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| Combinate ai sintomi, le alterazioni della sostanza
bianca riconoscibili con la risonanza magnetica nucleare sveltiscono di molto il
riconoscimento della malattia 10 settembre 2003 - E' la risonanza magnetica la marcia in più che accelera la diagnosi di sclerosi multipla, un processo attualmente arduo e complicato. A garantirlo è Elliott Frohman, capo del Programma sclerosi multipla dell'Università del Texas a Dallas e primo autore di uno studio pubblicato su Neurology. "I nostri dati dimostrano che in gran parte dei pazienti che per la prima volta sviluppano i sintomi sono presenti lesioni cerebrali catatteristiche, evidenziabili con la risonanza, che predicono in modo attendibile una futura trasformazione in malattia conclamata" spiega Frohman. In altre parole, le alterazioni della sostanza bianca rilevate dai campi magnetici combinate ai sintomi forniscono agli specialisti preziose indicazioni per decidere in modo rapido e ragionevolmente sicuro se effettivamente si trovano di fronte a un caso di sclerosi multipla oppure a un disturbo diverso. "Questo è un grosso passo avanti in una malattia difficile da riconoscere in cui il processo diagnostico può durare mesi o addirittura anni" assicura il neurologo di Dallas. |