13 settembre 2005
Influenza: a Malta si traccia l'identikit di quella 2005-2006

Sarà un'influenza simile a quella dello scorso anno quella attesa per i prossimi mesi. Severa, colpirà soprattutto i bambini, e terrà a casa per qualche giorno quattro-cinque milioni di italiani.

E dagli esperti arriva il monito di sempre: vaccinatevi. Per ora, inoltre, è impossibile prevedere quando arriverà con precisione, se gli italiani cominceranno ad ammalarsi prima o dopo le feste di Natale. Tutto dipenderà, ha spiegato Fabrizio Pregliasco, dell'Istituto di virologia degli studi di Milano, presente a Malta per il secondo Congresso europeo sull'influenza, da come sarà il prossimo autunno, anche dal punto di vista climatico.

I virologi stanno ancora tenendo sotto osservazione l'epidemia che in questo periodo è in azione in Australia. Il continente è di fatto da sempre una sorta di osservatorio per gli europei che possono verificare in anticipo come il virus si muove. I tre ceppi dell'influenza 2005-2006 sono i due virus del gruppo A, California e Nuova Caledonia, più lo Shangai del ceppo B. Il vaccino scelto dall'Oms li centra bene, ha spiegato Pregliasco, e ciò significherà che chi si sottoporrà alla vaccinazione avrà poche possibilità di ammalarsi e se ciò avverrà, sarà ancora più ridotta la possibilità di complicazioni, rischio importante soprattutto per gli anziani e per chi soffre di alcune malattie come i cardiopatici e i diabetici.

L'appello di quest'anno è ancora più accorato del solito. Se si riuscirà a raggiungere una buona copertura della popolazione, e se malauguratamente dovesse arrivare proprio questo inverno la tanto temuta pandemia, sarà più facile riuscire a distinguere i falsi allarmi. Ma anche i più pessimisti non sono affatto convinti che il virus più pericoloso, quello appunto pandemico, possa arrivare già entro l'inverno. Se proprio il virus dei polli causerà l'evento, ha spiegato Pietro Crovari, coordinatore della Commissione pandemia del ministero della Salute, allora il momento migliore dell'anno potrebbe essere la primavera: in questo modo i medici si potrebbero trovare nella condizione privilegiata di operare senza altri virus stagionali in giro che confonderebbero le idee.

A Malta è stato anche presentato uno studio svizzero-francese sulla vaccinazione anti influenzale in Europa. L'Italia resta il fanalino di coda con un tasso di copertura della popolazione molto basso, anche per quello che riguarda gli anziani e le categorie a rischio: la media è del 26% contro il 45% dei tedeschi, il 40% degli inglesi e il 27% dei francesi. Anche fra gli anziani ci si vaccina poco: il 55% in Italia, il 72% in Uk, il 65% in Germania, il 62% Francia e 61% in Spagna. Per la stagione che arriva le cose dovrebbero andare meglio. Forse anche grazie agli appelli di tutte le istituzioni sanitarie, gli europei che si vaccineranno, almeno secondo i risultati di un sondaggio, saranno un terzo del totale e non un quarto come ora. Dal Congresso esce anche confermata la capacità degli antivirali di aiutare durante l'influenza.

Uno studio condotto utilizzando un farmaco (oseltamivir) ha dimostrato di essere capace di ridurre le complicazioni come la polmonite, le complicazioni del sistema cardiocircolatorio e anche il rischio di morte. Sugli antivirali l'attenzione degli esperti è particolarmente concentrata. Si spera infatti di poter utilizzare questi come arma estrema se non si farà in tempo a produrre un vaccino in caso di epidemia mondiale.