Cassazione assolve medico che aveva praticato terapia del dolore prima della legge 12 del 2001
 

Ha agito secondo scienza e coscienza, senza scopo di lucro, ma anche come precursore nell'utilizzo di quelle medicine. Così la Cassazione, con una sentenza, ha assolto un medico di Rovigo, accusato di aver prescritto stupefacenti, a uso non terapeutico, prima che la terapia del dolore fosse approvata con la legge 12 del 2001.

Il medico era stato condannato a un anno e due mesi dalla Corte di appello di Venezia, nell'aprile del 2001, per aver prescritto oppiacei e anfetamine a tossicodipendenti in crisi di astinenza e ai malati di Hiv in preda ai dolori della fase terminale. La Cassazione ha annullato la condanna perché il reato non sussiste. Infatti, dice la Corte, se è vero che il medico aveva prescritto quei farmaci prima che venissero liberalizzati, è anche vero che la sua è stata una scelta terapeutica che adesso ha trovato "pieno riconoscimento nel vigente ordinamento". L'unico rilievo mosso dalla Corte è che il medico avrebbe potuto prescrivere che i trattamenti avvenissero in ambulatorio, anziché a casa.