In 20 anni di attività i medici hanno 80% di probabilità di essere accusati di errori
 

"La denuncia contro i medici è associabile a una lotteria in cui il biglietto è gratuito e la vincita quasi assicurata". Ad affermarlo è Maurizio Maggiorotti, presidente dell'Amami, Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente, nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi a Roma per annunciare il secondo congresso dell'associazione, in programma venerdì e sabato prossimo a Milano.

Maggiorotti sostiene che il fenomeno delle denunce facili abbia assunto ormai dimensioni tali "da far diventare il magistrato la figura chiave della Sanità moderna". A sostegno di queste affermazioni, Maggiorotti richiama dei dati che giudica preoccupanti: "E' stimato - sottolinea - che in 20 anni di attività un chirurgo abbia 80 probabilità su 100 di ricevere un avviso di garanzia o una richiesta di risarcimento. I 2/3 dei medici citati in giudizio vengono poi assolti, ma con conseguenze negative da un punto di vista patrimoniale, morale e per il danno all'immagine".

Ma a pagare i danni per le cosiddette 'frivolous lawsuit', oltre ai camici bianchi, sono, secondo il presidente dell'Amami, anche i pazienti che possono diventare "vittime della cosiddetta medicina difensiva, dettata da scelte terapeutiche ispirate più da cautela giudiziaria che da effettive necessità di cura".

 

Il restyling del federalismo fiscale slitta a maggio: è legge il Dl 314/2004

E' stato convertito all'ultimo giorno utile prima della sua decadenza il decreto legge 314/2004 che tra le numerose proroghe di termini, ha congelato il Dlgs 56/2000 sul federalsimo fiscale per consentirne la revisione fino al 30 aprile. La legge è la n. 26 del 1° marzo, pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale" n. 50 del 2 marzo 2005.

Il testo è quello già votato dalla Camera, che ha apportato numerose modifiche alle previsioni iniziali del Dl.

Tra le modifiche principali al testo originario, appunto, quella che riguarda la modifica del Dlgs 56/2000 sul federalismo fiscale. La data originaria entro cui si sarebbe dovuto realizzare il restyling del provvedimento, intanto "congelato", era infatti troppo stretta perché fosse possibile rispettarla: il 28 febbraio. Nel testo della Camera Regioni e Governo hanno altri 60 giorni per lavorarci su.

Intanto l'applicazione del Dlgs 56 è sospesa, e altrettanto vale per il Dpcm applicativo del federalismo fiscale al 2002 emanato a maggio dello scorso anno. Ma per non lasciare le Regioni nel guado dei mancati finanziamenti alla spesa sanitaria (la regola stabilisce che in assenza dell'applicazione del Dlgs 56/2000 si eroghi il fabbisogno dell'anno precedente più il 2% previsto dalla Finanziaria 2005), il ministro dell'Economia è previsto possa concedere anticipazioni nel rispetto di quanto previsto dalla manovra di quest'anno: il 95% subito, il 5% dopo le verifiche del raggiungimento degli obiettivi e l'accantonamento delle somme destinate alla verifica della copertura della farmaceutica.

Anche se in realtà il fondo 2005 è ancora in stand by per il confronto aperto tra Stato e Regioni e, quindi, per il momento vale sempre il fabbisogno 2004 più il 2%. Nel caso il Dl dovesse decadere, quindi, per il fondo per ora cambierebbe poco, anche se una volta sbloccata la ripartizione delle somme 2005 e col Dlgs 56/2000 che tornerebbe in vigore, rientrerebbe in ballo il problema sollevato dalle Regioni del Sud che con il provvedimento perdono il 5% dcelle risorse rispetto alla spesa storica per ogni anno che passa.

In materia sanitaria, il provvedimento in sospeso prevede anche la possibilità di proroga dei contratti a tempo determinato della Cri, sottoscritti in applicazioni di convenzioni con il Ssn, nel testo identico a quello originario del decreto.

Proroga "lunga", invece, per le misure di emergenza messe in campo per far fronte all'emergenza infermieristica e dei tecnici di radiologia medica: possibilità di far rientrare in servizio i "pensionati", autorizzazione alle aziende a utilizzare il personale oltre l'orario di lavoro in una sorta di libera professione istituzionale per coprire le necessità ecc. Il termine, fino a oggi prorogato di anno in anno, sarebbe fissato direttamente al 31 dicembre 2006.

E un altro rinvio è quello per l'applicazione del codice a barre sui medicinali veterinari, che avrebbe tempo per la sua comparsa definitiva fino al 31 dicembre 2007.

 

Fumo: i primi risultati dopo due mesi dall'entrata in vigore della legge

Un totale di 3.120 controlli dei Nas che hanno fatto registrare 171 infrazioni, di cui 120 amministrative e soltanto 51 per aver violato il divieto. Sono i dati di questi primi due mesi di applicazione della legge sul fumo che sono stati resi noti oggi dal ministero della Salute nel corso di una conferenza stampa.

Dati che fanno esprimere al ministro Girolamo Sirchia grande "soddisfazione" perché, spiega, dimostrano "che gli italiani hanno capito il significato di salute pubblica della legge e non quello di divieto". Secondo i dati forniti dal ministero 35 delle violazioni del divieto sono state riscontrate in locali notturni, mentre altre 10 in locali di ristorazione e 6 in ospedali, case di cura e uffici postali. Un bilancio positivo, dunque, quello di Sirchia che lo porta a escludere anche che la legge subirà qualche correzione.

"Non abbiamo sentito né il bisogno né proposte in tale senso" aggiunge, spiegando che semmai ci sono da definire meglio le norme che riguardano alcuni settori in particolare come quello delle carceri. Lì c'è un problema in più - sottolinea Sirchia - dal momento che la popolazione fumatrice è il 70% e che lo spostamento dei detenuti per consentire loro di fumare comporta un lavoro in più per le guardie carcerarie che già sono in sofferenza. Comunque stiamo studiando la questione con il ministero della Giustizia".

Sirchia sottolinea inoltre come la legge non abbia danneggiato gli esercizi commerciali. "I fatti dimostrano - spiega - che il lavoro dei ristoranti non è diminuito, ma anzi è aumentato". Alla conferenza stampa ha partecipato anche il ministro della Salute del Belgio, Rudy Demotte, giunto da Bruxelles proprio per studiare il provvedimento italiano. L'incontro è stato dunque anche occasione per discutere di politiche sanitarie comunitarie. Entrambi i ministri hanno auspicato che presto si arrivi a "una strategia unica europea" sui temi della salute pubblica.

 

Venerdi' medici in sciopero
Salteranno le visite specialistiche, gli esami diagnostici, le analisi di laboratorio e gli interventi chirurgici programmati
Confermato lo sciopero dei medici, veterinari, sanitari e tecnici-amministrativi del Servizio sanitario nazionale venerdi' 4 marzo. Salteranno le visite specialistiche, gli esami diagnostici, le analisi di laboratorio e gli interventi chirurgici programmati, ma saranno garantite le urgenze. L'astensione dal lavoro dei veterinari comportera' lo stop della macellazione delle carni e il blocco del pesce nei mercati.

I sindacati della dirigenza medica sono stati convocati, ieri pomeriggio, in audizione dal Comitato di settore. Un tentativo, in extremis, di scongiurare lo sciopero, che lascia scettiche le sigle. Le motivazioni della protesta sono il rinnovo del contratto, scaduto ormai da quasi 4 anni; assenza di risposte da Regioni e governo, dopo mesi di trattative; disinteresse nei confronti della tenuta del Ssn.

In assenza di risposte concrete da Governo e Regioni anche dopo lo sciopero di venerdi', i sindacati sono pronti a inasprire la protesta. E annunciano iniziative originali, anche sugli schermi tv, per evitare ulteriori disagi ai cittadini. ''Non molliamo l'osso - afferma Serafino Zucchelli, segretario dell'Anaao - Da 38 mesi aspettiamo il rinnovo del contratto. In tanti mesi di trattativa non e' stato fatto alcun passo avanti e le distanze sulla parte normativa ed economica sono rimaste immutate. Le proposte presentate dall'Aran sono peggiorative della situazione attuale''.

Per Zucchelli, ''di fronte a una sordita' mai cosi' evidente, negli ospedali e nel territorio sono profondi la stanchezza e il disagio. Il contratto e' lo strumento per migliorare la situazione attraverso un patto con i professionisti del Ssn, ma Governo e Regioni non colgono quest'occasione, con un colpevole disinteresse''. ''La nostra battaglia - spiega Alberto Clivati, della Cimo - non e' solo una questione di soldi. Cerchiamo di far capire che il Ssn e' obsoleto e va cambiato, nell'interesse dei cittadini e dei professionisti che vi lavorano''. Invece, i medici, per Giuseppe Garraffo della Cisl, ''sono trattati come salariati agricoli a giornata''. Lo sciopero e' ''contro le Regioni'' e contro l'assenza di risposte sulle questioni sollevate dai sindacati sia sulla parte normativa che economica del contratto. Per il secondo biennio (2004-05) e' previsto un aumento del 4,33% che la categoria, come il resto del pubblico impiego, giudica inaccettabile. L'obiettivo, infatti, e' un +8%. Secondo i sindacati, le Regioni hanno l'autonomia e la capacita', anche economica, di arrivare a questo risultato e chiudere la trattativa per il rinnovo del contratto.

''I radiologi si impegnano - afferma Francesco Luca', segretario del Sindacato nazionale radiologi - affinche' gli esami diagnostici annullati venerdi' siano recuperati al piu' presto, per evitare ulteriori problemi ai cittadini. Lo sciopero non e' contro di loro e ci scusiamo che ne facciano le spese''.

 

Dirigenza Medici
Cgil, nonostante Sirchia solo fumo
"Il nostro bilancio dopo 39 mesi, nonostante Sirchia, e' stupefacente: al posto del contratto solo fumo''. Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil medici, commenta con una battuta lo stallo del rinnovo del contratto della dirigenza del Ssn, a due giorni dallo sciopero proclamato dal fronte compatto dei sindacati di categoria. ''Dopo oltre tre anni - sottolinea - solo incontri, promesse e annunci di tavoli tecnici governativi. Le parole non bastano piu': ci fermeremo solo a fronte di precisi impegni contrattuali sottoscritti. Chiediamo al Governo e alle Regioni in quale Paese occidentale vengono lasciati da 39 mesi senza contratto i medici, che tutti i giorni sono impegnati a lavorare in uno dei sistemi sanitari piu' apprezzati a livello internazionale. E certamente non e' accettabile - prosegue Cozza - una proposta di contratto che prevede oltre 40 ore di lavoro a settimana, a fronte delle attuali 38, compromettendo la qualita' dell'assistenza a scapito sia dei medici che dei cittadini''. Per questo, ribadisce, i medici e i dirigenti sanitari sciopereranno per l'intera giornata di venerdi' e manifesteranno con un sit-in davanti alla sede romana delle Regioni. Non solo. ''Senza risposte - afferma Cozza - le nostre azioni diventeranno sempre piu' incisive, cercando di limitare il disagio dei cittadini''.

 

Dirigenza Medici
Federazione Medici-Uil, sciopero inevitabile
Armando Masucci (Uil) spiega che il motivo primario della protesta è sollecitare la controparte a chiudere subito il primo biennio economico ed il quadriennio normativo, occorre incentivare l'emergenza - urgenza. "Lo sciopero del 4 marzo sarà però inevitabile e necessario, conferma il leader del sindacato, ed il nostro motivo primario sarà proprio sollecitare la controparte a chiudere subito il primo biennio economico. "Purtroppo  - sottolinea Masucci - siamo consapevoli dell'ennesimo disagio che creeremo ai cittadini, e per questo chiediamo loro scusa, ma la nostra pazienza ha un limite e la volontà di garantire agli oltre 100.000 medici del Sistema Sanitario Nazionale un contratto dignitoso scaduto da ben 4 anni, è decisa ed inamovibile. Inoltre, le emergenze di questi giorni, anche legate alle malattie di stagione, dovrebbero indurre le Regioni ad avviare una seria programmazione per garantire la disponibilità di posti letto nei settori nevralgici dell'assistenza, quali rianimazioni e pronto soccorso, riconvertendo posti letto inutili ed incentivando economicamente il settore dell'emergenza-urgenza. È vergognoso  - conclude - che alla luce di una incerta e disomogenea aziendalizzazione non venga garantita alla categoria il giusto compenso economico ed una normativa chiara, trasparente e concretamente attuabile". 

 

Fnomceo
Del Barone, il Governo definisca il contratto dei medici
Il Governo definisca al piu' presto il contratto per la dirigenza medica. A chiederlo, ad alcuni giorni dallo sciopero proclamato dai camici bianchi dipendenti del Ssn, e' Giuseppe del Barone presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo). Il presidente dei medici e' preoccupato anche dello stato di agitazione dichiarato dagli specializzandi, a fronte del provvedimento legislativo giudicato insoddisfacente sul piano economico e normativo, in discussione alla Camera, e che ridisegna il loro ruolo contrattuale.''E' ora che nella sanita' italiana torni il sereno'', dice Del Barone in una nota.  ''La professione medica - continua - forse piu' di altre, infatti, male si concilia con il clima di insoddisfazione e precarieta' che sta caratterizzando gli ultimi tempi''. Quello proclamato dagli specializzandi e' ''uno stato di agitazione - aggiunge Del Barone - che si unisce allo sciopero gia' proclamato dai medici dipendenti per il 4 marzo, costretti ancora una volta a manifestare per una positiva soluzione della vertenza che li vede impegnati da troppo tempo''. Secondo il presidente della Fnomceo ''e' giunto il momento che Governo e istituzioni lascino da parte le dichiarazioni di buona volonta' e passino, in tempi brevi, alla definizione degli accordi contrattuali rimasti in sospeso''. Infine ''come rappresentante della professione medica - conclude Del Barone - non posso non ribadire la solidarieta' della Fnomceo per tutti i colleghi dipendenti del Ssn e per i giovani in corso di formazione verso i quali sono rivolte le aspettative future di salute della collettivita'''.

 

Malpractice
Anami, 2/3 dei medici citati in giudizio vengono assolti
''La denuncia contro i medici e' associabile a una lotteria in cui il biglietto e' gratuito e la vincita quasi assicurata''. Ad affermarlo e' Maurizio Maggiorotti, presidente dell'Amami, Associazione medici accusati di malpractice ingiustamente, nel corso della conferenza stampa tenutasi ieri a Roma per annunciare il secondo congresso dell'Associazione, in programma venerdi' e sabato prossimo a Milano. Maggiorotti sostiene che il fenomeno delle 'denunce facili' abbia assunto ormai dimensioni tali ''da far diventare il magistrato la figura chiave della sanita' moderna''. A sostegno di queste affermazioni, Maggiorotti richiama dei dati che giudica 'preoccupanti': e' stimato - sottolinea - ''che in 20 anni di attivita' un chirurgo abbia 80 probabilita' su 100 di ricevere un avviso di garanzia o una richiesta di risarcimento. I 2/3 dei medici citati in giudizio vengono poi assolti, ma con conseguenze negative da un punto di vista patrimoniale, morale e per il danno all'immagine''. Ma a pagare i danni per le cosiddette 'frivolous lawsuit', oltre ai camici bianchi, sono - secondo il presidente dell'Amami - anche i pazienti che possono diventare ''vittime della cosiddetta 'medicina difensiva', dettata da scelte terapeutiche ispirate piu' da cautela giudiziaria che da effettive necessita' di cura'