
| Regioni e Governo raggiungono al tavolo politico un accordo sul nuovo patto di stabilità sanitario | |
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| Farmaci in fascia C, nessun aumento spesa a carico dei cittadini |
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Il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha ricevuto dai Carabinieri dei Nas e dall'Agenzia italiana del farmaco i risultati dei controlli sulla spesa dei farmaci in fascia C, a totale carico del cittadino. E' emerso che la spesa per questi farmaci nel 2004 è stata di 3.026 milioni di euro contro i 3.100 milioni dell'anno precedente. Conseguentemente la spesa per i farmaci di fascia C non è aumentata ma, addirittura, lievemente diminuita. In particolare la spesa più consistente per la categoria di farmaci a totale carico del cittadino è stata sostenuta per l'acquisto di ansiolitici, farmaci efficaci da un punto di vista esclusivamente sintomatologico, mentre tutte le patologie gravi e croniche del sistema nervoso centrale, come depressione e psicosi, sono trattate con farmaci a carico del Servizio sanitario nazionale, cioè gratuiti. Dai dati consegnati al ministro è, inoltre, emerso che la spesa dei farmaci in fascia A, dispensati gratuitamente dal Ssn, è aumentata nel 2004 dell'8% rispetto al 2003. Da ciò si evince un aumento della copertura di spesa a carico del Ssn e nessun incremento di spesa per i farmaci a carico dei cittadini per compensare carenze del prontuario farmaceutico nazionale. |
| Infezioni ospedaliere in Italia: 500mila casi l'anno e una mortalità del 3% |
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In Italia circa 500mila pazienti su 9 milioni e mezzo di ricoverati l'anno, si ammalano per un'infezione in ospedale, una percentuale che corrisponde al 5-20% degli ospedalizzati. Mentre la mortalità per infezione ospedaliera si stima intorno al 3 per cento. Lo ha reso noto il ministro della Salute Girolamo Sirchia, rispondendo a un'interrogazione parlamentare dell'onorevole Aldo Perrotta di Forza Italia, volta a chiarire le misure adottate per far fronte a queste infezioni. I sistemi di sorveglianza sulle infezioni ospedaliere sono, secondo quanto lo stesso ministro ha scritto, ancora piuttosto scarsi, soprattutto perché gli studi condotti in materia indicano che è possibile prevenire il 30% di queste infezioni. Tra le misure che Sirchia intende portare avanti c'è l'attivazione comitati di controllo per la lotta alle infezioni nelle singole strutture ospedaliere. L'idea di costituire questi comitati risale in realtà al 1998, quando il ministero della Salute ha emanato una circolare affinché ogni ospedale ne fosse provvisto. Tuttavia, secondo una recente indagine dell'Istituto superiore di Sanità (Iss), solo il 50% dei 428 ospedali monitorati, se ne era effettivamente dotato. Nel 2003 il ministro Sirchia ha poi istituito con un decreto una commissione tecnica sul rischio clinico per valutare misure organizzative che possano far fronte al problema delle infezioni ospedaliere, come setticemie, polmoniti, e infezioni da catetere. Un documento prodotto da questa commissione, conterebbe secondo Sirchia una raccolta di utili raccomandazioni. Il documento, a luglio dell'anno scorso, è stato mandato a tutte le Regioni e pubblicato sul sito. Un gruppo tecnico, ha scritto Sirchia, si occuperà infine di valutare l'efficacia degli interventi per arginare quello che il ministro stesso ha definito ieri "una sfida rilevante alla salute pubblica". Tra gli agenti responsabili delle infezioni ospedaliere ci sono batteri multiresistenti come Staphilococcus aureus, Pseudomonas, Escherichia coli e Acinetobacter baumanii. In genere le infezioni ospedaliere hanno la più alta incidenza nei reparti di terapia intensiva e sono, per ammissione dello stesso ministro, "un fenomeno diffuso". Tra le misure da adottare, prioritaria secondo Sirchia la necessità di una sorveglianza attiva, e l'aumento delle misure di igiene personale e ambientale, con particolare riguardo al lavaggio delle mani del personale sanitario. Ma anche, sottolinea Sirchia, una corretta gestione del paziente che se necessario deve essere rapidamente isolato. |