Pace maker senza pace nell'era elettronica
Cellulari e antifurto usati sempre più spesso nei grandi magazzini potrebbero interferire pericolosamente con i delicati stabilizzatori del ritmo cardiaco

02 settembre 2003 - Alcuni studi presentati al congresso della Società europea di cardiologia puntano il dito contro telefonini e dispositivi anti-taccheggio dei negozi - potenzialmente pericolosi per i portatori di pacemaker - e scagionano invece i metal detector.
Secondo gli esperti, a questo proposito sarebbe utile adoperare tecnologie innovative che evitino le interferenze elettromagnetiche e spiegare ai pazienti il corretto uso dei telefoni cellulari: "In alcuni casi, i campi elettrici generati da sorgenti esterne come i cellulari possono essere erroneamente interpretati dal pacemaker e interferire con le sue funzioni. Questo fenomeno è stato osservato per la prima volta 35 anni fa, senza alcun danno per i pazienti, ma il rischio potrebbe essere maggiore oggi, vista la massiccia diffusione dei portatili" spiega Massimo Santini dell'ospedale S. Filippo Neri di Roma.
I disturbi sarebbero oggi relaitvamente frequenti, colpendo circa un quarto dei portatori di pacemaker se il telefono è tenuto a meno di 10 centimetri di distanza: i momenti critici sono l'arrivo di una chiamata e le fasi di accensione e spegnimento, e non è raro che si verifichino accelerazione o asincronia del battito, ma anche un black out temporaneo del pacemaker.
Possono rivelarsi pericolose, seppur con minor frequenza, anche le barriere anti-taccheggio che in certi casi provocano accelerazioni del battito o blocchi temporanei del pacemaker. La Food and Drug Administration americana ha recentemetne messo in guardia sul fatto che spesso questi sistemi antifurto non sono ben visibili, per cui è sempre bene che i portatori di pacemaker informino del proprio stato i gestori del negozio e non si appoggino o non rimangano troppo vicini ai dispositivi.
Un'altra ricerca provienente dall'Istituto cardiologico di Monaco segnala infine che l'analisi degli effetti dell'esposizione ai metal detector degli aeroporti, condotta su 203 portatori di pacemaker e su 151 pazienti con defibrillatori impiantabili non ha rilevato interferenze, né dopo l'esposizione al campo elettromagnetico né durante il follow up. Disturbi possono invece essere causati dai piccoli detector manuali.