Dalla devolution alla Salute mentale: tutte le norme sulla salute in Parlamento

La riorganizzazione dell'assistenza psichiatrica e la governance clinica, la "tolleranza zero" sulla droga e le medicine non convenzionali, i contratti per medici specializzandi e la responsabilità professionale dei medici, le vie brevi per partorire a casa e il consenso informato. Il Parlamento riaccende a pieno ritmo i motori e, da questa settimana, anche per le leggi sanitarie si riaprono i giochi. Con una decina di provvedimenti che cercano di farsi largo dopo essere rimasti a lungo nei cassetti.

La devolution. Non sarà un compito facile quello che attende il Parlamento. Anche perché la "fabbrica delle leggi" nelle prossime settimane sarà in altre faccende più affaccendata. A cominciare da due provvedimenti pesantissimi per il settore: le riforme istituzionali, con quella devolution dagli effetti carichi di incognite per la Sanità; quindi, l'avvio dell'esame della "madre di tutte le leggi", la Finanziaria per il 2005, che, fedele alle tradizioni, sicuramente non mancherà di riservare sorprese. Soprattutto da un punto di vista finanziario, e dunque dal lato della sostenibilità complessiva del Servizio sanitario pubblico.

Proprio il federalismo "targato Ulivo" ha fatto sentire i suoi effetti sull'attività legislativa in materia sanitaria dei primi tre anni di vita della Legislatura. Il contenzioso tra Regioni e Governo, e la difficoltà di stabilire precise linee di confine dei rispettivi poteri, ha avuto parte notevole nel drastico calo della produzione legislativa ordinaria del Parlamento. Pochissime sono state infatti, in 39 mesi di vita della XIV Legislatura, le leggi in materia sanitaria giunte in porto in via definitiva. E quasi tutte sono state frutto di decreti legge o di manovre finanziarie. Col risultato di relegare più volte in un angolino l'autonoma attività delle due Camere, che da tempo lamentano di essere state ridotte a un ruolo quasi notarile degli accordi tra Governo e Regioni.

Camera al bivio. Riforme istituzionali e manovra sono i pezzi forti dei lavori di Montecitorio nelle prossime settimane. Ma per la commissione Affari sociali gli impegni sono già fissati. E, in più casi, si tratterà adesso di tirare le fila dell'iter di una serie di disegni di legge che attendono soltanto di affacciarsi all'esame dell'aula.

Ecco così in pole position le regole sul parto a casa, su un testo già concordato in comitato ristretto, e quelle sulle medicine non convenzionali, intorno alle quali è stato compiuto un lungo ciclo di audizioni. Ed ecco il prossimo esordio del Ddl presentato dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, sulla governance clinica, in una versione riveduta e corretta dopo il tira e molla con le Regioni. In attesa di una ratifica dell'aula sono poi le regole sulla regolamentazione e l'istituzione dell'Albo degli informatori scientifici del farmaco. Mentre si attendono garanzie finanziarie sui contratti per i medici specializzandi. Istituzione del Fondo per la non autosufficienza e riorganizzazione dell'assistenza psichiatrica continuano invece a stentare.

Le chance del Senato. Non meno affollata l'agenda dei lavori dell'aula e della commissione Igiene e sanità del Senato. Dove c'è molta attesa (si veda articolo in pagina) per l'esordio delle nuove regole a "tolleranza zero" contro l'uso delle droghe, destinate a scatenare un durissimo confronto politico. Ma il calendario dei lavori è ricco di leggi potenzialmente a un passo: gli indennizzi ai danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, il consenso informato e la dichiarazione anticipata di trattamento, la disciplina del settore infermieristico, la regolamentazione dell'erboristeria.

In attesa che esca dal dimenticatoio in cui è finito da due anni il Ddl sulla responsabilità civile delle strutture sanitarie, con tanto di assicurazione obbligatoria, per i danni a persone causati dal personale sanitario: licenziato dalla commissione, in 24 mesi non ha mai trovato spazio nel calendario dell'aula.
(20 settembre 2004)

Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore del Lunedì)