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Giunta regionale: l'Assessore Tedesco illustra come cambierà la rete ospedaliera

Giunta regionale: l'Assessore Tedesco illustra come cambierà la rete ospedaliera


Aumentano i posti letto negli ospedali pubblici, diminuiscono
in quelli del settore privato e saranno realizzati centri di eccellenza
tecnologicamente avanzati, intorno ai quali dovrà funzionare una serie di
ospedali: è questa la proposta-cardine della rimodulazione
della rete ospedaliera che si vuole attuare in Puglia, secondo i
principi indicati dalla nuova intesa Stato-Regioni del 23 marzo
scorso.
Le indicazioni di come in Puglia si intende procedere ad una
vera e propria trasformazione della rete degli ospedali e di
tutta l' assistenza sanitaria sono contenute in una dozzina di
pagine illustrate oggi nella seduta della giunta regionale dall'
assessore alle politiche della salute, Alberto Tedesco. La
giunta prenderà atto delle comunicazioni di Tedesco nella
prossima seduta, con le modifiche che riterrà opportuno fare.
Le proposte elaborate dall' assessorato alla sanità fanno
riferimento al nuovo accordo Stato-Regioni del marzo scorso che
sostituisce quello dell'8 agosto 2001 e modifica, tra l' altro,
lo standard di dotazione di posti letto complessivi con la
riduzione da 5 a 4,5 posti letto per mille abitanti.
Tedesco nel documento presentato in giunta elenca una serie
di criticità del piano-Fitto: alcune unità operative, ad
esempio, sono state 'sacrificate' - afferma l' assessore
regionale alle politiche della salute - insieme alle
professionalità, le discipline a più elevata complessità
assistenziale e tecnologica sono state scarsamente realizzate
rispetto a quanto programmato e le azioni che prevedevano la
dismissione o il ridimensionamento delle Unità operative "non
sono state accompagnate dal necessario rafforzamento del sistema
dei servizi territoriali, un sovradimensionamento".
Si chiarisce poi come si vuole modificare la rete, un
processo che avverrà essenzialmente con i centri di eccellenza
e il funzionamento di ospedali che si divideranno in tre
categorie: strutture dotate di discipline di base, strutture di
livello intermedio con discipline di base e discipline
specialistiche richieste dalle condizioni epidemiologiche,
demografiche e socio-economiche del territorio, e infine
ospedali che, ritenuti antieconomici e con una attività poco
efficace, verranno trasformati, seguendo criteri di valutazione
già individuati, in strutture di lungodegenza e riabilitazione,
strutture residenziali territoriali, ambulatori
polispecialistici e punti di primo intervento territoriale.
Ma in tema di assistenza ospedaliera, l' intesa ha
soprattutto stabilito che le Regioni, entro il prossimo 30
settembre, adottino provvedimenti che prevedano un nuovo
standard dei posti letto. Ecco perché in Puglia si andrà - si
legge nella relazione - ad un aumento di 1.902 posti letto per
acuti, per la riabilitazione e la lungodegenza e ad una diminuzione
di 270 posti letto privati (attualmente ne sono 2.488).
Ma ci saranno anche - propone l'
assessorato regionale alla sanità - interventi radicali di
delocalizzazione di alcune strutture mediante nuove
realizzazioni collocate in località facilmente accessibili a
più comunità locali. Ed ecco alcuni casi: c'é l' esigenza di
delocalizzare dalla cinta urbana l' ospedale di Manfredonia e
quello di Andria e analoga esigenza si pone in relazione alle
tre strutture di Fasano, Ostuni e Cisternino, e a quelli di
Terlizzi e Bitonto. Infine non viene sottovalutata l' esigenza
di delocalizzare l' ospedale Santissima Annunziata di Taranto.
Per fare tutto questo saranno rivisti accordi di programma
esistenti e ne saranno fatti altri per recuperare risorse
finanziarie.