Sirchia: aperture alla Fnomceo sull'Ecm

Il ministro della Salute Girolamo Sirchia, condividendo alcune perplessità del comitato centrale della Fnomceo si è  dichiarato disponibile ad aprire un tavolo di confronto con le rappresentanze istituzionali della professione medica per mettere a punto alcuni correttivi condivisi, "capaci di rendere il percorso culturale educazione medica continua, efficace secondo le aspettative di tutte le componenti chiamate in causa".

Il ministro, spiega una nota della federazione degli ordini, "confermando il ruolo insostituibile che l'Ordine dovrà ricoprire, anche in futuro, di garante della qualità professionale dei propri iscritti, ha consegnato al presidente Del Barone una bozza di intervento normativo nel quale gli Ordini risultino responsabili della attività di registrazione e certificazione dei crediti, promotori e realizzatori di eventi formativi su aspetti etici e deontologici, nonché responsabili della verifica circa l'attinenza degli eventi formativi ai criteri di eticità con particolare riguardo al conflitto di interessi".
 
Sirchia infatti, oggi ha partecipato a una riunione del comitato centrale della Fnomceo. La questione di una eventuale azione disciplinare nei confronti del presidente dell'Ordine dei medici di Roma, Mario Falconi, non è stata invece affrontata.  Il tema, ha spiegato il presidente della Fnomceo, Giuseppe Del Barone, molto probabilmente verrà affrontato a metà ottobre.

Campania: factoring contro i debiti

La Giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore alla Sanità Rosalba Tufano e dell'assessore al Bilancio, Luigi Anzalone, ha adottato, con delibera, un provvedimento sulle "dilazioni di pagamento concesse alle aziende sanitarie locali". In sintesi, si ricorre allo strumento finanziario del factoring (con rimborso degli interessi a carico della Regione) per consentire ai creditori delle Asl di poter ottenere liquidità da parte degli istituti di credito disposti ad intervenire.

Di fatto, sulla base della certificazione dei crediti vantati dalle case di cura e dai centri privati in regime di provvisorio accreditamento nei confronti delle Asl, si consente l'anticipazione, da parte delle banche, delle somme vantate da tutte le strutture del privato convenzionato relative all'annualità 2004.

 

Errori medici: tra 14 e 50mila i decessi causati ogni anno

Gli errori in medicina causano più vittime degl incidenti stradali, dell'infarto e di molti tumori. In Italia gli errori dei medici o dovuti a una cattiva organizzazione dei servizi provocano tra 14 e 50mila decessi ogni anno (il 50% evitabili), 320mila persone danneggiate con costi che si aggirano intorno all'1% del Pil, quindi circa 10 miliardi di euro all'anno.

Lo hanno sottolineato medici e rappresentanti delle istituzioni a Roma che apriranno il I Consensus conference sul risk management in Sanità a Ostia (Roma) il 23 settembre prossimo.

"Il contenimento dei rischi in Sanità deve interessare tutte le aree in cui l'errore può avvenire: diagnosi, cura e assistenza al paziente", ha detto Cesare Cursi, sottosegretario alla Salute ricordando l'istituzione di una commissione tecnica ad hoc. "Occorre ridurre al minimo l'incidenza dell'errore professionale", ha detto Corrado Nagni, chairman della Consensus.

In oncologia, dopo l'ortopedia, avvengono il 40% degli errori. "Quelli al farmaco e alla corretta esecuzione dei protocolli terapeutici sono i più frequenti - ha sottolineato Francesco Cognetti, direttore scientifico dell'istituto Regina Elena di Roma - ma ora sono in diminuzione. L'aderenza alle linee guida evidence-based, diventate largamente disponibili rappresentano, quindi, la salvaguardia migliore contro ogni errore".

Gli errori in medicina non riguardano però solo le strutture ospedaliere ma anche i medici di famiglia. "Una volta la malpractice era mirata soltanto agli specialisti, ora il trend - ha detto Carlo Monti, segretario nazionale della Simg (società italiana di medicina generale) - è al rialzo anche per le cause contro i medici di base".

 

Nuova tecnica per la diagnosi precoce del tumore al polmone all'ospedale Bellaria di Bologna
 
 

Una nuova tecnica per la diagnosi precoce del tumore al polmone è stata messa a punto dall'équipe di Broncologia dell'Uo di Pneumotisiatria dell'ospedale Bellaria di Bologna diretta da Franco Falcone. Si tratta di una metodologia accurata a livello diagnostico e meno invasiva rispetto a quelle di tradizionale utilizzo. Si può applicare a quel 25% di tumori al polmone per i quali la Tac non evidenzia con esattezza l'espansione alle linfoghiandole e quindi l'operabilità.

Sino a oggi l'alterniativa era una serie di esami o interventi diagnostici lunghi e spesso invasivi. Questa nuova tecnica permette invece di ottenere la stessa accuratezza diagnostica con un intervento da compiersi in regime ambulatoriale. Si tratta di un'evoluzione delle tecniche di ecografia bronchiale: vengono eseguiti insieme sia la broncoscopia, sia il prelievo del tessuto da analizzare. Ciò consente un'elevata accuratezza nella scelta della parte di tessuto da prelevare così da ottenere una diagnosi precisa.

L'applicazione di questa tecnica è resa possibile dall'elaborazione di un nuovo strumento messo a punto dall'équipe di Falcone. Si tratta di un'evoluzione miniaturizzata di uno strumento endoscopico già utilizzato in gastroenterologia, che è stato ridotto al diametro di 6 mm in modo da essere introdotto e manovrato agevolmente nei bronchi, senza alcun disturbo per il paziente, ed è stato dotato di uno speciale ago per eseguire il prelievo di tessuto. Il valore aggiunto consiste proprio nel poter osservare e indirizzare l'ago mentre effettua il prelievo, controllando la profondità, la sede e il tempo del prelievo, e aumentando notevolmente la precisione diagnostica.

La tecnica è stata presentata al congresso della Società europea di malattie respiratorie (Ers) tenutosi a Glasgow e lo strumento è già disponibile.

 

L'accanimento terapeutico in un'indagine presentata al congresso Siared

Saranno presentati il 23 settembre prossimo, al ce ntro congressi Verona Fiere, i risultati dell'indagine conoscitiva "Accanimento terapeutico e sospensione dei trattamenti in rianimazione" promossa dalla Siared (Società italiana di anestesia rianimazione emergenza e dolore) e dall'Aaroi (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani).

La ricerca, svolta in collaborazione con l'istituto di Bioetica dell'università Cattolica di Milano, sarà presentata in occasione del 2° congresso nazionale della Siared, a Verona dal 23 al 25 settembre.

L'indagine, prima del genere in Italia, ha coinvolto l'intera categoria degli anestesisti rianimatori. Per l'occasione saranno presenti il presidente della Siared Giuseppe Marraro, il presidente dell'Aaroi Vincenzo Carpino, il direttore del corso di perfezionamento in Bioetica dell'università Cattolica Adriano Pessina e Mauro Barni docente di Medicina legale presso l'università degli Studi di Siena. Modererà Alessandro Cecchi Paone.

Durante il congresso sarà inoltre presentato un nuovo modello di consenso informato in anestesia e rianimazione che da 30 anni è utilizzato in Germania, Austria e nella Provincia di Bolzano.