Finanziaria 2005: per la Sanità 88,2 mld, ma si stringe la morsa su chi sfonda i bilanci

Un finanziamento totale da 88,250 mld, ben 7 in più del 2004, che però rischiano di non bastare ancora ai governatori. Il tetto di spesa per i farmaci confermato al 13% dei fondi Ssn, con penalità fino a 1 mld nel 2005 (poi 1,2 e 1,4 mld nel 2006-2007) alle Regioni fuori budget.

Una ferrea catena di controlli per Asl e ospedali e l'obbligo perentorio per le Regioni di mettere in moto in corso d'esercizio le misure di contenimento dei deficit - dalle addizionali resuscitate ai ticket - pena la perdita dei fondi. E in caso di «inerzia», dopo la diffida del Governo, i governatori diventeranno «commissari ad acta» per l'approvazione dei bilanci e per l'adozione degli interventi necessari per riportare in carreggiata i conti.

È una cura "bastone e carota" quella che il Governo propone con la Finanziaria 2005 per la spesa sanitaria. Una manovra che proprio sulle assegnazioni complessive previste - tarate per la prima volta sul "quasi consuntivo" del 2004 incrementato del 2% - si gioca le possibilità di tenuta del sistema.

Non a caso i governatori - sia pure con le sfumature ben più ottimistiche del Centro-destra e con il presidente del Lazio gongolante per i 50 mln assegnati al «Bambin Gesù» - hanno subito messo in guardia. Da una parte rifiutando anche per il biennio 2006-2007 la previsione di aumenti lineari del 2 per cento. Dall'altra, confermando la richiesta di garanzie per la copertura di contratti e convenzioni di medici e dirigenti, scaduti ormai da tempo, che tra l'altro graveranno anche sui bilanci ante 2005.

Ecco così che la partita sui finanziamenti del Ssn deve essere considerata ancora aperta. Con la speranza delle Regioni di trovare soluzioni (e altra polpa finanziaria) nei consueti tavoli tecnici, che dovrebbero partorire eventuali emendamenti. «Ho fiducia che nel prosieguo si possa trovare armonia», ha del resto gettato acqua sul fuoco il ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia. All'appello, per i governatori, mancano almeno altri 3-4 mld.

L'accesso ai finanziamenti integrativi rispetto al patto di stabilità del 2001, è condizionato per le Regioni a precise linee-guida - da mettere nero su bianco con una specifica «intesa» in sede di Stato-Regioni - per il contenimento e il monitoraggio della spesa. E cioè: attuazione delle misure di risparmio già previste dal patto di stabilità del 2001; istituzione (e impiego) della tessera sanitaria; adeguamento della rete ospedaliera con uso più massiccio del day hospital e con «rimodulazioni tariffarie»; crescita al 2% dei costi di produzione (al netto della spesa per il personale).

E poi, verifiche trimestrali sugli andamenti di bilancio con obbligo di attivare le misure di rientro dal deficit. E se nel quarto trimestre non sarà stato fatto niente, o non abbastanza, scatterà la diffida del Governo con l'obbligo di attivare i tagli entro il 30 aprile dell'anno successivo. In caso di ulteriore inerzia i governatori, commissari ad acta, dovranno adottare necessariamente tagli e misure di rientro. Una tagliola che vale anche per il rispetto del tetto della farmaceutica: nel 2005 un importo per 1 mld sarà condizionato al rispetto del budget. Se così non sarà, il 50% andrà a carico delle singole Regioni fuori tetto, l'altro 50% peserà su tutte le Regioni.
(30 settembre 2004)