| 16/03/2004 Scoperta proteina che può bloccare l'obesità |
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Una proteina funziona come un interruttore molecolare anti-obesità: trasforma cioè le grandi cellule adipose specializzate nell'immagazzinare energia (che appartengono al tessuto adiposo bianco) nelle piccole cellule capaci di bruciare energia (quelle del tessuto adiposo bruno). Lo ha scoperto uno studio svolto da un'équipe dell'università di Ancona in collaborazione con le università della Danimarca del Sud e di Stoccolma e con l'Istituto olandese per la ricerca sul cancro. Si chiama pRB ed è la proteina attiva in una forma di tumore, il retinoblastoma. Agisce come un vero e proprio switch molecolare che trasforma il tessuto adiposo in modo da aumentare le cellule brucia-grassi. La proteina è stata osservata in azione in provetta e, per la parte italiana, anche in vivo nei ratti. È anche una proteina importante per il differenziamento cellulare. I ricercatori l'hanno infatti osservata all'opera durante lo sviluppo embrionale: "abbiamo visto che in questa fase dello sviluppo si esprime nelle cellule precursori del tessuto adiposo bianco, ma non in quelle del tessuto adiposo bruno", ha detto Saverio Cinti, coordinatore dell'équipe italiana. In altre parole, se la proteina pRB è presente nel tessuto adiposo, questo diventa bianco e accumula energia; se invece non c'è il tessuto diventa bruno, e quindi specializzato nel bruciare il grasso. Avere identificato la proteina apre quindi la via alla possibilità di eliminarla. Se infatti la proteina non viene espressa, la cellula del tessuto adiposo diventa bruna. "L'obiettivo dei ricercatori è di mettere a punto farmaci anti-obesità in grado di agire su più bersagli contemporaneamente". La proteina pRB è il terzo di questi possibili bersagli, dopo la molecola beta-3-antagonista e la proteina 4EBP1. Finora si è visto che farmaci capaci di legarsi ai recettori della beta-3-antagonista possono ridurre l'espressione della proteina dall'80% al 30%, e che la proteina 4EBP1 agisce sulla proteina PGC1 delle cellule del tessuto adiposo bianco: eliminando quest'ultima le cellule si trasformano in cellule del tessuto adiposo bruno. Secondo Cinti avere un farmaco capace di colpire contemporaneamente tutti e tre questi bersagli significherebbe avere a disposizione una potentissima arma contro l'obesità. Basti pensare, ha detto l'esperto, che in una persona normale (alta fra 1,70 e 1,80 metri e del peso di una settantina di chili) il tessuto adiposo è di circa 10-20 chilogrammi. "All'interno di questo tessuto adiposo - ha osservato Cinti - sarebbero sufficienti 50 grammi di tessuto adiposo bruno per regolare il 10-15% del turn-over energetico di un individuo". Vale a dire che bastano 50 grammi di tessuto adiposo bruno per bruciare 3 o 4 chilogrammi di massa adiposa. |