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Morti da fumo, già mille richieste di risarcimento
Sono almeno mille le richieste di risarcimento contro le compagnie del tabacco arrivate dopo la sentenza del 5 novembre della Cassazione che ha confermato il primo indennizzo per danni da fumo. Lo scrive il Messaggero. In Italia, sono i dati riportati dal quotidiano, i morti da fumo sono ogni anni tra gli 80 e i 90mila . E altri 10 mila sarebbero i deceduti per colpa del fumo passivo. Mentre 35 mila persone ogni anno vengono colpite dal tumore al polmone e 4mila di loro non hanno mai fumato. La sentenza della Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'appello di Roma che aveva condannato la British american tabacco a risarcire con 200 mila euro gli eredi di Mario Stateri, morto nel 1991 per un cancro ai polmoni. Da due settimane a questa parte le domande di risarcimento arrivano a pioggia, 500 solo al Codacons che ha da subito invitato le vittime del fumo ad adire le vie legali. «Invitiamo chi ha subito danni da fumo di sigaretta e i parenti di quei fumatori deceduti o ammalatisi a causa del tabacco - aveva detto Carlo Rienzi, presidente Codacons - a rivolgersi al nostro centralino telefonico, 892.007, per valutare la possibilità di avviare nuove cause di risarcimento in tutta Italia». «Probabilmente - scrive il Messaggero - i tempi delle cause singole sono agli sgoccioli. Il sì all'introduzione in Italia della class action (la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro le società fornitrici di beni e servizi), infatti, permetterà, con ogni probabilità, ad una "marcia" di massa contro i produttori di sigarette» da Edott. |
Cresce l'allarme-effetti collaterali per farmaco anti-obesità
I pazienti trattati con rimonabant, il farmaco anti-obesità che nei mesi scorsi è stato lanciato su tutte le prime pagine dei giornali come rimedio miracoloso, sono a rischio di gravi problemi psichiatrici. L’allarme viene da una ricerca pubblicata dalla prestigiosa rivista medica britannica Lancet. I ricercatori dell’University of Copenhagen hanno preso in esame i dati di 4 studi clinici sull’efficacia e la sicurezza di rimonabant, per un totale di 4105 pazienti analizzati: ebbene, hanno scoperto che a fronte di una perdita di peso di 4,7 kg in più rispetto a placebo di media dopo un anno di trattamento c’è un 40 per cento di rischio in più di subire gravi disturbi psichiatrici (depressione, ansia, comportamenti suicidi).
Philip Mitchell dell’University of New South Wales di Sydney commenta: “Si tratta di dati scioccanti, che sollevano pesanti interrogativi sulla sicurezza di rimonabant nei pazienti obesi, che già sono a rischio-depressione”. Fonte: Christensen R, Bartels EM, Bliddal H et al. Efficacy and safety of the weight-loss drug rimonabant: a meta-analysis of randomised trials. The Lancet 2007; 370: 1706–13. Mitchell Pb, Morris MJ. Depression and anxiety with rimonabant. The Lancet 2007; 370. david frati
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