Riforme: segnali positivi dall'incontro Regioni meridionali-Calderoli. Chiesto il congelamento del Dlgs 56/00

Un giudizio complessivamente positivo è stato espresso sull'incontro di oggi con il ministro per le Riforme Roberto Calderoli dai sei presidenti delle Regioni meridionali.

Per Filippo Bubbico (Basilicata) l'incontro ha messo in evidenza uno sforzo a giungere a una convergenza. La convergenza, ha spiegato Bubbico può essere raggiunta solo a patto di evitare "di generare situazioni differenziate in ragione della capacità fiscale di ciascuna Regione. I diritti alla salute, alla sicurezza e alla formazione vanno garantiti in ogni parte del Paese, indipendentemente dal gettito fiscale di ogni Regione. Calderoli ha espresso un giudizio positivo - ha detto Bubbico - perché ha ritenuto che la posizione espressa dalle Regioni meridionali sia di forte convergenza per la realizzazione del federalismo in Italia e si è impegnato a mantenere vivo questo confronto per tutto il tempo che sarà necessario a varare la riforma".

Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ha augurato che "questo confronto in materia costituzionale vada avanti nei prossimi giorni nelle sedi istituzionali previste, cioè la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza unificata con i sindaci e presidenti di Provincia. Questo può essere il metodo, poi bisognerà vedere i testi scritti in materia di devolution che il ministro Calderoli ci presenterà alla fine del confronto in Parlamento".

Giudizio positivo sulla metodologia del confronto è stato espresso dal presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, "Oggi abbiamo discusso di alcune questioni, ora si tratta di leggere il nuovo testo". Di incontro "sicuramente proficuo" ha parlato anche il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti: "Il ministro ha detto che il federalismo partirà nello stesso tempo, ma è chiaro che le Regioni meno dotate di risorse dovranno essere messe in condizioni di reggere il confronto con le altre".

Da parte dei sei presidenti c'è stata inoltre la richiesta unanime di congelare il decreto legislativo 56/2000 in materia di "federalismo fiscale", nelle parti in cui dispone la cessazione dei trasferimenti erariali alle Regioni per il finanziamento della spesa sanitaria corrente e in conto capitale e i criteri di ripartizione degli altri fondi per la Sanità.

Al riguardo Calderoli ha commentato: "Questo decreto è un esempio di come si fa male il federalismo. Contiene norme che vanno in direzione opposta a quelle costituzionali e quindi, secondo me, sono incostituzionali. Il decreto 56 è una norma del centrosinistra ma è stato applicato con un Dpcm dal centrodestra, quindi è anche una nostra responsabilità". Alla domanda: "Questo decreto sarà rivisto?" Il ministro per le Riforme ha risposto: "La cosa mi è stata prospettata solo oggi. Ma credo che questa formula di confronto con tutte le Regioni meridionali su un tema come questo sia stata estremamente utile".

Sul decreto legislativo 56/2000 il presidenti della Regione Campania, Antonio Bassolino, e della Regione Puglia, Raffaele Fitto, hanno già presentato ricorso al Tar del Lazio e alla Corte Costituzionale in quanto ritengono che ci sia una ripartizione ingiusta dei fondi per la spesa sanitaria.


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Il punto di partenza dello scudo anti-infezioni è il rafforzamento degli scambi di informazioni sulle epidemie, con un sistema rapidissimo di notifica delle malattie trasmissibili attraverso un meccanismo reciproco di cooperazione. In campo sarà previsto anche l'addestramento specifico del personale e lo scambio di esperti da schierare nei casi di emergenza per la tutela della salute pubblica, anche impiegando tecnologie rapide di verifica sanitaria. Quando una malattia trasmissibile "significativa esplode, i due Paesi adotteranno le misure di quarantena sanitaria urgenti per prevenire la diffusione dell'epidemia, notificando reciprocamente con assoluta tempestività tutte le informazioni rilevanti di cui sono in possesso".
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2 settembre
Roberto Turno (da il Sole-24 Ore)