Studio svedese dimostra la connessione tra elettrosmog e infarto cardiaco

Da uno studio svedese, condotto dal Karolinska institute di Stoccolma su una campione di 28mila gemelli, si è visto che l'esposizione a campi elettromagnetici a bassa frequenza (Elf) aumenta di un terzo il rischio di infarto cardiaco, e il pericolo è triplicato quando c'è una predisposizione genetica alle malattie cardiache.

L'analisi, basata su persone la cui esposizione agli Elf era stata documentata dal 1967 al 1973, ha mostrato che un'esposizione a Elf superiori ai 0,2 microTesla non aumentava il rischio di morti per aritmie o ischemie cardiache, però i soggetti che erano stati più esposti agli Elf avevano una probabilità del 30% di morire per infarto cardiaco. Andando a controllare le predisposizioni genetiche all'infarto, si è visto che tra i gemelli monozigoti con una certa suscettibilità, gli Elf aumentavano di 2,7 volte il rischio di infarto.

Secondo i ricercatori questo studio, oltre a confermare la pericolosità degli ELF, suggerisce che le future ricerche sui loro effetti debbano considerare anche le possibili interazioni con le suscettibilità ereditarie.