema, sempre che ricorrano le condizioni richieste per la concessione dei benefici ivi previsti.

La sentenza integrale è disponibile solo oggi (22/03/2004) sul sito www.dirittosanitario.net utilizzando come username: dsnet e come passworld docnews
Scienza
Gastroenterologia
Cromoscopia aiuta a rilevare adenomi del colon
La cromoscopia migliora il tasso di rilevamento delle lesioni piatte del colon: applicata alla colonscopia, questa tecnica pone in evidenza anche lievi lesioni nella topografia mucosale, come perdite di trama vascolare, pallore focale, convergenze delle pliche o irregolarità marginali. La cromoscopia può essere molto utile in caso di elevato rischio di tumore colorettale, ed è d'aiuto nella stratificazione del rischio e nella pianificazione degli intervalli fra le colonscopie di controllo. Nel complesso, la tecnica permette di rilevare più adenomi in totale, più adenomi, più lesioni piatte nel colon destro, più pazienti con adenomi multipli, più lesioni iperplastiche totali, e più polipi iperplastici nel colon di sinistra. (Gut. 2004;53:376-380)
Medicina Interna
Osteoartrosi: glucosamina in grado di influenzare il decorso della malattia
La glucosamina è in grado di modificare il decorso dell'osteoartrosi. Il trattamento dell'osteoartrosi del ginocchio, responsabile di dolore e disabilità ad un livello significativo, costituisce un traguardo di ragguardevole importanza da un punto di vista economico e sociale. La categoria più frequentemente colpita dalla malattia è quella delle donne in menopausa, e per la prima volta è stato dimostrato che un farmaco (il solfato di glucosamina) possa modificare il decorso della malattia in questa particolare popolazione, sia dal punto di vista dei sintomi che delle evidenze radiologiche. Il presente studio ha infatti dimostrato che la glucosamina è significativamente superiore al placebo sia per quanto riguarda il controllo del dolore che la preservazione degli spazi articolari del ginocchio (i quali con l'osteoartrosi vanno incontro a restringimento progressivo). (Menopause. 2004;11:138-143)
Pneumologia
Ipertensione polmonare primaria: molti gli agenti efficaci
Sia l'ossido nitrico per via inalatoria che l'iloprost per via aerosolica ed il sildenafil per via orale migliorano significativamente i parametri emodinamici polmonari nei pazienti con ipertensione polmonare primaria. Fra tutti, comunque, l'iloprost sembra essere il più efficace. Per il trattamento di questa patologia sono stati applicati diversi tipi di vasodilatatori, somministrati per diverse vie, e di recente il sildenafil era stato l'oggetto di molto interesse. La sua efficacia, comunque significativa, risulta analoga a quella dell'ossido nitrico ed inferiore a quella dell'iloprost, il quale, oltre ai migliori effetti emodinamici, garantisce anche la migliore ossigenazione. (Chest 2004;125:580-586)
Reumatologia
Artrite reumatoide: è l'infliximab ad aumentare il tasso di tubercolosi
Il tasso di tubercolosi non risulta aumentato nei pazienti affetti da artrite reumatoide, ma in effetti coloro che sono in terapia con infliximab sono maggiormente a rischio di contrarre questa malattia: secondo gli autori, i pazienti dovrebbero essere  sottoposti a screening per la TBC prima di iniziare la terapia. In precedenza, era stato rilevato che i pazienti trattati con infliximab per artrite reumatoide o morbo di Crohn sono a maggior rischio di TBC, ma non era chiaro se questa correlazione dipendesse dalla terapia o dalla malattia di base. La TBC di solito interviene poco dopo l'inizio del trattamento, ma soltanto in pazienti sottoposti a screening incompleti ed a nessuna misura profilattica. (Arthritis Rheum 2004;50:372-379)
Neurologia
Morbo di Parkinson: confermato il maggior rischio per il sesso maschile
Gli uomini hanno probabilità di sviluppare il morbo di Parkinson 1-5 volte superiori rispetto alle donne. Nonostante il fatto che una simile tendenza fosse già stata rilevata, le analisi che l'avevano evidenziata erano basate solamente sui decessi, e pertanto potevano non riflettere la reale distribuzione di questa malattia fra i sessi. Le conclusioni del presente studio derivano invece dalla meta-analisi di 7 diverse popolazioni provenienti da diverse nazioni, con informazioni sul morbo di Parkinson in entrambi i sessi. Secondo gli autori, qualsiasi sia il fattore che espone maggiormente gli uomini al morbo di Parkinson, una ricerca sulle sue basi potrebbe rivelare nuovi indizi sulla patogenesi di questa enigmatica patologia. (J Neurol Neurosurg Psychiatry 2004;75:637-639)
La voce dei lettori
Suicidi dovuti

Un altro medico se n'è andato sbattendo la porta. I tre anni di calvario imposti al Dott. Salvatore Scandurra però sono tanti, troppi per chi ha sempre fatto per gli altri più del dovere e si è ritrovato per mesi alla gogna. La giustizia purtroppo anche in questo caso si è dimostrata forte con i deboli e debole con i forti. Pochi mesi fa, infatti, l'azienda farmaceutica produttrice della cerivastatina, negli USA è stata assolta dall'accusa di  avere causato la morte di decine di pazienti. Inutile sottolineare che le sue quotazioni borsistiche sono raddoppiate dopo tali sentenze. In Italia il nostro stimato Collega ha invece pagato con l'estremo sacrificio le lungaggini di un processo che, ne sono sicuro, avrebbe alla fine dimostrato l'assoluta limpidità del suo operato. Come si può accusare un medico di non aver ottemperato al dovere di ritirare personalmente le confezioni di Gemfibrozil che una sua assistita non doveva più assumere ma che invece assumeva per proprio errore? Solo chi non conosce la nostra realtà quotidiana, il nostro accordo collettivo nazionale, il nostro Codice Deontologico può pensare che il medico possa assumersi anche delle nuove responsabilità che non sono sue. Penso ai familiari dei nostri assistiti, che a volte contattano il medico di un congiunto solo per richiedere risarcimenti di danni presunti; penso alle istituzioni, alle aziende sanitarie locali, alle associazioni di volontariato, ai tutori legali in caso di incapacità di intendere dell'ammalato. Come si può pensare che sia il medico di famiglia a somministrare materialmente le compresse ai suoi assistiti? Troppi farmaci possono essere letali se assunti in modo incongruo, è ovvio che occorre sempre la vigilanza di una persona attenta alle indicazioni del medico e del farmacista. Pensiamo un attimo a quel che succede ad un anziano che da qualche tempo viene dimesso dai nostri ospedali cittadini con un sacco di medicine per ogni patologia attuale e pregressa e si ritrova a casa altrettanti farmaci che assumeva precedentemente al ricovero. A me è successo ripetutamente di dovere informare i miei assistiti che molte confezioni consegnate dall'ospedale contenevano l'identico o un analogo principio attivo già assunto in precedenza, altrimenti i pazienti, soprattutto quelli anziani, avrebbero assunto tutti i farmaci contemporaneamente. Sia chiaro però che non mi sentirei affatto responsabile se un mio assistito avesse conseguenze negative per l'assunzione dei farmaci che si ritrova per la casa, magari prescritti da qualche Collega consultato a mia insaputa o da me stesso in precedenti occasioni e per diverse patologie. Può anche darsi che qualche Procuratore in tal caso si darebbe da fare per farmi cambiare idea, ma non credo. Il sacrificio di Salvatore  rappresenta un monito agli uomini di legge e ai giornalisti che non può passare inosservato. Ognuno si deve assumere le responsabilità che gli competono. Ognuno si deve fare un esame di coscienza.

Dr. Marcello Zanna Bazzano - BO