26 settembre 2005
Influenza: vaccino disponibile da ottobre

Al via la campagna antinfluenzale. "I primi giorni di ottobre il vaccino antinfluenzale sarà disponibile in farmacia, e chi ha oltre 65 anni potrà chiedere al medico di famiglia di essere vaccinato gratuitamente". Lo sottolinea in una nota il sottosegretario alla Salute, Cesare Cursi.


"Potranno rivolgersi al medico anche tutti i malati cronici, i bambini, le persone a rischio e le cosiddette categorie utili e cioè personale sanitario, insegnanti, militari e tutti coloro che comunque hanno contatti con il pubblico. Quest'anno - prosegue Cursi - così come prevede una circolare del ministero della Salute e come ricorda il direttore del Centro per il controllo delle malattie, Donato Greco, la copertura vaccinale della popolazione è un requisito importante anche in vista di una eventuale influenza aviaria".

Il programma di copertura degli anziani, inoltre, quest'anno prevede un incremento di vaccinati. "Il Centro per il controllo delle malattie ha incrementato il numero degli epidemiologi e, per quest'intervento di rafforzamento, ha messo a disposizione 4 milioni di euro. Il vaccino che è stato scelto dall'Organizzazione mondiale della Sanità dovrebbe riuscire a immunizzare in modo completo e questo permetterà, in caso di arrivo di influenza aviaria, di distinguere in maniera precisa i falsi allarmi. Tanto è vero che gli infettivologi non prevedono una sovrapposizione. Quest'anno è scesa in campo anche la Società italiana di pediatria - ricorda il sottosegretario - che ha rivolto un appello a vaccinare i bambini".


Tutti questi interventi "e la campagna di comunicazione che sosterrà la vaccinazione antinfluenzale - conclude Cursi - dimostrano in maniera concreta l'impegno del ministero della Salute per dare risposte adeguate, con l'obiettivo di tutelare la salute dei cittadini".

Antitrust: sì ai farmaci da banco nei distributori self-service

Rendere possibile l’installazione di distributori selfservice di farmaci da banco, all’esterno delle farmacie, per facilitare i consumatori.

Questa la posizione espressa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in una segnalazione inviata ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio, al Ministro per gli Affari Regionali e al Ministro della Salute.

Nella segnalazione l’Autorità ribadisce l’esigenza di liberalizzare la distribuzione dei medicinali da banco, permettendola anche nei supermercati e auspica una modifica dell’art. 9 bis della legge del 16 novembre 2001, n. 405 o comunque una sua interpretazione non restrittiva.

La norma prevede il “libero e diretto accesso da parte dei cittadini ai medicinali di automedicazione”, precisando che l’accesso deve avvenire “in farmacia”. Per l’Autorità andrebbe eliminato il termine “in farmacia”, per realizzare il diritto dei cittadini di accedere liberamente e direttamente ai medicinali che non richiedono la prescrizione medica.

Nella segnalazione l’Autorità interviene anche sull’interpretazione da dare alla norma: secondo gli enti rappresentativi dei farmacisti e lo stesso Ministero della Salute non sarebbe ammessa l’installazione in farmacia di distributori self service cui accedere anche durante gli orari di chiusura: il termine “in farmacia” indicherebbe infatti che la vendita di medicinali, anche di quelli non soggetti a prescrizione medica, deve avvenire all’interno della farmacia, negli orari di apertura della stessa, sotto la responsabilità del farmacista.

Per l’Autorità, invece, è possibile una diversa interpretazione che permetta l’installazione di distributori self service con accesso dall’esterno: il distributore farebbe comunque parte della farmacia e, soprattutto, i prodotti vi sarebbero inseriti dal farmacista abilitato, garantendo così la partecipazione e la responsabilità di quest’ultimo all’erogazione dei medicinali. Sui distributori potrebbero essere apposte indicazioni per facilitare la possibilità per i consumatori di acquisire comunque consulenze professionali sui medicinali distribuiti (ad esempio, l’indirizzo ed i recapiti telefonici della guardia medica di zona).

Regioni-Confindustria, documento comune sulla Finanziaria

Ieri la conferenza delle Regioni ha approvato un documento siglato da Regioni e Confindustria che affronta alcuni « punti fondamentali per le scelte della prossima legge finanziaria » .

I due interlocutori dichiarano di condividere non solo le preoccupazioni, ma anche alcune priorità d'azione per il futuro del Paese. In particolare, su alcuni temi, quali bilancio, sanità, politiche industriali e Mezzogiorno, sono state previste nuove forme di confronto permanente tra le due strutture. Rispetto poi al tema del federalismo, verrà realizzato uno specifico confronto. Le soluzioni proposte prevedono di liberare gli investimenti produttivi dal calcolo per il patto di stabilità interno; la possibilità per le Regioni di indebitarsi per investimenti produttivi, formazione e ricerca; la continuità dei fondi unici regionali.

Linea comune anche sulla « negoziazione a livello europeo dei fondi strutturali » e su un « corretto assetto istituzionale decentrato e federale » . Un coordinamento tra regioni e industriali sarà previsto anche su politiche industriali, turismo, istruzione, formazione e sostegno ad un crescente ruolo dei privati. Sul fronte della spesa sanitaria, secondo Regioni e Confindustria, occorre cercare soluzioni che salvaguardino i livelli essenziali di assistenza.
« Con questa iniziativa - ha spiegato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani - prende corpo un percorso di confronto con le parti sociali che proseguirà nei prossimi giorni con sindacati e mondo del lavoro».

Questo il testo del documento:

RACCORDO E COOPERAZIONE TRA CONFERENZA DELLE REGIONI E CONFINDUSTRIA
Le principali questioni relative allo sviluppo economico, sia sotto il profilo delle strategie territoriali, sia sotto il profilo delle compatibilità delle risorse, vedono le Regioni italiane e la Confindustria condividere preoccupazioni e priorità di azione per il prossimo futuro.
L’esigenza comune è quella di assistere il riorientamento dei sistemi produttivi, incrementandone produttività, internazionalizzaizone, capacità di investimento.

Alcuni nodi dell’attuale assetto istituzionale e della finanza pubblica, nel rapporto tra Stato e Regioni, richiedono urgente soluzione, per evitare la divaricazione tra le esigenze dell’economia reale e la capacità di risposta dei governi territoriali. Regioni e Confindustria confermano che un corretto assetto istituzionale decentrato e federale debba consentire le migliori soluzioni per l’impiegno delle risorse pubbliche a fini produttivi e di miglioramento del contesto economico e sociale, qualificando e razionalizzando la spesa pubblica complessiva e dando competitività ai territori, alle imprese, ai sistemi locali.

In questo quadro, e in vista della prossima legge finanziaria, si condivide la necessità di comune analisi e ricerca di soluzioni in merito:

- al patto di stabilità interno, liberando dal calcolo gli investimenti produttivi

- alla possibilità per le Regioni di indebitarsi per investimenti produttivi (superamento art. 3 l. finanziaria 2004) e la formazione e la ricerca

- alla spesa sanitaria, rispetto ai suoi trend ed alla sua copertura, salvaguardando i livelli essenziali di assistenza, anche qualificando e razionalizzando la spesa e accorciando i tempi dei flussi di cassa tra Stato e Regioni e quindi tra Regioni e aziende fornitrici

- alla continuità dei fondi unici regionali

- alla concentrazione delle risorse disponibili sul territorio sugli obiettivi strategici per lo sviluppo

- al recupero dei divari territoriali.

Nella prospettiva di un lavoro con scadenze successive nel prossimo anno, relativo alle politiche di competenza anche o esclusivamente regionale, si condividono alcune linee comuni di azione:

- la negoziazione a livello europeo dei fondi strutturali, su cui cercare il migliore raccordo come Paese

- la migliore attuazione del federalismo, monitorando la concreta realizzazione delle competenze affidate, anche in logica di confronto ed evidenziazione delle migliori pratiche

- alcune scelte di coordinamento tra Regioni e Confindustria, sulle politiche industriali, sul turismo, sulla istruzione e formazione.

- un sostegno, nell’ambito dei processi di apertura dei mercati in atto nel Paese, ad un ruolo crescente dei privati, in un contesto di corretta concorrenza, e con un sistema di regole attento ai beni comuni, negli ambiti di competenza delle Regioni.

Rispetto al tema istituzionale verrà realizzato una specifico confronto sulla base degli studi già in corso sull’attuazione del federalismo.
Per le finalità definite dal documento di intenti si attiveranno nuove forme di confronto permanente tra Regioni e Confindustria, con particolare riguardo alle priorità dei meccanismi di bilancio, della sanità, delle politiche industriali, del Mezzogiorno.