Terapia ormonale sostitutiva ancora sotto accusa

Uno studio americano ha lanciato un nuovo allarme sulla controversa terapia ormonale sostitutiva (Hrt) rivelando un aumento di rischio di ictus e di sviluppo di demenzia senile per quelle donne in menopausa che fanno uso della cura composta soltanto dall'ormone femminile estrogeno. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Daily Mail i ricercatori hanno dovuto interrompere la ricerca sugli effetti di questa cura con un anno di anticipo. In questi ultimi 18 mesi vari studi avevano già sollevato preoccupazioni riguardo la sicurezza della Hrt, nota per alleviare i sintomi della menopausa. Gli allarmi avevano però sempre riguardato la cura ormonale sostitutiva composta dai due ormoni femminili, il progesterone e l'ormone estrogeno, e il maggiore di questi studi - condotto dall'Iniziativa americana per la salute della donna - aveva rivelato un aumento di rischi di cancro al seno, attacchi di cuore e ictus.

La recente ricerca, che ha coinvolto 11mila donne tra i 50 e i 70 anni, riguarda invece la terapia composta dal solo ormone estrogeno, cura che viene somministrata soltanto a quelle donne a cui è stato rimosso l'utero. Gli scienziati hanno rivelato che, contrariamente alla cura composta dai due ormoni, questo tipo di Hrt non aumenta i rischi di cancro al seno e di infarto ma aumenta i rischi di ictus e di incorrere in demenzia senile. Molti medici britannici e americani insistono però che i benefici di entrambe queste terapie restano sempre più alti rispetto ai rischi che sono comunque molto bassi.