del 29.09.2003

in questo numero:
Primo piano
Gli orari ospedalieri vanno spostati?
Sirchia, la Palombelli si rivolga a sindacati e direttori generali. Anaao, la mensa ospedaliera non è un ristorante
''Perche' la signora Palombelli si rivolge a me e non fa queste richieste ai sindacati ed ai direttori degli ospedali?''. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia replica cosi' alla lettera aperta firmata sabato dalla giornalista Barbara Palombelli sul 'Corriere della Sera', in cui chiede di ''spostare di un'ora la lancetta degli ospedali''.  ''Perche' i malati - scrive la Palombelli - devono ancora svegliarsi all'alba, pranzare a mezzogiorno e cenare alle 18.00?''. ''La mensa di un ospedale non e' come un ristorante che puo' rimanere aperto fino a notte inoltrata. E comunque non e' compito dei sindacati occuparsi dell'organizzazione gestionale delle strutture sanitarie, che hanno precise esigenze di funzionalita'''. Commenta cosi' Serafino Zucchelli, segretario nazionale dell'Anaao-Assomed.

Per quanto riguarda la sveglia dei malati 'all'alba', Zucchelli sostiene che ''e' necessaria per diversi motivi: basti pensare - spiega - all'attivita' dei laboratori analisi, che inizia intorno alle 6 e mezza con i prelievi per avere i responsi in tempo utile. Lo stesso vale per le sale operatorie, che iniziano gli interventi presto''.

Sanità
Orari Ospedalieri
Direttori (Anmdo), cambiare orari si può e si deve
Spostare di un'ora la lancetta degli ospedali ''si puo' e si deve. Ormai non c'e' piu' alcun vincolo, ne' contrattuale ne' organizzativo, che giustifichi la colazione all'alba, il pranzo alle undici e la cena alle 18.00''. Egidio Sesti, presidente per il Lazio dell'Associazione nazionale medici direzioni ospedaliere (Anmdo), concorda pienamente con la lettera aperta che la giornalista Barbara Paolombelli ha rivolto al ministro della Salute Girolamo Sirchia dalle pagine del 'Corriere della Sera'. ''In ospedale - dice Sesti - il paziente deve sentirsi un po' come a casa sua, quindi e' giusto fare tutto il possibile perche' i ritmi di vita in reparto siano per lo meno simili a quelli quotidiani di casa sua''.
Orari Ospedalieri
L'orario dei pasti non è per motivi medici
Secondo Giacinto Miggiano, responsabile del Servizio di Dietetica del Policlinico Gemelli di Roma, dietro gli orari 'anticipati' dei pasti negli ospedali ''non c'e' nessuna motivazione medico-scientifica. Tutto dipende solo dalla particolare organizzazione della vita ospedaliera, che per motivi pratici comincia al mattino presto. Sarebbe quindi possibile spostare le lancette dell'orologio, ma a patto che vengano rivoluzionati contemporaneamente tutti gli orari e l'attivita'''.
La proposta
Sirchia, il SSN va riformato
''Il sistema sanitario va rimodulato anche perche' la sanita' e' cambiata''. Lo ha detto il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ''Oggi -dice Sirchia- c'e' una percezione della salute diversa rispetto al passato, per l'italiano e' il bene primario, anche grazie alle continue innovazioni tecnologiche''.  Sirchia ribadisce con forza la ''necessita' di coniugare il servizio di qualita' con le risorse disponibili. E' troppo facile -spiega- coniare degli slogan, come ad esempio 'chiudono gli ospedali per risparmiare', con il solo intento di aizzare la popolazione contro il governo per la chiusura di ospedali che non hanno piu' senso di esistere. Bisogna contrastare questa disinformazione scientifica fatta da giornali, tv e parti politiche. Quale e' l'alternativa? Quella di aumentare le tasse. Ma noi non vogliamo continuare a mettere le mani nelle tasche dei cittadini".
Lazio
Reversibile la scelta pubblico-privato
La Regione Lazio lavora alla modifica della riforma Bindi. E comincia introducendo la reversibilita' della scelta per i medici sull'esercizio della libera professione in ospedale o nelle strutture pubbliche. Lo ha annunciato l'assessore regionale alla Sanita', Marco Verbaschi. ''Entro pochi giorni - spiega Verzaschi - sara' pronto un provvedimento di legge da sottoporre alla Giunta, particolarmente rilevante e atteso dalla classe medica di questa regione. E' una sorta di 'riforma della riforma Bindi', che consentira' la reversibilita' della scelta fra intramoenia e extramoenia effettuata a suo tempo dai medici ospedalieri per lo svolgimento della professione''.
Scienza
Cardiologia
Angina: contropulsazione efficace e sicura nei diabetici
La contropulsazione esterna potenziata (EECP) è un trattamento sicuro, efficace e ben tollerato per la cura dell'angina nei pazienti diabetici. Bisogna ricordare che i soggetti diabetici con patologie coronariche gravi sono ad alto rischio di complicanze dopo la rivascolarizzazione, soprattutto quando la procedura viene ripetuta. In questi casi, l'EECP può rappresentare una valida alternativa. Il trattamento è anche collegato ad un significativo miglioramento della qualità della vita (P < 0,01). La mortalità che esso comporta, il 7,7%, è paragonabile a quella riscontrabile nei registri degli interventi coronarici. (Am Heart J 2003;146:453-458)
Neurologia
Epidemiologia dell'affaticamento cronico nei giovanissimi
Fra i soggetti di 5-15 anni l'affaticamento sintomatico è piuttosto comune, ma la sindrome da affaticamento cronico è relativamente rara, più che negli adulti. I casi in cui i bambini ricevono una diagnosi di sindrome da affaticamento cronico o encefalomielite mialgica sono anche più rari. Non vi è corrispondenza fra le affermazioni dei genitori sulla diagnosi e la sindrome definita operativamente. Vi è invece una forte associazione fra i disturbi psichiatrici e questo tipo di esiti, il che è coerente con quanto riscontrato fra gli adulti. Le carenze psicologiche materne risultano associate con l'affermazione che il proprio figlio abbia uno di questi disturbi, ma la direzione della causalità non è ancora ben chiara. (BMJ 2003;327:654-655)
Gastroenterologia
Ulcera peptica: dopo l'eradicazione dell'Helicobacter non è necessaria terapia di mantenimento
Nei pazienti con ulcera peptica sanguinante, non è necessario applicare un trattamento antiulcera per prevenire la recidiva dell'ulcera dopo l'eradicazione con successo dell'Helicobacter e la guarigione dell'ulcera stessa. Non vi è infatti differenza fra i risultati ottenuti con varie terapie di mantenimento e quelli ottenuti con il placebo: tutti i pazienti rimangono liberi dall'infezione a lungo termine. Inoltre, la terapia di una settimana basata sull'inibizione della pompa protonica si è dimostrata in grado di assicurare l'eradicazione a lungo termine del batterio in una zona ad alta prevalenza. (Arch Intern Med. 2003;163:2020-2024)
Ortopedia
Trattamento non chirurgico per la rottura del tendine di Achille
La migliore forma di trattamento per la rottura del tendine di Achille potrebbe essere quella non chirurgica. Rispetto ai pazienti trattati chirurgicamente, quelli sottoposti a trattamento non chirurgico ottengono più rapidamente sollievo dal dolore, tornano più rapidamente a camminare senza aiuti ed alle loro normali attività lavorative. Inoltre la soddisfazione del paziente, il ritorno all'attività sportiva e la forza dell'arto non differiscono con l'uso dell'una o dell'altra strategia. In ogni caso, non è rarissima l'evenienza di una nuova rottura del tendine: se il sito di rottura corrisponde con quello precedente, il paziente risponderà ancora bene al trattamento non chirurgico, ma se tale sito è prossimale rispetto al precedente vi è l'indicazione per l'intervento chirurgico. (Am J Sports Med. 2003;31:685-691)
Neurologia
Stimolare la funzionalità cognitiva giova alla demenza
Una terapia di gruppo volta a stimolare la funzionalità cognitiva migliora sia tale funzionalità che la qualità della vita dei soggetti affetti da demenza. Il grado di beneficio raggiungibile sembra paragonabile a quello determinato dall'uso di inibitori dell'acetilcolinesterasi, ma probabilmente perchè il beneficio sia permanente la terapia dovrà essere prolungata. Secondo diverse analisi, gli autori stimano che il numero di partecipanti a ciascun gruppo ideale per ottenere i massimi risultati sia compreso fra 6 ed 8. A quanto sembra, i pazienti gradiscono molto la compagnia del gruppo, e questo permette di condurlo in una gran varietà di situazioni. (Br J Psychiatry 2003;183,248-254)