Medicine anticancro proteggono il cuore
Agiscono sul nucleo della cellula, non risultano tossici né per gli animali né per l'uomo e oltre a curare i tumori salvano il cuore dallo scompenso

Settembre 2003 - Si chiamano inibitori dell'istone-deacetilasi, in sigla Hdac, e sono i nuovi farmaci anticancro che bloccano anche l'ipertrofia cardiaca, il progressivo ingrandimento del cuore che porta all'insufficienza congestizia del miocardio. La scoperta del nuovo effetto farmacologico è il risultato di uno studio svolto alla Facoltà di Medicina dell'Università statale della Pennsylvania a Philadelphia e appena pubblicato sul Journal of Clinical Investigation.
"L'ipertrofia " dice Jonathan Epstein professore associato di cardiologia alla Penn State "può essere una risposta fisiologica del cuore all'attività fisica oppure una condizione patologica dovuta a mutazioni genetiche o, più spesso, a malattie croinche come diabete e ipertensione". I ricercatori statunitensi sono arrivati per caso alle loro conclusioni osservando che negli animali da laboratorio l'acido valproico, un inibitore dell'Hdac usato nella cura dell'epilessia, impediva l'ingrandimento del cuore con un meccanismo genetico basato sullo sblocco di geni protettivi. Ma gli inibitori dell'istone-deacetilasi hanno da poco conquistato gli onori della cronaca per tutt'altro motivo. "Studi condotti in passato avevano dimostrato la loro efficacia nella leucemia premielocitica, che rappresenta il 10 per cento delle leucemie" riprende Epstein. "Ma adesso risulta che gli stessi farmaci funzionano contro tutte le altre forme di leucemia, e si sospetta che possano essere efficaci anche contro i tumori solidi". In altre parole gli inibitori dell'istone-deacetilasi sono un promettente futuro dell'attuale oncologia. "E sembra proprio che lo diventeranno anche in cardiologia, dato che sono tra i primi farmaci conosciuti a prevenire l'ipertrofia cardiaca" conclude Epstein.